Ci sono due quesiti referendari che mi convincono perché possono migliorare le cose in due aree molto importanti per il futuro dell’Italia. Voterò SI per il referendum sulla cittadinanza e su quello relativo alla sicurezza del lavoro nei subappalti. Ma quali sono gli effetti pratici nei due casi citati se vince il SI e si raggiunge il quorum? Con la normativa attuale per avere la cittadinanza servono in media 14 anni (e a volte anche di più) e questo è un periodo decisamente troppo lungo. Mantenendo i requisiti esistenti che sono assai stringenti e dimezzando, invece, i tempi per la presentazione delle domande (da 10 a 5 anni di residenza) per la cittadinanza serviranno in media di 8 anni, un periodo che sotto tutti i profili appare decisamente congruo.
Per quanto riguarda il referendum sui subappalti in caso di vittoria del SI le imprese committenti e le stazioni appaltanti saranno corresponsabili di fronte a rischi specifici di infortuni sul lavoro, oggi totalmente attribuiti legalmente alle aziende che agiscono in subappalto. In questo modo si eviterà che un uso selvaggio dei subappalti – spesso “a cascata” – possa mettere al primo posto il contenimento dei costi a scapito delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Se vince il SI prima di affidare un subappalto il committente starà certamente più attento alla correttezza di comportamento delle imprese di cui intende servirsi. Purtroppo questi dati di fatto – molto semplici e comprensibili a tutti – non sono stati oggetto di una informazione chiara e trasparente.
Per quanto riguarda la cittadinanza ricordo inoltre che si potrebbe utilizzare la metà del personale della Polizia di Stato che attualmente lavora negli Uffici Immigrazione delle Questure per funzioni più importanti: combattere la criminalità e tutelare l’ordine pubblico. Al di là del referendum e nella prospettiva di un utilizzo più efficiente delle forze dell’ ordine, sarebbe, per inciso, utile che le competenze amministrative in materia di permessi di soggiorno fossero trasferite dal Dipartimento di pubblica Sicurezza ad altre strutture del Ministero dell’Interno.
Per quanto riguarda il massiccio ricorso ai subappalti si pongono da sempre due grosse preoccupazioni: a)i maggiori rischi di gravi incidenti sul lavoro per l’ esasperata riduzione dei costi aziendali; b) il pericolo ricorrente di infiltrazioni di organizzazioni di stampo mafioso. Per quanto riguarda la criminalità organizzata basti citare le drammatiche vicende legate all’ indagine “mafia appalti” coordinata da Giovanni Falcone e gestita dai carabinieri del ROS. Fu una inchiesta giudiziaria incompiuta che all’epoca ha coinvolto alcune delle maggiori aziende italiane e che resta ancora avvolta nel mistero. Perché serve l’inchiesta suggerita dal generale Mori. Scrive Marco Mayer – Formiche.net.
Per quanto riguarda, invece, le implicazioni dei subappalti sulle condizioni dei luoghi di in Italia siamo di fronte ad un dramma sociale: nel 2024 1.090 morti, tre a decessi al giorno. Il 28 aprile scorso – in occasione della giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro promossa dall’ILO – abbiamo appreso che nei mesi di gennaio e febbraio 2025 i casi di incidenti mortali sono aumentati ancora rispetto all’anno precedente passando da 119 a 138 (+16%) Sicurezza sul lavoro: +16% di decessi nei primi 2 mesi del 2025 – Siamo Noi. In Italia tutti (forze politiche, imprenditori, sindacati, istituzioni religiose, terzo settore) concordano sul fatto che la riduzione dei costi aziendali non dovrebbe avvenire a scapito della sicurezza dei lavoratori. Posizione condivisibile, peccato, però che si ometta una informazione importante. Mi riferisco al fatto ogni cittadino italiano – se lo vorrà – potrà dare un contributo concreto ad una materia così importante. L’ otto e nove giugno votare SI al referendum sugli infortuni sul lavoro offre l’ occasione per abrogare un grave errore introdotto dal governo nel 2008 quando ha escluso per legge ogni possibile responsabilità civile dei committenti rispetto ai rischi specifici delle imprese subappaltatrici in materia di infortuni sul lavoro. In caso di vittoria del SI e del raggiungimento del quorum le aziende appaltatrici saranno stimolate a trovare subappaltatori più’ attenti al rispetto delle norme sulla sicurezza.
Abrogare una norma sbagliata rappresenta un tassello importante di una strategia che punti finalmente a ridurre incidenti e infortuni di chi lavora nel mercato dei subappalti. Votare non é obbligatorio; ma invitare le persone ad andare al mare perché il referendum “non riguarda i cittadini”, ma soltanto una resa dei conti” nella sinistra” non è vero.
Si può discutere su benefici e sui costi degli altri tre quesiti relativi al Jobs Act. Ma in materia di cittadinanza e di subappalti i quesiti referendari nella loro concretezza specifica meriterebbero più rispetto da parte di chi ha responsabilità istituzionali a partire dalla seconda carica dello Stato. Votero’ si nella convinzione che sia interesse non solo dei lavoratori, ma di tutti i cittadini migliorare la sicurezza del lavoro nell’ opaco mondo dei subappalti. Voterò SI per ricondurre a tempi più ragionevoli per la cittadinanza aumentare la fiducia delle comunità immigrate verso le istituzioni sia condizione importantissima per assicurare una efficace politica di sicurezza nazionale per l’Italia.
