
I dati arrivano dal “World Press Freedom Index 2026 ” curato da Reporters Sans Frontières e sono stati ricordati il 3 maggio scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. La giornata è stata istituita per ricordare l’importanza di un’informazione libera, indipendente e pluralista. In tutto il mondo i giornalisti la celebrano come riflessione su uno dei pilastri fondamentali delle società democratiche. Il diritto di informare e di essere informati non dovrebbe mai essere violato. Invece no, quando chi arriva al potere tra le prime cose che fa, butta la rete per catturare la libera stampa. La rete, per fortuna, non sempre è piena. ” Ogni attacco a un professionista dei media è un attacco volto a mettere a tacere una notizia che ha lo scopo di informare i cittadini” ha detto Anthony Bellanger, Segretario della Federazione Internazionale dei giornalisti. Il diritto alla libera informazione “è spesso violato in modo a volte flagrante, a volte nascosto.
1600 giornalisti uccisi dal 1993
icordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza” ha detto Papa Leone XIV. Secondo l’UNESCO dal 1993 ad oggi più di 1.600 giornalisti sono stati uccisi mentre facevano il loro lavoro. A migliaia continuano a essere minacciati, incarcerati o uccisi perché raccontano fatti scomodi. Ci sono leader che evitano confronti, interviste e conferenze stampa e leader che li minacciano apertamente. Sono gli “imprevisti” del mestiere, ma la capacità dei giornalisti di andare a cercarle le notizie, non svanisce davanti alle minacce. E i cittadini devono sentirsi parte di una battaglia per la democrazia.
Perchè ci battiamo per la libertà di stampa
Le nuove tecnologie avanzano a ritmi impensabili ma donne e uomini devono saper distinguere tra fonti affidabili e contenuti falsamente informativi. Difendere la libertà di stampa significa sostenere un giornalismo di qualità, basato su verifica, etica e trasparenza. “Il 3 maggio è la giornata per i professionisti dei media di riflettere sulle questioni legate alla libertà di stampa e all’etica professionale”, ricorda il Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova. È anche un giorno di solidarietà con quei media che sono bersaglio di oppressione o abolizione della libertà di stampa e una commemorazione solenne dei giornalisti che hanno perso la vita lavorando. L’informazione è un bene prezioso da custodire e i numeri del “World Press Freedom Index 2026 ” non devono lasciarci insensibili. La battaglia per la libertà di stampa non può restare dentro i confini della professione. Milioni di cittadini nel mondo lo hanno capito, ad altri bisogna farglielo capire. La rete in mano ai potenti per la pesca della stampa spesso è solo la prima di una lunga battuta. Da contrastare.
