La BCE presenta i progetti per rinnovare il look dell’euro e lancia la consultazione pubblica con questo link a livello europeo, per la scelta della nuova edizione di banconote da 5, 10, 50, 100, e 200 €. I cittadini potranno esprimere la loro preferenza fino al 21 settembre pv. Con la nuova vesta la BCE dovrà sostituire oltre 30 miliardi di biglietti in euro. Un lavoro da grandi numeri e di forte impatto per i cittadini europei. “Le banconote fanno parte della nostra economia, della nostra identità e della nostra cultura” ha dichiarato la Presidente BCE Christine Lagarde. In effetti, l’euro è il simbolo più tangibile dell’Unione Europea, l’elemento comune dei 350 milioni di cittadini dell’area euro, la moneta che ci consente di muoverci liberamente in Europa. L’ enorme sforzo di rinnovamento della massa cartacea è da ricondurre alla ricerca di maggior sicurezza e alla riaffermazione che i lavori per l’introduzione dell’euro digitale sono finalizzati ad affiancare i contanti e non a sostituirli, oltre che a conferire maggiori standard di affidabilità e fidelizzazione. Vediamo in che modo.
Più sicurezza e innovazione nei nuovi tagli
Il rinnovamento dei diversi tagli dovrà garantire, oltre alla rinnovata veste grafica, livelli di sicurezza più elevati e di qualità permanente. L’obiettivo è di assicurare l’utilizzo a lungo termine ed in ogni luogo, per preservarne la fiducia sia come mezzo di pagamento che riserva di valore. Il lavoro di sicurezza e antifalsificazione è il cuore della produzione dei tagli in euro che avviene con una sofisticata tecnologia, con caratteristiche interne avanzate non riproducibili e di facile riconoscimento secondo il metodo “toccare, guardare, muovere”. A fronte di queste note produttive, nel 2025 sono state ritirate 444.000 banconote in euro false, uno dei livelli più bassi mai registrati. 14 falsi per ogni milione in circolazione. I tagli più contraffatti sono risultati i biglietti da 20 e 50 €, quasi l’80% del totale di quelli ritirati. Perciò, l’euro resta un mezzo di pagamento e di risparmio sicuro e affidabile. In questo senso, la nuova edizione risponde all’ esigenza di avanzare sempre di più gli standard di sicurezza delle banconote in circolazione alle sofisticate tecniche di contraffazione. Insomma, l’euro si rifà il look per contrastare efficacemente le nuove modalità di falsificazione ma anche per continuare ad essere un mezzo privilegiato di scambio, mentre crescono i pagamenti diversi, soprattutto digitali. Infatti, secondo la Banca centrale europea https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.pr260723~c2d43f9170.it.html “La progettazione della nuova veste grafica delle banconote in euro si inquadra nell’azione a lungo termine dell’Eurosistema volta a garantire che il contante resti un mezzo di pagamento sicuro, efficiente e vicino ai cittadini e preservi il loro accesso alla moneta pubblica e la loro libertà di scegliere come pagare.” A questo fine, da Francoforte assicurano che per la revisione completa degli euro cartacei, dopo la loro prima emissione nel 2002 e quella del 2013, “saranno utilizzate tecnologie all’avanguardia e dotazioni di sicurezza più avanzate, per renderle più resistenti all’utilizzo nel tempo e in grado di essere riconosciute anche da persone con problemi di vista.
La nuova veste dell’euro
Il 23 luglio, dunque, la BCE ha reso note le dieci proposte finali per la prossima serie di banconote, invitando i cittadini europei ad esprimere la loro preferenza, partecipando ad un sondaggio online che si concluderà il 21 settembre pv. I disegni finalisti del concorso si basano su due diversi temi – “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli” – scelti con l’obiettivo di coniugare bellezza e significati culturali, per restituire consapevolezza e condividere identità comuni. Le 10 proposte scaturiscono da un concorso indetto a livello europeo, cui hanno partecipato oltre 1.200 artisti e professionisti. A 25 di essi sono state richieste elaborazioni per i temi selezionati. Una giuria indipendente di 21 membri, uno per ogni stato dell’area euro, ha scelto le 10 proposte finaliste. La partecipazione diretta dei cittadini costituisce un elemento di novità importante ai fini dell’inclusività; il loro coinvolgimento seguirà anche il percorso di un sondaggio avente la stessa base su un adeguato campione, giudicato rappresentativo della popolazione europea. Alla fine, la decisione finale spetterà al Consiglio direttivo della BCE, sulla base di una valutazione combinata di contributi, ossia la consultazione online, il sondaggio a campione, la disamina tecnica e la decisione della giuria. Il tutto entro fine anno, mentre l’immissione in circolazione è prevista più in là, poiché la proposta scelta avrà bisogno di un periodo di studio, lavorazione e test tecnici prima della messa in produzione. Ciò, considerato che in genere vengono immesse nuove serie ogni 10-15 anni. L’ultima serie risale al 2013. Anche in questo caso, come nel 2002, ci sarà una fase di doppia circolazione che vedrà affiancati i vecchi e i nuovi tagli sino alla graduale sostituzione.
Le proposte in campo
Le proposte si muovono all’interno dei due temi prescelti, anch’essi sulla base di un sondaggio tra i cittadini europei. Il tema “Cultura europea” si apre con la proposta dell’immagine della mitica Maria Callas sulla banconota da 5 €. Segue quella da 10 € con la presenza di Ludwig van Beethoven, poi quella da 20€ con la scienziata Marie Curie, quella da 50€ con lo scrittore Miguel de Cervantes, quella da 100€ con il genio di Leonardo da Vinci, e infine quella da 200 con la scrittrice Bertha von Suttner. Sul fronte natura sono riportati, per i vari tagli, le diverse specie di uccelli, dal picchio su quella dei 5 € al martin pescatore su quella dei 10, al gruccione su quella dei 20, alla cicogna su quella da 50, all’avocetta sul taglio da 100 per concludere con la bassana sulla banconota da 200. Ognuna di essa è declinata sul retro con le relative elaborazioni. Vedremo nei prossimi mesi come si esprimeranno i cittadini europei chiamati alla consultazione online, in che percentuale aderiranno all’invito e quale sarà il giudizio della giuria, tutto entro fine anno.

