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Immagine elaborata con DALL-E
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Inchiesta: Geopolitica d’estate: conflitti globali e interconnessioni invisibili
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Se alcune parti del mondo sono in fiamme e altre in grande fermento politico, questa estate ci ha reso ancora più chiaro come il mondo in cui viviamo sia sempre più interconnesso e che nessuna delle questioni che ci assillano, all’ombra dei nostri ombrelloni, possono essere valutate e analizzate senza prendere in considerazione un quadro più complesso e ampio.
Per questo motivo abbiamo voluto dedicare una sezione importante del nostro sito pubblicando contributi di autorevoli inviati, diplomatici e accademici che analizzano i vari aspetti di questo intreccio globale.
Basta pensare al versante africano dei conflitti nelle lontane terre del Sahel in cui si incrociano terroristi islamici con tecnici militari ucraini, la CIA con militari francesi fino ai mercenari della Wagner. “Insomma, la guerra tra Russia e Ucraina si è spostata fuori dall’Europa – scrive nel suo articolo Massimo Alberizzi – e, come tutte le guerre, è fatta di colpi bassi, intrighi, accordi e alleanze all’apparenza innaturali. Quando si tratta si geopolitica non si può usare la logica e il buon senso”.
Degli aspetti più strettamente legati al conflitto Russo Ucraino scrive invece l’ambasciatore Giorgio Starace, mentre del conflitto in Medio oriente scrive alcune strazianti parole l’inviato Jonah Levi, e il diplomatico Cosimo Risi si interroga del ruolo che potrebbe avere in questo scenario l’Unione europea, notando che “rispetto alla gravità degli eventi si misura la goffaggine dei meccanismi procedurali dell’Unione”.
Ma anche gli Stati Uniti sono in fermento in vista delle prossime elezioni presidenziali, di cui scrivono il professore Domenico Maceri e il giornalista Giampiero Gramaglia, che da grande conoscitore di affari europei dedica un secondo articolo ad analizzare quello che succederà a Bruxelles nel prossimo autunno, esortando “dopo la stagione delle chiacchiere, è tempo di lavoro”.
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