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    Home»Industria»Efficienza energetica delle case: la paura di diventare green
    Industria

    Efficienza energetica delle case: la paura di diventare green

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoGennaio 20, 20234 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Foto di Bill Mead su Unsplash
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    L’Unione europea vuole stabilire regole e principi per l’efficienza energetica delle abitazioni. Nei 27 Paesi la situazione è molto variegata, sia per ragioni storiche che politiche che  hanno determinato scelte (mai definitive, in verità) in quanto a consumi energetici. Nella prima settimana di febbraio la Commissione Industria del Parlamento europeo discuterà la proposta del deputato verde  Ciarán Cuffe per mettere mano alla ristrutturazione degli edifici. Il testo in discussione è sommerso da oltre 1600 emendamenti, giacché non tutti i gruppi politici sono favorevoli a ridare smalto green alle abitazioni. Si intuisce che è una partita politica assai complessa. La polemica attraversa già anche i governi, con quello italiano che vuole adottare un proprio provvedimento contrario a quanto si intende fare. Dietro slogan tipo “la casa è sacra”, il partito della presidente Giorgia Meloni ha annunciato battaglia a largo raggio.

    Governo Meloni, Giorgia Meloni

    A dare una mano anti-efficientamento, ci  sono anche i costruttori italiani. Il provvedimento dell’Ue, secondo loro, danneggerebbe milioni di proprietari di case. Il patrimonio edilizio italiano è tra i più sfaccettati d’Europa con edifici antichissimi, antichi, moderni, villette, seconde case, ecc. Le abitazioni sono già classificate dal punto di vista energetico, ma renderle tutte innocue per l’ambiente, vuol dire caricarsi di una responsabilità eccessiva. Insomma, nonostante abbiano sostenuto il bonus 110% per il risparmio energetico, i costruttori di case dicono che in Italia sono da ristrutturare due case su tre. Vade retro Bruxelles ?  Nel merito politico le critiche al testo sull’efficienza energetica riguardano soprattutto gli effetti della guerra in Ucraina, sia sul fronte dell’energia che su quello dei prezzi. In buona sostanza si vorrebbe una sorta di status quo generalizzato, per non creare altre tensioni tra i cittadini e non compromettere consensi elettorali. Non interessa procedere, magari, per gradi ? Sostenere la causa verde senza eccedere in barricate ? I verdi europei replicano sostenendo che non tutta la spesa per ristrutturare deve essere  a carico dei proprietari. Anzi, ci sono già due strumenti finanziari da utilizzare: il Fondo sociale per il clima e i finanziamenti del Recovery Fund. 

    Che fine farà a questo punto la libertà del singolo proprietario ?  L’Ue adotterà un provvedimento con l’obbligo di abbandonare i combustibili fossili ? Oppure ogni Paese sarà libero di adattare le nuove regole alla situazione reale ? Un atto non cogente, magari linee guida senza sanzioni ? “Vogliamo rendere l’Europa più verde” ha detto Ursula von der Leyen. Ma i tempi sono davvero stringenti. Entro il 2030 gli immobili dovrebbero passare tutti  in classe energetica E e poi alla classe D. Il traguardo finale sono sempre le “emissioni zero” al 2050. Uno studio dell’Imperial College di Londra ha osservato quel che accade in Svezia, Norvegia, Germania, Italia, Francia. Questi Paesi sarebbero già sulla strada giusta per non inquinare in virtù di  provvedimenti e servizi a disposizione dei cittadini. Si va da una struttura francese di supporto per gli edifici pubblici, al superbonus italiano ( passato quest’anno al 90% di crediti d’imposta) a Svezia e Norvegia, dove tutta l’elettricità è prodotta da fonti rinnovabili. L’importante, però, si dice a Bruxelles è iniziare a discutere su una proposta che è parte del Green New Deal. L’orizzonte delle elezioni europee del 2024, tuttavia, condiziona a monte ogni dibattito. Ora, se la destra italiana esagera nel dire che la casa per gli italiani è sacra, è altrettanto vero che il riscaldamento degli edifici è responsabile del 64% delle emissioni di CO2. Che non c’è condominio dove non si discuta su come pagare di meno le bollette e di efficienza energetica. Il governo di Giorgia Meloni si è schierato nettamente contro l’Europa. Sarebbe saggio,invece, – a parere di chi scrive- avanzare una proposta alternativa, meno risoluta indicando è tempi, modalità e responsabilità. Diverso è il caso se si vuole dare il segnale che l’Europa sbagli “a prescindere”. Ma si sappia che nessun proprietario di casa aspira ad entrare nelle classifiche degli ammalati (o peggio) per inquinamento dell’aria che respira.

    Foto di apertura: Bill Mead su Unsplash

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) è giornalista professionista iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 1986. Laureato in Scienze Politiche, attualmente è Direttore responsabile del quotidiano www.ItaliaNotizie24.it. Ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, www.Firstonline.it. Si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ".

    energia Europa governo Meloni inquinamento
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