Le ultime proposte sulle carceri del governo “sono una presa in giro che si ripete nel tempo” dice Roberto Giachetti, parlamentare di Italia Viva ed ex Vice Presidente della Camera dei deputati dal 2013 al 2015. Dopo una lunga militanza nel Partito Radicale, Roberto Giachetti, 64 anni, romano, è da sempre impegnato in battaglie per la difesa dei diritti civili e in particolare negli ultimi anni nel tentare di porre rimedio a quella che, in virtù del sovraffollamento e del numero crescente dei suicidi, è ormai comunemente riconosciuta come l’emergenza carceri.

Un anno fa il governo fece un decreto legge, con la volontà di fatto di affossare la mia proposta sulla liberazione anticipata speciale, istituendo un Commissario straordinario, che paghiamo da un anno, che si doveva occupare dell’edilizia penitenziaria” dice Giachetti secondo cui l’edilizia non ha evidentemente “nulla a che vedere con l’emergenza carcere”. Il giudizio di Giachetti sull’operato del Governo è severo “si era parlato anche di misure per facilitare la fuoriuscita dei detenuti tossicodipendenti dalle carceri, attraverso la costituzione di una rete di associazioni che potessero contenerli, ma in realtà non hanno fatto nulla per un anno”.

E quest’anno – prosegue Giachetti – nel momento in cui il Presidente del Senato ha ripreso in mano lui, non certo io, l’idea della mia proposta sulla liberazione anticipata, il Governo ha rifatto un disegno di legge che dice esattamente le stesse cose che diceva il decreto legge di un anno fa e che non hanno fatto”. Loro pensano di potersela cavare facendo un proclama e un annuncio al giorno, e il dramma è che lo fanno sulla pelle di gente che vive in condizioni drammatiche, condizioni animali, nelle carceri”.

Chiediamo a Roberto Giachetti cosa pensa della proposta di utilizzare le caserme?

Il Ministro Nordio dice che il problema si risolve con l’utilizzo delle caserme, ma tutti sanno perfettamente che è una cosa risibile, anche perché c’è il problema dell’organico della Polizia penitenziaria a cui manca il 40% del totale. Quindi chi ci va poi dentro le caserme?”. E il problema sembra essere simile secondo Giachetti per quella che lui chiama “quella buffonata dei prefabbricati”.

Da quello che si capisce dalla gara fatta da Invitalia – spiega – i prefabbricati costerebbero 85. 000 € a posto e pare che la gara abbia previsto 400 posti, ma loro hanno detto che questi prefabbricati sarebbero serviti per rimediare altri 10. 000 posti. Basta fare una semplice moltiplicazione per rendersi conto che è una presa in giro”. Secondo Giachetti il problema del sovraffollamento non lo si può risolvere così perché “se qualunque iniziativa prendi per alleggerire questa situazione dal punto di vista delle presenze, ideologicamente lo consideri uno svuoto a carceri, vuol dire che il problema non ti interessa e non riuscirai mai a risolverlo”.

Invece la mia proposta non è una proposta che si inventa qualcosa ma chiede l’estensione di una norma che già esiste e viene applicata da vent’anni, che è la legge Gozzini, che prevede che ogni 6 mesi chi si comporta bene in carcera ha uno sconto della pena di 45 giorni. Io ho chiesto semplicemente che in una situazione di emergenza anziché 45 i giorni diventino 75”.

E’ incomprensibile secondo Giachetti che il ministro Nordio consideri questa proposta una resa dello Stato “perché anche 45 giorni allora sarebbero una resa”. D’altronde, ricorda Giachetti “il ministro Nordio ha detto che il sovraffollamento sarebbe addirittura utile per un maggior controllo sui detenuti e per limitare il numero dei suicidi”. “Qui passiamo da un problema politico a un problema psichiatrico perché una persona che dice una cosa del genere deve avere un problema serio”.

Nel decreto c’è anche una parte che riguarda i tossicodipendenti e che riguarderebbe 10.000 detenuti, cosa ne pensa?

Non so come abbiano fatto questo calcolo perché alcuni detenuti sono in carico alle ASL mentre altri borderline non lo sono e non si capisce come si possa quantificarli e chi deve dire che un detenuto sia tossicodipendente. Inoltre ogni posizione deve essere vagliata dai magistrati di sorveglianza che già sono pochi e adesso dovrebbero trattare queste altre 10.000 richieste”. Quando vado nelle carceri – racconta Giachetti – mi capita spesso di trovare persone che hanno fatto la domanda per la liberazione anticipata speciale e che sono uscite prima che gli arrivasse la risposta, quindi non hanno potuto godere di quello di cui avrebbero avuto diritto, perché il magistrato di sorveglianza non gli ha risposto”. Temo che questa proposta assomigli a quella della chiusura dei manicomi, che una volta chiusi non sai dove mandare la gente perché non ci sono le strutture alternative e alla fine te li trovi per strada”

In conclusione Giachetti ribadisce il suo giudizio negativo secondo cui si tratta solo di “riti annuali”. “L’anno scorso a luglio fecero il decreto. Nel decreto c’erano le stesse cose che hanno messo quest’anno nel disegno di legge, ma durante quest’anno non hanno fatto assolutamente nulla. Quindi tutto quello che dicono sono cose scritte nel vuoto, perché non prendono minimamente in considerazione gli atti concreti e necessari per intervenire sul sovraffollamento.”

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