Il mio articolo La posta in gioco intendeva presentare una radiografia della situazione attuale, che vede quattro schieramenti in campo: l’attuale maggioranza, i partiti conservatori e di destra, il partito del “non voto” e i movimenti “anti-sistema”.

In quest’ottica, le elezioni del prossimo 8 e 9 giugno possono essere considerate non solo come un confronto tra opzioni politiche differenti ma anche, in positivo, lo spartiacque tra un’Europa realmente democratica e partecipata e una governance che deve ancora diventare espressione compiuta del processo democratico.

Il senso delle citazioni finali si riallaccia alle radici storiche dell’Europa dei fondatori, che pur partendo da un processo di vertice, poiché l’Europa non esisteva ancora, auspicavano una trasformazione progressivamente democratica delle istituzioni politiche europee.

L’articolo quindi esprime un timore, ma anche un auspicio perché i cittadini europei riscoprano l’autentica motivazione a favore della partecipazione al voto in vista di una costruzione compiutamente democratica.

Il contributo di Giovanni Brauzzi in questo numero della nostra rivista, rispetto ad altre possibili interpretazioni di quanto ho scritto e anche se forse meno ottimista, esprime perfettamente il senso di invito al voto che intendevo dare con il mio testo.

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Nato a Roma da famiglia di origine anconitana, si è laureato nel 1978 in Scienze Politiche e Sociali. Contemporaneamente agli studi universitari ha frequentato, nel 1975-77, un corso di giornalismo e un corso di diritto comunitario. In questi anni inizia la sua attività di volontariato con Associazione Italiana per la Gioventù Europea, Centro Giovanile per la Cooperazione Internazionale, Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale, Comitato Italiano Giovani per l’UNICEF. Autore di articoli di approfondimento su problemi riguardanti le relazioni internazionali e a tema economico, collabora negli stessi anni con diverse riviste (tra le quali Tutti, Lettera del MSOI, Studi Cattolici). Avvia quindi, nel 1978 una lunga esperienza professionale in materia editoriale. Nel 2006, intraprende l’attività di imprenditore agricolo in Umbria, dando vita ad un’azienda agricola multifunzionale, insieme azienda biologica condotta con pratiche colturali ecocompatibili e agriturismo. In parallelo ha da sempre rivolto il suo personale impegno alla ricerca storica.

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