Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    13 Aprile 2026 - lunedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
      • La voce di Bruges
      • Lettere da Strasburgo
      • Finestra sulla Francia
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione internazionale
      • Finestra sul Brasile
      • Storia e controstoria
      • Un mondo da raccontare
      • Una finestra sul mondo
    • Società
      • Categorie
        • Società
        • Attualità
        • Industria
        • Lavoro
      • Categorie
        • Ricerca e innovazione
        • Pubblica amministrazione
        • Sanità
        • Sport
      • Categorie
        • Terzo settore
        • Controvento
        • Dolenti note
        • Servant Leadership
      • Categorie
        • Stroncature
        • TUTTI per Roma
        • Uomini e capre
        • Racconti dalle strade del mondo
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Eccellenze artigiane
      • Lanterne sulle città
      • Passione architettura
      • TUTTI a tavola
      • TUTTI al cinema
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Sviluppo sostenibile»Il gas russo, il PIL italiano e le rinnovabili da aumentare.
    Sviluppo sostenibile

    Il gas russo, il PIL italiano e le rinnovabili da aumentare.

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoOttobre 20, 20220 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    L’inverno 2022 per gli italiani non sarà particolarmente critico per le questioni legate al gas. Prima di lasciare il governo, Mario Draghi e il Ministro Roberto Cingolani hanno fatto del proprio meglio per riempire gli stoccaggi. Un’altra operazione verità che ci dice che di gas ne abbiamo ancora tanto bisogno. Certo in un quadro di transizione verso le rinnovabili. Ma d’altra parte i cambi di scenari energetici sono sempre stati accompagnati da opinioni contrastanti. Spesso da dibattiti e studi commissionati ad arte per speculazioni finanziarie. Da settimane in tanti parlano di energia, gas, sostenibilità, contenimento dei consumi e via discorrendo. Troppi dibattiti che creano anche disorientamento tra chi guarda le bollette. Tuttavia, a mio parere, qualcosa di serio e di analitico ancora si produce. Per esempio uno studio dell’Unicusano e dell’Università Roma Tre, in collaborazione con altre Università straniere, che fotografa la situazione per quella che è e rende meno ansiosi i cittadini. Cosa dice lo studio ? Che se il Consiglio europeo approva il taglio dei consumi energetici- nella fattispecie di gas- per l’Italia si allontana “ la possibilità di un’uscita dalla crisi attuale”. Le ricadute sul tessuto economico e sociale sarebbero pesanti e tutta la strategia green ne risentirebbe. Ora, è vero che l’Europa di fronte ai ricatti russi ha tutto il diritto di discutere del taglio del 15% dei consumi. Che il dibattito politico ha un’infinità di scorie da eliminare. Ma poi noi in Italia riusciremmo a mandare avanti le aziende, far funzionare le centrali elettriche, soddisfare le famiglie, visto come è strutturato il nostro sistema energetico ? Siamo parte dell’Europa, ma abbiamo anche tante falle da riparare.

    Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Energy Reports” e fa emergere una stretta relazione tra consumi energetici e PIL. Vi è rappresentato un legame a due vie tra necessità energetiche e crescita economica in Italia dal 1926 al 2008. Marco Mele, docente di Politica Economica dell’Unicusano e Cosimo Magazzino, docente di Politica Economica dell’Università di Roma Tre, spiegano che se si prendono in considerazione intervalli temporali molto brevi, gli effetti dei consumi energetici sulla crescita del PIL sono evidenti. In pratica una politica che vuole la riduzione del consumo di gas potrebbe generare una riduzione del PIL. Il ragionamento, evidentemente, vale anche per gli altri Paesi dove le alternative al gas sono ancora minoritarie. Quando si studiano processi cosi’ complessi bisogna avere cautela, se non altro perché la storia ce lo ha insegnato. L’Europa non è unita sul fronte dell’energia. Lo sappiamo da tempo e solo nell’ultimo anno e mezzo noi italiani abbiamo fatto qualche mea culpa. La riduzione di una fonte energetica primaria anche in un periodo più lungo- soprattutto se vogliamo ( come vogliamo) liberarcene-  ha conseguenze reali. E gli usi di energia devono sempre fare i conti con le abitudini e gli stili di vita delle persone, oltre che con il sistema industriale. In altre parole, una riduzione indiscriminata del 15 % di gas ridurrebbe il PIL italiano di un valore tra -2,61 e -2,85 nell’arco di 5 anni.

    Si tratta di previsioni che tengono conto delle aspirazioni degli italiani a vivere solo di energie rinnovabili. Pero’ entra il gioco il fattore tempo. E se lo studio di “Energy Reports” spalanca le porte alla crescita delle rinnovabili e del nucleare, è pur vero che le fonti pulite oggi non coprono tutto il sistema italiano. Ursula Von der Leyen spinge per decisioni di prospettiva e lo fa con spirito unitario, europeista. In Italia “le fonti rinnovabili – si legge nello studio- oggi sono in grado di produrre poca quantità di energia; sono ancora legate a eventi imprevedibili e dipendono dalle condizioni metereologiche”. Immaginare uno sviluppo socio-economico sostenibile nel giro di pochi anni ( 2030 ?) che non  abbatta il Prodotto interno lordo è, dunque, inverosimile. È importante investire sulle fonti alternative e con il PNRR lo stiamo facendo. Occorre,  pero’, “un graduale svincolamento da gas, petrolio e carbone”. E il concetto di gradualità include variabili strutturali e accidentali che condizionano qualsiasi programma. Prima delle vicende sui gasdotti Stream 1 e 2  ci ricordiamo della crisi petrolifera, delle guerre sui prezzi, delle rivalse di Donald Trump sulle rinnovabili, sugli accordi Russia- Germania, ecc. Per questo decidere di ridurre il consumo di gas – quasi fosse una dieta alimentare- ignorando la struttura energetica di un Paese (Italia), che le fonti green coprono appena  un terzo della produzione elettrica e i tempi per realizzare i nuovi impianti, assomiglia a una corsa dal risultato incerto. L’Italia ,viceversa, con la transizione energetica impostata da Draghi e le risorse da spendere fino al 2026, va in cerca di risultati certi.

    Bilancio statale Europa gas transizione ecologica
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Nunzio Ingiusto

    Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;

    Articoli correlati

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    L’ONU agonizza a New York, risanarlo altrove, prima che sia troppo tardi

    Aprile 13, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    La guerra e la transizione verde: perchè l’Italia paga il conto di Trump

    Aprile 2, 202622

    Guerriglia e guerra senza quartiere

    Settembre 20, 202512
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202611

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?