Una cosa sembra emergere che, alla fine, potrebbe dare ragione al Musk del nuovo partito: “I sistemi politici occidentali sono a partito unico”. Cambiano le narrazioni e le sfumature che servono ad alimentare “l’idea della funzione democratica”… ma sugli assi strategici, sistemici e gli interessi economico-finanziari (e quindi anche geopolitici) sono tutti allineati… pochissimi sussurri divergenti… flebili indignazioni per questo o quell’altro povero di turno, per quella guerra e non per quell’altra. In realtà nessuno vuole (può) più mettere in discussione il motore di fondo della grande macchina di questa forma di società… il motivo per cui era nata la sinistra e che gli aveva consentito di conquistare le simpatie e il consenso delle masse subalterne…
E chi dà anche solo la parvenza di una alterità… conquista il consenso di quel pezzo dì società che sembra potersi specchiare in quelle parole… vale per le destre identitarie, sovraniste e neo-nazionalistiche-tribali… e vale per le battaglie identitarie delle minoranze per i diritti civili… la fine di ogni lettura della attuale forma del conflitto tra le classi ha spinto alla ipotesi “democratica statunitense” della cultura Woke e Intersezionalista che si presenta come radicale (nei vari segmenti) ma assolutamente “inserita” nello schema capitalistico che è il motore delle diseguaglianze sociali ed economiche, del disastro climatico, energetico e ambientale, delle guerre e del controllo informatico dell’intera struttura sociale…
Senza una sinistra che torni a indicare un nuovo orizzonte “oltre-capitalistico”… nessuna immagine o proposta di “buona gestione dell’esistente” sarà in grado di arginare la crescita del consenso di formazioni politiche che poggiano la loro comunicazione sulla “rottura dello status quo”… è paradossale che siano le destre a proporre (a parole) il superamento delle attuali forme di diseguaglianze riuscendo a convogliare immaginari e speranze di quelle classi sociali che sempre più sono marginalizzate da un processo economico-sociale che sta concentrando la ricchezza prodotta in pochissime mani. Mani che promuovono le organizzazioni che a destra incanalano le contestazioni al sistema in forme che accelerano il controllo sociale e politico proprio da parte di quelle classi responsabili della esclusione dei più.
La più grande operazione di consenso sperimentata e messa a punto durante la pandemia è ora in pieno dispiegamento nel pianeta. Ove il Potere gioca su varie sponde, abilmente apparentemente contrapposto, e ha costruito la più grande struttura di controllo politico mai sperimentato. Altro che 1984…
