Una inafferrabile particella di grande energia
ha trasformato il caos in una rapida evoluzione
e poi l’ha amplificata in un’interminabile inflazione,
che forse si riflette in multiversi speculari o meno.
L’uomo guarda il suo ombelico ed è sazio di sé,
si illude di avere un potere straordinario sulla Terra
e si dedica a produrre dolore e disordine; in vero vale
meno di una ombra celata da una porta chiusa.
Dimmelo tu quanto è importante la gioia di un minuto;
il dolore di un’ora, che sembra infinito; i pensieri
che si accavallano come onde incessanti; la noia
del triste grigiore quotidiano e la paura mai sopita.
Non abbiamo il senso delle proporzioni e della realtà;
troppo arroganti e presuntuosi per comprendere;
troppo pavidi e permalosi per accettare consapevoli
la nostra marginalità e la palese provvisorietà.
Il tempo non dipende da noi e fugge ingannandoci,
il nostro corpo appassisce come una rosa al sole;
la scommessa finale resta nel puntare sulla serenità
che ci accompagni all’ultima notte con il sorriso.
NOTA nella prima quartina mi riferisco al Bosone di Higgs. Una particella elementare ipotizzata teoricamente nel 1964 e dimostrata solo nel 2012 da esperimenti presso l’acceleratore del CERN. Nel 2013 fu concesso il Nobel in Fisica a Peter Higgs e François Englert.
