Oggi mi sono dato un compito piacevole: raccontare un libro. Sono un bibliofilo fin dall’adolescenza per cui leggere cose nuove è sempre una festa. Mai però avrei avuto l’idea di leggere un libro sul cuore. Devo confessare che ciò che riguarda sangue e malattie mi angoscia e preferisco non sapere e non vedere.
Un amico prezioso
L’eccezione l’ho fatta perché il libro “Sua maestà il Cuore” è stato scritto da un amico, il Prof. Massimo Massetti con il supporto del giornalista Alfonso Dell’Erario. Massimo è un cardiochirurgo noto a livello mondiale, direttore del Dipartimento del Gemelli; ha già scritto per le nostre pagine. In particolare è l’uomo che letteralmente conosce meglio il mio cuore, visto che lo ha riparato due volte, salvandomi la vita.
Immagine del mio cuore ottenuta con Tomografia
Dopo quei due episodi abbiamo avuto, con Massimo, opportunità di conoscerci meglio e di diventare amici, abbiamo anche fondato uno spin off insieme. Gli chiesi una volta a cena: “come mai ti occupi del cuore?”. La risposta fu che fin da bambino era curioso di questo organo di cui gli avevano parlato i genitori. Iniziò a disegnarlo di tanti colori alle elementari, poi ha letto sul cuore e poi divenne il centro dei suoi studi universitari. Il suo desiderio era di diventare cardiochirurgo. Voleva essere in grado di comprendere gli eventuali problemi in corso e di sapere come ripararli.
Un libro poliedrico
Il libro è un tributo all’organo umano che forse maggiormente è ritenuto il motore della vita umana. Un tributo anche agli studi ed all’esperienza dell’autore.
Copertina del libro illustrato
Prima considerazione importante: non è scritto in “medicalese”, quel terribile slang dei medici che non ti fa capire nulla, ma intimorisce. Seconda considerazione: si parla di aspetti anatomici, idraulici (visto che il cuore è una pompa) e sanitari. Ma queste sezioni sono all’interno di uno scenario molto più ampio e forse inatteso.
Infatti vi sono paragrafi riferiti alle antiche civiltà, alle religioni, al progredire delle conoscenze a partire da Erofilo di Calcedonia, medico egizio del III secolo a. C. fino alle più recenti conquiste. Bello e poco noto lo sviluppo della cardiochirurgia, una specializzazione ancora tabù nell’800. Nessuno avrebbe dovuto “attraversare i tre centimetri fra il torace e il cuore”. Invece Massetti ci ricorda anche alcuni episodi sella sua esperienza, dove l’intervento di equipe per delicati interventi cardiochirurgici, ha salvato vite umane.
Inoltre ci sono i paragrafi dedicati al collegamento fra il cuore e il cervello. L’amore e il benessere sono veri e propri medicamenti per il cuore, bisognerebbe agire sul proprio umore per far sì che il cuore ed il corpo reagiscano positivamente. L’ottimismo e la lotta contro lo stress e la depressione aiutano anche il nostro cuore, pur se non lo sappiamo.
Suggerimenti da ascoltare
Tante informazioni utili per ciascuno di noi sono riportate nella sezione dedicata al rapporto fra qualità e quantità del cibo (un argomento delicato per noi italiani) con il benessere del cuore. Interessanti alcuni suggerimenti non difficili da mettere in pratica.
Altrettanto utili le indicazioni esposte nelle sezioni rivolte all’invecchiamento del corpo e del cuore e delle possibili attività di prevenzione attiva. A volte non ci si pensa, ma basterebbe destinare alla prevenzione e al benessere una piccola parte del tempo che ciascuno di noi spreca. Semmai preferiamo giocare con il cellulare o chiacchierare al telefono, sarebbe meglio fare un po’ di movimento, cambiare qualche consuetudine dannosa.
Ecografia delle valvole del mio cuore
Una buona prevenzione significa tenere lontano l’infarto improvviso, lo spettro peggiore da esorcizzare.
Utopia che vorremmo realtà
L’ultima parte del libro è destinata alla proposta avanzata al Ministro per la Sanità dal Tavolo tecnico (come riportato nell’articolo di Tutti Europa 2030) e in parte recepita dalla Finanziaria del XII/2024. L’idea della Fondazione “Dignitas Curae”, diretta da Massetti e Christian Colizzi, è quella di riorganizzare il Sistema Sanitario Nazionale, a suo tempo uno dei più avanzati al mondo, nell’interesse dei cittadini.
Il nuovo paradigma non è più incentrato sulla singola malattia e sulla singola prestazione sanitaria. Invece, in maniera olistica, sarà incentrato sul paziente come persona nella sua interezza, per la “soddisfazione dei bisogni complessivi del malato”.
Per fare un esempio comprensibile, gli autori illustrano una bella utopia. Nel Mondo del 2025 sistemi automatici indicano in tempo la patologia che potrebbe svilupparsi. Il paziente e poi il medico possono operare per intervenire opportunamente, scongiurare il pericolo e allungare le aspettative di vita e di benessere.
Un sentito ringraziamento agli autori di questo libro. Ogni lettore impara qualcosa e può anche avere affidabili suggerimenti per il proprio benessere. A mio parere questo libro è un passo concreto verso l’utopia immaginata per il 2050.
