Il 4 aprile 2025, un missile russo ha colpito un quartiere residenziale della città ucraina di Kryvyi Rih ed è esploso vicino a un parco giochi per bambini. Nove bambini sono stati uccisi.
[Si veda il comunicato stampa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ]
I filmati raccapriccianti di un padre che implorava aiuto per il figlio di 3 anni di cui non sentiva più il battito del cuore o di una madre che teneva la mano senza vita del figlio adolescente, sono quasi insopportabili da guardare. L’immagine delle due bare bianche al funerale congiunto di una giovane coppia di innamorati, i quindicenni Danylo e Alina, è impossibile da dimenticare.
La propaganda russa, insieme ai rappresentanti ufficiali, ha cinicamente dichiarato che il missile aveva colpito un ristorante dove si stava presumibilmente tenendo una riunione militare – ribadendo la loro narrazione standard secondo cui non prendono mai di mira i civili.
[L’emittente francese France24 ha pubblicato le riprese delle telecamere di sicurezza del ristorante al momento dell’attacco, sfatando la tesi del Cremlino secondo cui l’edificio ospitava una riunione di militari ucraini].
Purtroppo, molti nel mondo non riescono ancora a capire che il regime russo non può essere fermato con i “colloqui”. Alcuni, forse, non hanno alcuna intenzione di fermarlo.
Bisogna riconoscere che lo scenario di una potenziale annessione della Groenlandia o del Canada non sembra più inverosimile. Nel suo recente articolo intitolato “Canada, May I Introduce You to Ukraine”, l’editorialista del New York Times David French ha suggerito che “il Canada è l’Ucraina di Donald Trump”. https://www.nytimes.com/2025/03/23/opinion/trump-canada-ukraine.html?smid=nytcore-ios-share&referringSource=articleShare L’autore sostiene che “non si può comprendere appieno l’approccio di Trump all’Ucraina senza capire la sua visione del Canada (o del Messico o della Groenlandia o di Panama) e viceversa”.
Ma anche se Trump ha piani simili a quelli di Putin, ha ancora bisogno di “silenzio” per risolvere il problema dell’Ucraina, che faceva parte delle sue promesse elettorali
Quindi Trump, l’Europa e naturalmente l’Ucraina, tutti vogliono il silenzio. L’unica differenza sta nelle loro motivazioni.
Iryna Medved
La mia vicina di casa di nove anni, Marichka, oggi era insolitamente pensierosa. Sedeva in silenzio, attorcigliando il filo di un asciugamano da cucina.
“C’è qualcosa che ti preoccupa?” Le ho chiesto. “Vuoi delle caramelle? Al cioccolato? So che ti piacciono”.
“Certo che le vorrei”, sospirò Marichka. “Hai già scritto il tuo libro per bambini?”
“Non ancora, perché non mi vieni a trovare spesso. La mia ispirazione viene dalle nostre chiacchierate. Allora dimmi, di cosa dovrei scrivere perché sia interessante per te?”
“Ieri mio padre mi ha spiegato che non dobbiamo avere paura delle esplosioni. Perché il suono di un’esplosione che sentiamo è il suono di qualcosa che è già successo. Quindi non è davvero spaventoso. È solo sgradevole. Puoi scrivere una favola… sul silenzio? Che sia morbido, gentile e sicuro. Così non dobbiamo averne paura. Che il silenzio sia una maga gentile, che sia un gattino. Puoi inventare qualcosa del genere?”.
“Certo che posso. Scriverò sicuramente una favola sul silenzio. Ma voglio svelarti un segreto”.
Mi avvicinai a Marichka e le sussurrai: “Se solo sapessi quanti adulti, in questo momento, instancabilmente e con determinazione, nonostante la stanchezza, le malattie e la fatica, stanno scrivendo proprio per te quella favola sul silenzio gentile…” [L’autrice si riferisce qui all’esercito ucraino].
Non avevo ancora finito la frase quando Marichka ha preso le caramelle, se le è infilate in tasca ed è scappata da qualche parte, lasciandosi dietro un bacio arioso, un rapido “grazie” e un fermaglio per capelli a forma di orsacchiotto rosa sul tavolo della mia cucina.
I bambini ucraini hanno bisogno di silenzio. Tutti gli ucraini hanno bisogno di silenzio.
Ma il silenzio non ha bisogno di discorsi. Questo lo hanno capito da tempo i difensori ucraini in prima linea.
È ora che lo capisca anche il mondo.
