Ho passato tanto tempo a tessere l’ordito;

centinaia di fili sottili o più spessi,

accostati con pazienza, colori e sfumature,

un vivido disegno ispirato alla solennità

delle alte cime innevate e solitarie.

 

Milioni e milioni sono ora i nodi

di questo tappeto di emozioni realizzato

per collegare il cuore al cervello,

lo sguardo, le parole e i tanti silenzi;

per colmare il nulla del buio più profondo.

 

Ho appena avuto pochi giorni per rimirarlo,

per godere la sua armonia e del mio lavoro

essere soddisfatto; ma subito mi accorgo

che iniziano alcune sfilacciature, si appanna

un angolo, si confonde l’immagine voluta.

 

Il mio tappeto soffre il passare delle ore

e dei mesi. Invecchia rapidamente ed io non

ho più la forza e la voglia di riprendere

a tessere l’ordito, di riparare. Le imperfezioni

vanno accettate come testimonianze.

 

Autore

  • Direttore del Consorzio interuniversitario “Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi” – INBB, che raggruppa 23 università pubbliche; fondatore e membro del CdA di 15 spin-off nell’ambito delle Scienze della Vita. Esperto di valutazione per vari Programmi europei. Già Dirigente Tecnologo del CNR, già Presidente Erfap Lazio.

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