Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Aprile 20, 2026

    L’Euro Digitale nel tuo portafoglio: La tabella di marcia ufficiale 2026-2029

    Aprile 20, 2026

    La Pasqua, vicina e lontana

    Aprile 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    21 Aprile 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Società»Ce n’est qu’un debut, continuons le combat
    Società

    Ce n’est qu’un debut, continuons le combat

    Alessandro Erasmo CostaDi Alessandro Erasmo CostaMaggio 20, 202429 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Era questo lo slogan dei ragazzi francesi del Maggio 1968, e nonostante come sia andata a finire, quegli anni hanno significato sicuramente un giro di boa nella storia. Allora la bandiera era il comunismo, se non addirittura il Libretto Rosso di Mao. Poco importa perché si trattava soprattutto di una grande reazione di insofferenza verso una società vecchia e conservatrice, già preda di un capitalismo di sfruttamento e discriminazione.

    Ragazza hippy fotografata in piazza di Spagna (1970)

    In America i giovani si ribellavano alla guerra in Vietnam: gli Hippies, “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, Dylan, Joan Baez e tanti altri. Oggi la miccia è stata accesa, prima da un cambiamento climatico negato o volontariamente ignorato, la diseguaglianza crescente tra gli esseri umani e infine prima la guerra in Ucraina e poi quella fra Israele e Palestina.

    Sono felice di queste rivolte dei giovani un po’ in tutto il mondo occidentale, dalla Università di Columbia e molte altre  università americane, fino alla francese Sciences Po. Vorrei essere chiaro: quello che sta succedendo al disastro del nostro mondo, siccità, alluvioni, incendi e tutto quello che ne consegue, sono soltanto l’innesco di una reazione giovanile che forse sta finalmente arrivando.

    Allo stesso modo le occupazioni delle università trovano nel massacro dei palestinesi un altro straordinario motivo di insofferenza verso un mondo di discriminazione, sopraffazione, violenza e logica del denaro e del potere. Le ribellioni giovanili, quelle di ieri e quelle di oggi, sono state sempre guidate da chiare visioni, obiettivi definiti e metodi di protesta legali ed accettabili? Non è mai stato così. Ho spesso partecipato alle riunioni dei giovani di Ultima Generazione, le cui forme di disobbedienza civile sono ben diverse da quelle del ’68: non compaiono né espropri proletari, né terrorismo o il ricorso alla P38. C’è confusione tra il governo violento e vendicativo di Nethanyau e un crescente antisemitismo? Certo i due piani si confondono, e  i soliti cattivi maestri soffiano sulle vecchie teorie dell’antisemitismo, delle religioni e delle identità. Però non bisogna dimenticare che gli uomini di Hamas sono terroristi, e anche se i fatti del 7 ottobre ci hanno fatto orrore, i metodi dei terroristi sono sempre gli stessi, contro gli innocenti e gli indifesi. Invece la reazione dell’unico stato democratico del Medio oriente – nato dalle teorie socialiste, inventate da ebrei –  produce molta più meraviglia. Ormai la violentissima azione del governo israeliano appare sempre più una vendetta, ben oltre la ricerca e la punizione di assassini. Le speculazioni geopolitiche di politici e giornalisti, spesso ignoranti o di parte, le lascio ai teatrini dei talk show.

    Mi interessa e mi entusiasma la rivolta dei giovani che finalmente vogliono un cambiamento in un mondo, non solo ripercorso da guerre ed orrori che investono come al solito i più deboli, ma anche e soprattutto da una assenza di futuro. Di quel futuro da esseri  umani fatto di democrazia e diritti oggi a rischio, non solo per colpa di Putin e di Xi Jinping, ma di multinazionali del web, dei farmaci e del cibo che non hanno alcun freno e che hanno costretto la politica di un mondo democratico ad una triste subordinazione.

    E sono anche felicissimo della repressione del governo americano e di quello francese, perché la repressione, soprattutto nelle università, ha spesso rafforzato la rivolta. Provo invece forte sdegno per professori ed intellettuali che hanno rinunciato ad insegnare ai giovani il pensiero critico. Gilles Kepel, un grande intellettuale francese, ci dice che la rinunzia degli intellettuali e dei professori al Magistere, e cioè all’insegnamento dell’ascolto di tutte le posizioni e di tutte le voci, è grave quasi quanto gli orrori e le guerre cui stiamo assistendo. È vero che molto spesso gli intellettuali e i pensatori si sono allineati al potere per conservare posizione e denaro: persino Seneca ha scritto dei pamphlet per non dispiacere all’imperatore. Riusciranno questi giovani della generazione Zeta a migliorare questo mondo da una fase di decadenza che sembra irreversibile? Nessuno lo sa. Moltissimi sono i modi di una resistenza non violenta e forse l’esempio di quegli irlandesi che contrastavano un prepotente inglese il signor Boycott, non andando a fare acquisti presso di lui,  potrebbe costituire ancora un ottimo strumento di ribellione. Però l’intelligenza artificiale può aprire scenari ancora più orrendi e imprevedibili, perché potrebbe colpire le menti come mai si era potuto fare prima (vedi il saggio di Kate Crawford “Né intelligente, né artificiale”) .

    Se potessi vorrei concludere pubblicando, uno accanto all’altra, le fotografie di Biden e di De Gaulle, ambedue stanno reprimendo o hanno represso le proteste dei giovani, però il generale francese è il campione  della lotta vittoriosa per la libertà del suo paese e del mondo libero, mentre l’altro è l’espressione della decadenza dell’occidente democratico, che ha perso la sua strada.

     

    L’autore dichiara a difesa del suo onore e della sua responsabilità, che tutto quanto scrive dipende esclusivamente dalla sua modesta esperienza e cultura e che non si è servito, né si servirà mai in futuro, di ChatGPT o altri strumenti di intelligenza artificiale per le sue ricerche e i suoi scritti.

    Charles De Gaulle Jo Biden proteste
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Alessandro Erasmo Costa

    Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

    Articoli correlati

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Aprile 20, 2026

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026

    Noi siamo per la pace e stiamo con il Papa

    Aprile 20, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026165

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022120

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202663

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202657
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Tempo lettura 3 min.

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Di Nunzio IngiustoAprile 20, 202627

    Tre scioperi in pochi giorni. I giornalisti italiani hanno scioperato per tre giorni in meno…

    L’Euro Digitale nel tuo portafoglio: La tabella di marcia ufficiale 2026-2029

    Aprile 20, 2026

    La Pasqua, vicina e lontana

    Aprile 20, 2026

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Aprile 20, 2026

    L’Euro Digitale nel tuo portafoglio: La tabella di marcia ufficiale 2026-2029

    Aprile 20, 2026

    La Pasqua, vicina e lontana

    Aprile 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?