Sembra una fantasia eppure i monopolisti della Silicon Valley hanno avuto paura. Per qualche mese i colossi delle nuove tecnologie digitali hanno tremato sotto le bordate di Elizabeth Warren. La candidata alla Casa Bianca l’anno scorso aveva proposto una imposta patrimoniale a carico dei ricchi e ipotizzato uno “spezzatino” per i grandi trust. Un motto della senatrice democratica nella campagna elettorale era: «È ora di fare a pezzi Amazon, Google e Facebook».

Elizabeth Warren non è stata eletta presidente degli Stati Uniti, Joe Biden con grande fatica ha battuto Donald Trump e i colossi dell’alta tecnologia hanno tirato un sospiro di sollievo. Ma forse hanno sbagliato i conti. Il nuovo presidente non è «Sleepy Biden» («l’Assonnato Biden»), l’ex vice presidente di Barack Obama sta smentendo il nomignolo affibbiatogli da Trump.

Proprio ora cade il 110° anniversario dello scioglimento della potentissima Standard Oil Company. Il 15 maggio 1911 la Corte Suprema degli Stati Uniti ordinò la “frammentazione” della potentissima compagnia petrolifera di John Davison Rockefeller in base allo Sherman Act.

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Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

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