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    Home»TUTTI europa 2024»Una pessima campagna elettorale. Speriamo in un riscatto finale
    TUTTI europa 2024

    Una pessima campagna elettorale. Speriamo in un riscatto finale

    Giovanni BrauzziDi Giovanni BrauzziMaggio 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
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    Con questo articolo si concludono le cronache della rubrica “Tutti Europa 2024”, lanciata prima delle elezioni europee del 6 – 9 Giugno 2024 per seguire “il dibattito che accompagnerà la campagna per le elezioni europee, raccogliendo articoli, informazioni e commenti, incluso i programmi delle diverse formazioni politiche, senza escludere nessuno ma tenendo sempre presente lo spirito europeista del nostro sito e della nostra associazione” .

    Prevale in chi scrive un senso acuto di frustrazione per l’andamento di una campagna elettorale certamente non all’altezza delle aspettative, ove poco e male si è parlato di Europa e delle sfide comuni di un futuro che dovrebbe interessarci, non foss’altro che per il destino dei nostri figli e nipoti. Una campagna elettorale gestita e percepita invece come un maxi sondaggio in vista delle prossime elezioni politiche e non come un’opportunità per il “demos” europeo di innescare dinamiche virtuose, che contribuiscano a spostare il baricentro del processo d’integrazione europea dai mercanteggiamenti intergovernativi ad una solidarietà continentale che sfrutti sinergie, allarghi gli orizzonti e consolidi una reputazione della UE come “global standard setter” per le transizioni della nostra epoca.

    Il decalogo per i candidati, sul quale abbiamo tanto insistito nei mesi scorsi, questo voleva essere: uno stimolo ai nostri lettori (ed agli amici e conoscenti dei nostri lettori) affinché si facessero parte attiva nel coinvolgimento di chi si presenta alle elezioni e deve quindi fare promesse e prendere posizioni sui temi che saranno nell’agenda del prossimo Parlamento Europeo.

    Ringraziamo i pochissimi che hanno reagito ad appelli e sollecitazioni, “mettendoci in qualche modo la faccia” su questioni complesse e percorsi ardui come quelli che proponevamo.

    Agli altri formuliamo l’augurio che nei prossimi giorni possano tornare a ripensare alle nostre “provocazioni” e, se sono ancora incerti sul da fare, prendano due decisioni fondamentali:

    • innanzitutto, di votare comunque, perchè, in questi tempi davvero speciali, un calo dell’affluenza alle urne sarebbe una terribile jattura, delegittimando (qualcuno direbbe “ulteriormente”) la classe politica europea, tanto a livello di Governi quanto di Parlamenti;
    • andando in cabina, di premiare i candidati delle diverse liste, che meglio soddisfano le nostre aspettative (in termini di posizioni politiche, di età, di genere e di specifiche professionalità) ma sempre all’interno di una scelta di fondo (per noi irrinunciabile) tra chi vuol far progredire l’Europa verso “un’unione sempre più stretta” e chi vuole invece invertire il corso della storia, per il ritorno a maggiori competenze e prerogative “sovrane” degli Stati nazionali.

    Siamo ancora in tempo per far sentire la nostra voce.

    Ho scritto questo articolo il 9 maggio, Festa dell’Europa e 74mo anniversario della Dichiarazione Schuman, speriamo, in questi giorni, di avere maggiore ascolto.

    decalogo europeista dichiarazione di Schuman elezioni europee
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    Giovanni Brauzzi

    Europeista, ottimista, interista

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