15 Aprile 2026 - mercoledì

Indirizzo: Via Zara, 27  – 00198 Roma RM

Telefono: 06 6933 5743

€ 130 oltre bevande, a pranzo ci sono menu da €45 e € 60

La porta rossa è omaggio ad Antonello Colonna, il pane di Solina a Niko Romito, ma Valerio Braschi non c’è mai stato, né da loro né da altri Chef Superstellati.

Lui si giustifica nel non avere la patente, ma la verità è che vuole vivere il suo mondo. In tutti i sensi.

La sera c’è un menù degustazione di ben 11 portate, servito fino alle 21:30 (regolatevi).

Questo percorso esprime Valerio? Evidentemente sì, visto che in cucina c’è lui di persona personalmente (per ristoranti di alto livello ormai non scontato), ma tutti i riferimenti giappomessicani da dove vengono?

Abbiamo lasciato un Valerio giovanissimo sballonzolante ragazzo di famiglia, paracadutato dalla Romagna a vincere Masterchef nel 2019 e lo troviamo alle prese con Satay-kimchi e Tonno Satay.

Foto dell’autore

Alcuni piatti sono semplicemente straordinari, guarda caso tutti con ricette, o almeno materie prime, tricolori: Assoluto di cavolfiore emozionante, una suadente cremosità in cui la materia prima è nitida, assoluta appunto. Stesso identico discorso per Carota e Aneto. Puranco il Tortellino è cristallino e sostenuto da un brodo emozionante, profondo, che vale il viaggio. E da lontano. Molti altri piatti, compreso il riso e latte della mia mamma di certo non sono cattivi, diciamo semplicemente non pervenuti: normalmente questo capita ai vecchi grandi chef che, ad un certo punto, tendono a cucinarsi addosso, stupisce da un ragazzo giovanissimo.

Nota di biasimo per il pane freddo, talché poteva tranquillamente essere servito ad una mensa e la decantata insalata “del” mare che, in effetti, il mare lo ricorda, ma non necessariamente nelle sue migliori declinazioni.

All’elenco di lodi va aggiunto anche un piatto tutt’altro che tricolore: il Kaizen, un dolce di evidente ispirazione nipponica che gioca in modo perfetto con temperature, consistenze e note minerali e vegetali che conferiscono una freschezza unica ad un piatto dolce, ma non troppo.

La valutazione della cucina è quindi alto, ma non altissimo: a certi livelli (e prezzi) la qualità della cucina deve essere più costante

Più che della Carta dei Vini è opportuno parlare della giovanissima Sommellier che l’interessantissima carta l’ha creata e la doma con estrema competenza, passione, grinta, fino alla puntigliosità.

Punteggi negativi per due temi:

  • Mancanza di guardaroba (in effetti il posto è piccolissimo): i giacconi buttati ogni dove non vanno bene per un locale di queste pretese.
  • Menù per Signora senza prezzi: chi l’ha detto, al giorno d’oggi, che pagherà necessariamente tutto l’uomo? E quand’anche: perché la Signora non deve sapere quanto quella serata inciderà sul budget familiare?
  • Valerio non sarà andato dai ristoranti stellati, ma si è ben informato sui prezzi stellati. Peccato che non abbia stelle.

 

PUNTEGGIO CUCINA    85

INDICE DI GRADEVOLEZZA 5
Locale accogliente e ben arredato  + 10
Mancanza di guardaroba  –   5
Digeribilità  +  5
Cortesia  + 15
Menù Signore senza prezzi   – 20
Rapporto qualità prezzo –         – 10
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Laureato in Economia e Commercio « cum laude » all’Università La Sapienza nel 1982. Già membro del Consiglio Regionale Confindustria Lazio. Già Vicepresidente AISCRIS, “Associazione Nazionale Consulenti per l’Innovazione e lo Sviluppo” aderente a FITA CONFINDUSTRIA. Capitano in Congedo dell’Arma dei Carabinieri, doppiatore e Speaker TV.

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