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    Home»Diritti»Immigrazione e fake news
    Diritti

    Immigrazione e fake news

    Alessandro BattistiDi Alessandro BattistiNovembre 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    IMMIGRAZIONE

    I partiti di destra infiammano le polemiche e si attivano contro l’immigrazione clandestina, spesso con affermazioni false che urlano di un’invasione straniera nel nostro paese, fonte di criminalità, di insicurezza e di pesi economici sottratti agli italiani. È una metodologia, quella delle fake news, tesa a creare un nemico da combattere e su questo creare consenso fondato sulla distanza tra realtà e percezione.

    Veniamo un po’ alla realtà e ai dati e veniamo al Dossier Statistico Immigrazione di Idos e Istituto San Pio V, pressoché uguale allo studio del 2023 del Parlamento Europeo.

    Queste le percentuali di immigrati nei maggiori paesi europei:

    • Svizzera 23%
    • Austria 15%
    • Spagna 14%
    • Svezia 12%
    • Germania 12%
    • Regno Unito 11%
    • Paesi Bassi 10%
    • Francia 9%
    • Italia 8,5%

    Prima conclusione: non soffriamo di nessuna invasione e chi denuncia questo lo fa solo per motivi elettorali.

    Passiamo ora a una analisi di costi e benefici:
    A fine 2022 si stimano in circa 295 milioni i migranti nel mondo, ovvero le persone nate in un paese diverso da quello di residenza, con la previsione di superare la soglia dei 300 milioni nel 2023: circa un abitante della Terra ogni 30. In particolare, quelli con effettiva cittadinanza estera sarebbero nel 2022 oltre 183 milioni. A costoro si aggiungono i 62,5 milioni di sfollati interni (persone che hanno lasciato la propria casa ma non il proprio paese, potenziali richiedenti asilo nel medio termine), i quali, insieme ai 35 milioni di richiedenti e titolari di protezione e ad altre categorie specifiche (5,9 milioni di rifugiati palestinesi del 1948 e loro discendenti di competenza dell’Unrwa, e 5,2 milioni di venezuelani sfollati all’estero senza aver fatto domanda di asilo), portano a 108,4 milioni i migranti forzati nel mondo (nel 2000 erano appena 20 milioni). Ben il 40% di essi è costituito da minorenni.

    Il numero dei cittadini stranieri residenti in Italia – immigrati o nati nel paese – si è assestato, nell’ultimo quinquennio, sui 5 milioni (5.050.257 il dato provvisorio del 2022, l’8,6% della popolazione), mentre sono saliti a quasi 6 milioni gli italiani residenti all’estero (erano 4 milioni nel 2010), che nel 2018 avevano conosciuto un picco di espatri (155.900) gradualmente ridottosi nei 4 anni successivi (82.500 nel 2022).

    È una stabilità, quella delle presenze straniere in Italia, che ridimensiona la retorica dell’invasione.

    Pur a fronte di questo quadro, continua ad essere positivo il contributo degli immigrati all’economia italiana e al suo sistema di protezione sociale: nel 2021 il saldo tra spese (28,2 miliardi di euro) e introiti (34,7 miliardi di euro) dello stato imputabili all’immigrazione ha segnato un guadagno per l’erario pubblico di 6,5 miliardi di euro, fortemente cresciuto rispetto al 2020 (circa 1 miliardo di euro in più) grazie alla ripresa post-pandemica dei settori in cui gli stranieri sono più impiegati.

    Possiamo concludere che:

    1. non c’è nessuna invasione;
    2. c’è totale impreparazione nel gestire con efficienza la situazione;
    3. nell’attuale crollo demografico italiano abbiamo assoluto bisogno di immigrazione per far fronte alle esigenze sociali.

    La retorica che vede, all’aumentare della presenza di stranieri, un aumento del numero di reati è smentita dai dati. Secondo il Censis, nel decennio che va dal 2012 al 2022 il numero di denunce in Italia è calato del 25%. Mentre anche i numeri dall’associazione Antigone, sulla popolazione carceraria straniera, ci raccontano una realtà diversa. La propaganda anti immigrazione incide sulla percezione che i cittadini che ne hanno e sulle dinamiche sui risultati delle elezioni elettorali e sui sondaggi.

     

     

    Sinistra e centro sinistra

    È evidente il numero della percentuale di non votanti è in progressivo aumento e credo che molti elettori di centrosinistra siano delusi dall’atteggiamento dei partiti progressisti inclini alla perdita dei valori tradizionali della sinistra.

    È incomprensibile, prevalentemente per giovani elettori, giustificare l’aumento delle spese militari, del sostanziale silenzio dinanzi all’atroce genocidio della popolazione palestinese e di bambini, senza che una buona percentuale di giovani elettori abbandoni le urne.

    In generale la sinistra dovrebbe ritrovare i suoi valori. Anche il linguaggio, insieme al degrado, di livello infimo e degno di un’osteria incide più che notevolmente.

    Se è vero che poco più dell’8% dei paesi del globo e circa il 15% della popolazione globale vive nei sistemi democratici liberali, il compito principale delle nostre democrazie è riaffermare i principi democratici che hanno fatto grande il mondo e fare crescere la bandiera della libertà e i principali valori dei sistemi democratici, senza dimenticare i rapporti con sistemi diversi. È vero anche che l’Europa deve riaffermare i propri valori e la sua importanza dinanzi al degrado evidente della politica dinanzi allo strapotere della finanza.

    dossier statistico immigrazione Europa Idos immigrazione Istituto San Pio V
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    Alessandro Battisti

    Ex Avvocato. Ex Senatore della Repubblica. Ex presidente di Cinecittà Holding. Attuale direttore di Italian Film Fest, festival del cinema Italiano in Brasile. Direttore di Polis, scuola di formazione politica con sede a Sao Paulo (Brasile).

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