Si aprono ufficialmente le porte di Peace of Art, un museo virtuale gratuito creato da Skylab Studios, con il sostegno di Road to green 2020, nel quale per i prossimi mesi saranno ospitate alcune delle principali opere d’arte che fanno parte del patrimonio culturale dell’Ucraina e dell’Italia.

Foto di Markus Spiske da Unsplash

Molti continuano a dirci che la bellezza ci salverà. Tutte le arti degli esseri umani sono state sempre condivise e apprezzate perché parlano a tutti, a prescindere dalle nazioni cui appartengono, dal colore della loro pelle, dalla loro sessualità e dalla loro abilità.  Abbiamo tradotto la grande letteratura in tutte le lingue del mondo, abbiamo ascoltato opere e concerti dei più grandi compositori, abbiamo visitato musei per vedere i dipinti di artisti di ogni genere e di ogni tempo: l’arte è l’unico patrimonio comune che gli esseri umani hanno sempre condiviso. Non ha nessuna importanza che la Primavera sia un dipinto di Botticelli, un italiano o che la Quinta Sinfonia l’abbia scritta Beethoven, o che Guerra e Pace esca dalla penna di Tolstoj.

Questo piccolo museo virtuale ci propone anche l’arte dei pittori ucraini che forse alcuni di noi ancora non conoscono. Gli ucraini adorano la musica e anche i bambini frequentano la splendida Opera di Kiev e la sua bellissima sala per la musica da camera. In quella sala ho ascoltato Tchaikovsky e Stravinskij e tutti eravamo senza parole davanti i due grandi autori russi.

Si, russi, perché la musica parla a tutti e speriamo ci permetta di combattere l’odio che una insensata guerra ha riportato nel cuore di tante persone.

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Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

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