Acciaio, autostrade, banche, trasporto aereo. Tanti settori molto diversi con un dato in comune: il fallimento del capitalismo privato e il soccorso dello “Stato Pantalone”, il salvataggio con i soldi dei contribuenti.

Un tempo Ilva, Autostrade, Alitalia erano aziende di proprietà dello Stato attraverso l’Iri. Poi seguirono le privatizzazioni, in non pochi casi delle svendite, in nome dell’efficienza degli imprenditori privati e contro gli sprechi di denaro pubblico. Ma la storia ha prodotto cocenti e costosissime delusioni.

Ex Ilva (Riva e quindi ArcelorMittal), Autostrade (Benetton), Alitalia (“cordata tricolore” e poi gli arabi di Etihad) sono finite in bancarotta sotto la guida di imprenditori privati ed è dovuto intervenire lo “Stato padrone” per impedire lo smantellamento.

Per il Monte dei Paschi di Siena la vicenda è diversa: la gestione pubblica a livello locale provocò la bancarotta, è intervenuto lo Stato per scongiurare il crack. Adesso l’Unicredit vorrebbe comprare ma potrebbe essere una privatizzazione parziale.

Per Adam Smith «la mano invisibile del mercato» crea ricchezza. Tuttavia molte volte i privati e il mercato in Italia causano clamorosi crack, poi interviene lo “Stato Pantalone” a saldare tutti i debiti per diverse decine di miliardi di euro. In non pochi casi lo “Stato Pantalone” piace anche a chi pontificava contro.

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Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

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