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Foto di Arnaud Jaegers su Unsplash
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Inchiesta: Quando parlano le urne
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Gli ultimi mesi hanno registrato un grande fermento democratico, con elezioni, per esempio quelle europee che hanno coinvolto quasi 500 milioni di cittadini, altre elezioni in Francia con annunciato cambio di governo, sorprese e rigurgiti democratici in Iran, cocenti sconfitte di maggioranza governativa come in Germania e alcune riconferme ai vertici dell’UE.
E in un mondo politicamente sempre più globale e interconnesso questa effervescenza proseguirà almeno fino alle prossime elezioni americane di novembre, coinvolgendo sempre più cittadini che esprimono a vario titolo le loro preferenze, le loro aspettative, le loro paure e le loro rabbie, spesso anche disertando le stesse urne, o votando per partiti di estrema destra in un numero così elevato come mai registrato dopo la seconda guerra mondiale.
Ma questa attività salta comunque agli occhi soprattutto in contrasto con un altro modo di fare le cose che prevede invece invasioni militari, terrorismo, minacce nucleari, persecuzioni, vendette, rappresaglie e altri atteggiamenti che rivelano scarsissimo interesse per il valore della vita umana.
Per questo abbiamo deciso di mettere in evidenza in questa sezione di apertura del nostro sito alcuni articoli che danno conto di questi esercizi democratici quali le conseguenze delle elezioni europee di giugno con l’insediamento del nuovo Parlamento europeo e le nomine apicali alla guida dell’UE per la prossima legislatura, ma anche la situazione politica in particolare in Francia e le prospettive delle prossime elezioni americane.
Si potrebbe dire “les jeux sont faits » cioè le urne hanno parlato anche se il dibattito continuerà ancora a lungo, e noi non smetteremo di augurarcelo.
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