Il 3 settembre 2026 il maestro Cesare Moreno compie 80 anni. Un traguardo che merita di essere celebrato per il suo impegno straordinario al fianco di centinaia di ragazze e ragazzi delle periferie di Napoli.  Maestro elementare, pedagogista e formatore, Moreno è stato tra gli ideatori dello storico progetto Chance per il recupero dei dispersi della scuola media. Oggi è presidente e co-fondatore di Maestri di Strada, un’associazione che da quasi trent’anni promuove percorsi educativi contro la dispersione scolastica e il disagio giovanile nei quartieri di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio.

L’impegno di Cesare Moreno inizia molto presto, aiutando sua madre Concetta, prima maestra di strada, a recuperare i ragazzi e le ragazze nei quartieri operai della Napoli degli anni ’60. Il suo percorso si consolida con la militanza giovanile in Lotta continua, al fianco degli operai della fabbrica di Bagnoli e dei bambini  della Mensa Proletaria di Montesanto. Negli anni ’70 la mensa,  oltre a distribuire pasti caldi ai bambini bisognosi, offriva doposcuola e laboratori musicali, diventando un punto di riferimento importante per l’infanzia delle fasce sociali più marginali.

Dopo aver abbandonato gli studi di fisica per il Magistero,  Moreno perfeziona la formazione pedagogica, divenendo maestro e profondo conoscitore delle  problematiche connesse alla dispersione scolastica nelle aree emarginate. La sua esperienza lo porta anche a ricoprire il ruolo di consulente per il Ministero della Pubblica Istruzione, con cui vara il Piano di lotta alla dispersione scolastica a Napoli.

La nascita dei Maestri di Strada

Nel 2009,  con la chiusura del progetto Chance, prende vita l’esperienza dei Maestri di Strada, fondata insieme alla moglie Carla Melazzini e a compagni di viaggio come Marco Rossi Doria. L’associazione è oggi un presidio educativo di rilievo che accoglie centinaia di ragazzi grazie al lavoro di circa 50  educatori e 60 operatori. Con loro collaborano i cosiddetti “genitori sociali” (o mamme sociali), figure chiave nel costruire un ponte di fiducia tra le famiglie, la scuola e il territorio.

La piaga della dispersione e la lezione del “Principe di Danimarca”

Il lavoro di Moreno risponde a un’emergenza ancora drammatica. In Campania il 29,9% degli studenti degli istituti superiori non raggiunge il diploma; a Napoli la percentuale sale al 35%, con una forte concentrazione di abbandoni già al primo anno (16,1%). Inoltre, il 23% dei giovani tra 18 e 24 anni si trova nella condizione di NEET (non studia, non lavora e non segue corsi di formazione).

In un contesto che spesso sembra riprodurre le proprie disuguaglianze, la storia di Chance e dei Maestri di Strada dimostra che un’alternativa è possibile. Una storia fatta di successi ma anche di inevitabili fallimenti, raccontata da Carla Melazzini nel libro Insegnare al principe di Danimarca (curato dallo stesso Moreno e pubblicato postumo da Sellerio ). Il testo è diventato un classico della pedagogia contemporanea, capace di mostrare la fatica e la bellezza dell’attraversare sia le periferie urbane, sia quelle dell’animo adolescenziale.

Una scuola dal volto umano

Quello praticato da Cesare Moreno e dai Maestri di Strada è un modello educativo fondato sull’ascolto e sull’empatia. Guardare i ragazzi negli occhi, accoglierli senza giudizio e offrire loro uno spazio di fiducia permette di ricucire le ferite lasciate da contesti familiari o scolastici difficili.

L’efficacia di questo approccio emerge con forza nei momenti di incontro diretto: come quando, durante una sua visita nella scuola che dirigevo a Somma Vesuviana, un bambino vittima di bullismo trovò per la prima volta la forza e il coraggio di raccontare le angherie subite e chiedere aiuto, tra lo stupore dell’intero gruppo docente.

 

 

 

 

Cesare Moreno continua a percorrere i luoghi dell’emarginazione, sempre con i sandali, indossati in segno di protesta perché Chance non aveva ricevuto dalle istituzioni i fondi necessari. I frutti di tanto lavoro si misurano nelle storie delle centinaia di ragazzi e ragazze sottratti al disagio: giovani che hanno conseguito la licenza media, proseguito gli studi e, in diversi casi, conquistato una laurea. Forte di una task force di operatori altamente qualificati sul piano sia umano che professionale, l’esperienza dei Maestri di Strada va avanti, sostenuta da finanziamenti privati, con l’obiettivo di rendere l’istruzione un vero e proprio diritto esigibile, così come garantito dalla Costituzione.

 “La frequenza scolastica deve essere garantita attraverso opportune strategie che favoriscono la partecipazione anche di quelli poco motivati e che vivono forti disagi. Contro la dispersione scolastica l’unica strada è andare là dove i giovani stanno con la mente e con il cuore, assumere il loro disagio esistenziale e sociale come l’unica materia prima con cui edificare il proprio progetto di vita.”

Maestri di Strada significa esattamente questo.

Buon Compleanno Cesare Moreno!

 

 

Autore

  • Dirigente scolastica con esperienza nella scuola primaria e dell'infanzia, si è dedicata alla ricerca pedagogica e sociologica. Attualmente è componente della redazione della collana Narrare la scuola del Movimento di Cooperazione Educativa. Email: rosaria.cetro@gmail.com

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