In questi giorni si parla molto del diario che Giovanni Alemanno tiene dal carcere di Rebibbia, dove racconta con stupore il mondo carcerario. Sicuramente prima di lui sulle giornate carcerarie ne hanno parlato in molti, ma oggi fa notizia perché un ex sindaco di Roma, un ministro della Repubblica all’epoca del Partito della Meloni e Fini, racconta con tanta precisione come si sta in cella con queste tremende temperature. Da un lato posso essere solidale con lui, perché credo che finché se ne parli le coscienze di alcune persone possono cambiare, e rimango a questo, non credo che i suoi ex amici possano cavalcare l’onda di un atto di clemenza, unica soluzione possibile oggi per risolvere il problema carcere. Come sono fermamente convinto, che l’intervento di La Russa, dove chiederà agli iscritti del suo partito di votare secondo coscienza la liberazione speciale di Giachetti, nel caso venga di nuovo riproposta in discussione, al momento non c’è nulla di concreto. Penso che tutto questo è un parafulmine, per aiutare il personaggio, vorrei ricordare che Alemanno è stato richiuso in carcere perché ha trasgredito una prescrizione imposta dal magistrato di Sorveglianza…..  “il tribunale di sorveglianza ha deciso l’incarcerazione di Alemanno, dove viene scritto che si sarebbe dimostrato «del tutto sprezzante rispetto all’esecuzione della condanna in misura alternativa» e che avrebbe violato tale misura «palesando evidente irresponsabilità». Secondo il tribunale di sorveglianza Alemanno ha prodotto documenti falsi per partecipare agli impegni politici del suo nuovo partito seguendo una «condotta arrogante, sprezzante, espressione di una personalità callida, pervicace e priva di scrupoli».

Questo è stato scritto dal Magistrato di Sorveglianza, ora mi sembra eccessivo questo suo impegno rivolto alla popolazione detenuta, anche se a suo favore c’è il voto a favore per l’indulto del 2006, vorrei però anche ricordare che quando è stato eletto Sindaco di Roma ha dotato la Polizia Municipale di armi da fuoco, ed ha creato i presidi militari in difesa del territorio. Caro Alemanno, sono felice che ora puoi raccontare la storie di persone che scontano anche pene lunghissime senza un minimo di attenzione da parte del Capo reparto, da parte di educatori e da parte di Magistrati di Sorveglianza, e con questo caldo è disumano stare in 6 in cella chiusi anche più di 19 ore, non è il caso del tuo reparto. La battaglia di civiltà dovrebbe partire proprio dagli esponenti del tuo ex Partito, non è con inasprire le pene che si ottiene più sicurezza in città, ma offrendo a persone che hanno sbagliato un percorso dignitoso con prospettive di un futuro migliore, solo così quest’estate torrida potrebbe avere un autunno di sole.

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