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    Home»Voci da Kyiv (Kiev)»Un chicco della cultura ucraina… “Un chicco di noce” di Ivan Franko
    Voci da Kyiv (Kiev)

    Un chicco della cultura ucraina… “Un chicco di noce” di Ivan Franko

    Tania GryfDi Tania GryfGiugno 20, 20241 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Una volta, circa vent’anni fa, discutendo con i miei amici italiani, ho detto, come battuta, che noi conosciamo molto meglio la cultura italiana di quanto gli italiani conoscano quella ucraina. Una persona ha risposto che se fossero esistiti esempi degni di nota, sarebbero riusciti a farsi conoscere. Purtroppo non funziona proprio così. Ho pensato a lungo perché la cultura ucraina è molto poco conosciuta al di là dei confini del paese. Soltanto col passare del tempo, più che altro dopo l’inizio dell’aggressione dei russi, ho cominciato a vedere più chiaramente le vere radici di questo fenomeno. Probabilmente, per spiegarlo bene ci vorrebbero molte pagine e una seria preparazione in materia che io non possiedo. Nel mio piccolo posso soltanto farvi conoscere alcuni bellissimi pezzi della nostra cultura, perché esistono e come se ci sono!

    Per cominciare si potrebbe citare Taras Ševcenko, che spesso viene definito il Dante della letteratura ucraina. Qualche anno fa quel cognome negli ambienti italiani si associava soltanto con il famoso calciatore Andriy Scevchenko (per qualche ragione si scrive diversamente, anche se si tratta di un cognome omofono), ma le cose pian pianino stanno cambiando. In questo articolo vorrei parlarvi di un altro scrittore, poeta, filosofo ed economista; una persona di grandissimo spessore: Ivan Frankò. Come ironia della sorte, se scrivete su Google quel cognome con la “c“, vi viene proposto un altro calciatore omofono, Ivan Franco. Un motivo aggiuntivo per parlarne è nel fatto che il 28 maggio ricorrevano i 108 anni dalla morte di questo grande poeta.

    Gli studiosi del campo lo conoscono bene, Ivan Franko ha lasciato un patrimonio letterario immenso che conta più di 100 volumi, nel 1915 fu candidato anche al premio Nobel, ma per sfortuna morì prima del suo eventuale trionfo e per regolamento fu tolto dalla lista dei pretendenti.

    Purtroppo, ci sono pochissime traduzioni delle sue opere in italiano, per lo più si tratta sempre di traduzioni di servizio, cioè quelle che trasmettono solo il senso delle frasi, senza preservare gli aspetti ritmici e stilistici.

    Io mi sono lanciata nell’impresa di tradurre la poesia di Ivan Franko, “Ой ти, дівчино, з горіха зерня“ (Oj ty, divcyno, z horikha zernya). Fu pubblicata per la prima volta nel 1896 e fa parte del suo famoso dramma lirico “Le foglie appassite“. Sessant’anni dopo, nel 1956, in occasione del centenario della nascita di Ivan Franko, il compositore ucraino Anatolij Kos-Anatolskij ha scritto la musica per quella poesia. In breve quel bellissimo testo si è trasformato in una delle più belle, più amate e più popolari canzoni liriche ucraine.

    Ho cercato di essere più fedele possibile al testo, ma provando a restituire il ritmo e tenerezza di questa opera. Spero soltanto che Ivan Franko, che conosceva ben quattordici lingue e scriveva liberamente in quattro di esse, mi perdonerà questo azzardato tentativo.

     

    Tania Gryf (Tetiana Proskurniak)

     

    Ivan Yakovich Franko
     

     

     

    DOLCE FANCIULLA, СHICCO DI NOCE…

    Dolce fanciulla, chicco di noce,

    Il rovo spinoso nel tuo cuore sboccia,

    Labbra, che sembrano muta preghiera,

    Parole gelide, come bufera.

    Nel tuo sguardo tace l’amore

    Che mi accende le fiamme nel cuore!

     

    I tuoi occhi sono come notte scura

    Adombrano del sole la luce pura!

    Il tuo sorriso per me un tormento,

    Che mi perseguita ogni momento

    Dolce fanciulla, bella stellina

    Sei la mia gioia, la mia rovina!

     

    Dolce fanciulla, chicco di noce,

    Il rovo spinoso nel tuo cuore sboccia.

    Quando ti vedo, muoio d’amore,

    Amandoti mi spezzerai il cuore!

    Sei la mia gioia, la mia rovina

    Dolce fanciulla, amata stellina!

     

    Traduzione – Tania Gryf

     

     

     

     

    ОЙ ТИ, ДІВЧИНО, З ГОРІХА ЗЕРНЯ…

    Ой ти, дівчино, з горіха зерня,

    Чом твоє серденько – колюче терня?

    Чом твої устонька – тиха молитва,

    А твоє слово остре, як бритва?

    Чом твої очі сяють тим чаром,

    Що то запалює серце пожаром?

     

    Ох, тії очі темніші ночі,

    Хто в них задивиться, – й сонця не хоче!

    І чом твій усміх – для мене скрута,

    Серце бентежить, як буря люта?

    Ой ти, дівчино, ясная зоре!

    Ти мої радощі, ти моє горе!

     

    Ой ти, дівчино, з горіха зерня,

    Чом твоє серденько – колюче терня?

    Тебе видаючи, любити мушу,

    Тебе кохаючи, загублю душу.

    Ти моя радість, ти моє горе,

    Ой ти, дівчино, ясная зоре!

     

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    Tania Gryf

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