Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    13 Aprile 2026 - lunedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
      • La voce di Bruges
      • Lettere da Strasburgo
      • Finestra sulla Francia
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione internazionale
      • Finestra sul Brasile
      • Storia e controstoria
      • Un mondo da raccontare
      • Una finestra sul mondo
    • Società
      • Categorie
        • Società
        • Attualità
        • Industria
        • Lavoro
      • Categorie
        • Ricerca e innovazione
        • Pubblica amministrazione
        • Sanità
        • Sport
      • Categorie
        • Terzo settore
        • Controvento
        • Dolenti note
        • Servant Leadership
      • Categorie
        • Stroncature
        • TUTTI per Roma
        • Uomini e capre
        • Racconti dalle strade del mondo
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Eccellenze artigiane
      • Lanterne sulle città
      • Passione architettura
      • TUTTI a tavola
      • TUTTI al cinema
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Attualità»Un voto per spezzare le catene della burocrazia
    Attualità

    Un voto per spezzare le catene della burocrazia

    Flavio de LucaDi Flavio de LucaAgosto 20, 20220 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Negli anni successivi la guerra civile, negli USA iniziò una seconda guerra, più sanguinosa, che costò migliaia di morti sul lavoro, centinaia di fallimenti imprenditoriali e ricorrenti crisi economiche che gettarono nella povertà decine di migliaia di persone.

    Cornelius Vanderbilt, John Davide Rockfeller, Andrew Carnegie e John Pierport Morgan si combatterono senza esclusione di colpi per costruire i loro imperi colossali, rispettivamente, nelle ferrovie, nel petrolio, nell’acciaio, nell’elettricità e affermarsi come il più ricco della Nazione. Fu una guerra tra ego smisurati, ispirata dalla stessa visione della loro Nazione e coinvolse milioni di famiglie, distruggendo uomini come George Westinghouse e Nicolas Tesla.

    Theodore Roosevelt

    Ad un certo punto J.P. Morgan spiegò ai colleghi-avversari che farsi la guerra costava troppo, a loro e al Paese. Vanderbilt, fece orecchie da mercante e Morgan raccolse in cartello tutti i suoi competitor e lo ridusse a migliori intenzioni. Rockfeller e Carnegie capirono l’antifona. Insieme divennero tanto potenti da potersi prendere il lusso di far eleggere un Presidente favorevole ai loro monopoli e ai loro abusi di posizione dominante, allora consentiti da vuoti normativi. Poi il destino volle Theodore Roosevelt Presidente e l’antitrust act divenne effettivo e i 4 imperi furono smembrati. Ironia del destino, i 4 bucanieri, divennero più ricchi che mai: ciascuno di loro era rimasto il maggiore azionista delle singole società in cui le loro originarie Società erano state divise.

    All’antitrust il capitalismo aveva risposto con la Corporate. Al tramonto delle loro vite, quei bucanieri fecero donazioni per miliardi di dollari e con quel denaro furono realizzati ospedali, librerie, teatri, università e offerte possibilità di studio a migliaia di giovani. Avevano agito senza scrupoli diventando ricchi oltre l’immaginabile ma al tempo stesso innescarono il processo che portò gli Stati Uniti a divenire una potenza mondiale grazie allo spirito competitivo che trasmisero al Popolo americano.

    In Italia non contiamo nessun personaggio, né alcuna vicenda, simile. Dopo Florio e Balocco, nonostante i tanto esaltati anni 60, a turno, Riva, Lancia, Lauro, Ferrari, Ferruzzi, Agnelli sono dovuti ricorrere agli aiuti di Stato per sopravvivere; qualcuno ce l’ha fatta la maggior parte no. Tranne poche recenti eccezioni, Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi (e i re della moda, moltissimi ormai in mano straniera), il nostro capitalismo industriale e finanziario è rimasto povero, se non straccione come sosteneva Stalin. In compenso abbiamo avuto una classe manageriale pubblica da far invidia al Mondo: Valletta, e poi Romiti, Beneduce, poi Cuccia e Ventriglia, Petrilli, Mattei, Cefis, Prodi, Bernabei, de Luca, Nordio, Fabiani, Viezzoli, Armani. Ottimi gestori, prigionieri dei loro tutori politici molto più di qualunque top manager americano dei suoi shareholders.

    Parlamento italiano by Montecitorio is licensed under CC BY-ND 2.0.

    L’origine del nostro costante ritardo produttivo è il troppo pubblico nel sistema economico; troppo Stato nelle Banche e nell’Industria; troppa burocrazia per fare impresa e poi aggirare le regole per finanziare Politica e Politici. Non abbiamo ancora vere leggi su conflitto di interesse, separazione tra imprese e impianti; né liberalizzazione del mercato sanitario, assicurativo e previdenziale; tantomeno libertà di realizzare privatamente infrastrutture e gestire servizi pubblici. Berlusconi non è riuscito a spezzare il cerchio, forse non ci ha nemmeno pensato; tanto meno i 5Stelle, che promettevano l’inversione del radiale. Di certo non poteva farsene carico il PD, erede del partito che ha preteso la presenza dello Stato in ogni ganglio del sistema economico.

    Dalle prossime elezioni molti si aspettano un doppio terremoto, un premier di destra, donna.

    Un uno due al Centro-Sinistra che lo costringerebbe a riconoscere alla Destra, quantomeno, il primato di una donna al comando.

    Effettivamente il Centrodestra potrebbe vincere le elezioni e Giorgia Meloni diventare presidente del consiglio, se FdI prendesse 1 voto in più di Lega e Forza Italia. Il terremoto che seguirebbe resterebbe però nominale se i riferimenti non diventassero donne come Golda Meir, Indira Gandhi, Isabela Peron, Margaret Thatcher, Benazir Bhutto, nessuna delle quali è andata particolarmente per il sottile quando è stato necessario.

    Perché Giorgia Meloni, come chiunque fino ad ora potrebbe, per assicurarsi serenità e longevità, da un lato, sottomettersi al Mutante che in Italia si chiama Burocrazia e accettare di lasciare il Paese impantanato; dall’altro, riprendere a questionare sull’Europa in termini di limitazioni di sovranità per difendere rendite di posizioni come, ad esempio, quelle delle concessioni del servizio taxi.

    Con il Centro-Sinistra incapace di presentarsi come partito di governo se non all’ombra di Draghi, il Centro solo il modo con cui i moderati fanno politica di centrodestra e i 5 Stelle senza identità e progetto, votare sarà un dilemma per i cittadini.

    Ovviamente per quelli che andranno a votare; nella speranza che costoro siano almeno 1 più della metà.

    Foto di apertura libera da Pixabay

    burocrazia Centro-Destra Centro-Sinistra Giorgia Meloni prossime elezioni
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Flavio de Luca

    Redaz. Roma – Docente universitario, avvocato quindi manager Specializzato in scienze amministrative ha approfondito i problemi dell’organizzazione amministrativa e dei pubblici poteri insegnando per quattro anni presso la scuola superiore della pubblica amministrazione e scrivendo un primo libro intitolato “definire l’amministrazione” edito da Rubettino. È stato al vertice di aziende pubbliche di Trasporti e Lavori Pubblici inoltre consulente legale e gestore del contenzioso di altra società pubblica di livello nazionale. Ha pubblicato: “Lavoro e immigrazione nuovi diritti di status individuale” edito da “Ed. Croce 2017 e “Tramonto del Welfare e capitalismo globale” edito da Pagine 2019.

    Articoli correlati

    Meloni angelo cancellato

    Marzo 19, 2026

    Casini: l’Italia ha un ruolo obbligato in Europa

    Marzo 19, 2026

    Vannacci assalta Meloni e Salvini

    Febbraio 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    La guerra e la transizione verde: perchè l’Italia paga il conto di Trump

    Aprile 2, 202622

    Guerriglia e guerra senza quartiere

    Settembre 20, 202512
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202611

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?