Indirizzo: Piazza risorgimento – Frazione Castrovalva – Anversa d’Abruzzo (AQ)
Tel: 340/309 6967
Menù fisso a € 50
Stavolta andiamo in un posto strano.
Siamo ad Anversa a un paio d’ore da Roma, ma non di aereo: di macchina. Questa ridente cittadina della montagna abruzzese, dalla curiosa omonimia con la città belga, è stata portata alla conoscenza dei più da un divertente film della Cortellesi, di qualche anno fa.
Ma in realtà, una volta arrivati ad Anversa, non ci fermiamo: proseguiamo infilandoci nelle bellissime Gole del Sagittario, che il Vate definì “Orridamente Belle”.
Ad un certo punto, in cima alla stretta valle che stiamo percorrendo, appare in alto un bizzarro e suggestivo gruppo di casupole disposte sulla cresta della montagna.
È Castrovalva, 14, diconsi 14 abitanti, posto sulla lunghezza della cresta del Colle di Sant’Angelo.
Qui Mariabambina e il figlio Davide gestiscono il “Nido Dell’Aquila”.
Assolutamente, ci garantiscono, nessun riferimento al rifugio di Hitler, ma alla collocazione di Castrovalva.
La strada è veramente tortuosa e, ad un certo punto, si passa in un suggestivo “buco” nella montagna.
Non solo arrivare, ma anche trovare aperto è complicato: è aperto solo a pranzo (salvo prenotazione) e apre tutti i giorni solo ad agosto, per il resto è aperto solo i fine settimana.
Chiude a metà Settembre e riapre per Pasqua
Non c’è Carta: solo menu fisso.
Cosa prevede il menù?
Parmigianina fredda di melanzane con stracciatella e cipolla in agrodolce.
Panzanella “new style” con top di tartare di manzo e scaglie di ricotta salata.
Selezione di salumi e formaggi fatti di persona personalmente da papà Mario con composte del giorno.
“Come se fosse d’Abruzzo” la carbonara ri-rivisitata, con gli strascinati (pasta pugliese) con salvia, pepe nero, guanciale (secondo me era pancetta) croccante e crema di ricotta: è talmente (dichiaratamente) rivisitata che non c’entra niente con una carbonara, ma è buona lo stesso.
Piccola carta dei vini tutta abruzzese, ma il vino della casa, in senso letterale, senza solfiti gradevolissimo.
È noto anche per le sue cucinate nel bosco, e infatti si definisce “Jsò wild”
In effetti la sua è una cucina di buon tocco, ancorché di tecnica non forzata e parte, come d’uopo, dai sapori del territorio per innovare in modo intelligente, tenendo conto di non esagerare con i grassi e la pesantezza.
Ci sono anche stanze, ma non posso darvi un giudizio
PUNTEGGIO CUCINA 78
| INDICE DI GRADEVOLEZZA | + 40 |
| Locale curato ed accogliente | + 5 |
| Posto suggestivo e particolare | + 20 |
| Cortesia | + 5 |
| Digeribilità | + 5 |
| Contesto e Opportunità di passeggiate intorno | + 5 |
