Purtroppo, non è facile essere ottimisti nel panorama politico internazionale e nazionale. Tra Medio Oriente in mano a due criminali, a due porte dell’Europa un’invasione scatenata da Putin e la morte delle regole internazionali e delle istituzioni nate nel ‘900 dopo la Seconda guerra mondiale a presidio del diritto internazionale. Siamo ormai, come disse Papa Francesco, a una guerra mondiale a pezzi con mezzo mondo che pensa solo ad armarsi.
Cosa ci aspetta nel futuro nessuno lo sa ma i presagi sono a dir poco drammatici.
In questo clima l’Europa è assente e irrilevante oltreché divisa, ben lungi dal sogno europeo in tutti noi crediamo.
Per venire al nostro interno, la destra è in difficolta ma la sinistra non è da meno. La vittoria schiacciante nel referendum avrebbe dovuto essere la rampa di lancio di una alternativa nei confronti della destra e invece ha perso un’occasione. Divisa sulla politica internazionale e sulla politica economica e fiscale, intenta solo a una competizione tra chi dovrà essere il leader. È il modo migliore per dilapidare il patrimonio di voti del referendum e più di tutto dei giovani e degli astenuti che erano tornati a votare. Il dovere delle opposizioni sarebbe stato quello di formulare un serio e schematico programma sul futuro in Italia. Se continua così la Meloni avrà partita facile.
Aggiungo che la sinistra pensa poco e non ha una seria visione del futuro. Il mondo è cambiato e la finanza e la tecnologia sono un tema inscindibile del futuro che imporrebbe sul fisco, sul lavoro, sul serial una visione che non può essere solo una posizione di difesa dei temi del ‘900. Sottovalutiamo le centiniamo di giovani che scappano dal nostro paese e trovano all’estero lavoro dignitoso, vita e futuro mentre noi affrontiamo una crisi demografico enorme.
Di fronte a tutto ciò noi discutiamo di Garlasco, della famiglia del bosco di fascismo e antifascismo e poco altro. Faccio due esempi pratici: mio figlio ora vive a New York ma in questi anni ha vissuto in Asia, in Europa e non tornerebbe mai in Italia per nessun motivo al mondo, io sono stato operato in Thailandia con un confort e senza nessuna attesa. Certo con un sistema di assicurazioni private alla portata di tutti in un paese in cui i disoccupati sono poco più del uno per cento. Io che sono un fautore della sanità universale non posso nascondermi che manca in Italia una visione futura. Lo stesso dicasi per l’IA su cui non discutiamo, solo il Papa ne parla, e intanto le imprese italiane vanno all’ estero.
Per andare a una sintesi, con un Parlamento ormai inutile e una Europa irrilevante, il futuro non è roseo e continuiamo a guardare il dito e non la luna. Vorrei tanto sognare una sinistra in grado di dare un futuro a questo paese una alternativa che coinvolga i cittadini, i giovani, una visione del futuro ma temo rimangano sogni.
