Con la scomparsa di Emma Bonino, avvenuta l’11 settembre 2026, si è definitivamente conclusa la stagione delle rivendicazioni politiche avanzate dal partito radicale di Marco Pannella, che, alla fine degli anni Sessanta, aveva dato una forte scossa al paludato e noioso mondo politico.
La Bonino, infatti, può essere definita l’ultima allieva della nidiata fatta crescere da Pannella e versata ad una particolare attenzione alla tutela dei diritti umani.
Le intuizioni di Giacinto Pannella, detto Marco, come era possibile leggere nella scheda elettorale, hanno trasformato il modo di fare politica e di comunicarlo, rivoluzionando un mondo che, fino a quel momento, appariva ingessato e, talvolta, poco comprensibile ai più. Rimane nella memoria di tutti una intera tribuna politica in cui Pannella consumò il tempo a lui dedicato per illustrare le tesi del suo partito, mostrandosi imbavagliato e senza proferire verbo.
A ben vedere anche le provocazioni, quali la candidatura e l’elezione in Parlamento (1987) della pornostar Ilona Staller, più nota come Cicciolina, sono sintomatiche di quel modo di fare politica, che lontano dal “voler aprire il Parlamento come una scatola di sardine” (cosa che abbiamo ascoltato qualche anno dopo), ma, invece, nel rispetto di esso, imponeva alla politica di dare risposte precise, impedendole di nascondersi dietro l’insabbiamento del problema.
Va ricordato che il partito radicale, con questo nuovo e rivoluzionario modo di comunicare, ha portato l’attenzione di tutti su fondamentali diritti civili, fino a quel momento disattesi. Invero, la particolare attenzione al tema della carcerazione, portando a considerare il recluso come un individuo che, pur essendo meritevole di pena, non doveva esser mortificato nella sua dignità, così come il tema della giustizia, che ha visto la sintomatica candidatura di Enzo Tortora (1984) sollevando una serie di problemi che, nel tempo, hanno contribuito a modificare sia il processo penale (nel 1989), che la Carta costituzionale, con l’integrazione dell’articolo 111, intervenuta nel 1999 (legge costituzionale n. 1 del 23 novembre 1999).
Nel prendere la guida del movimento radicale, dopo la morte di Pannella, avvenuta nel 2016, la Bonino ha indirizzato l’azione politica di quel movimento dedicando molti dei suoi sforzi all’Europa, che voleva più funzionale ed in grado di esprimere una direzione comune, sia in politica estera, che nell’esprimere una linea condivisa di difesa.
Dopo essere stata un’autorevole Commissaria Europea, infatti, la Bonino ha contribuito alla fondazione di Più Europa, partito che ha come caratteristica prevalente la promozione di un’Europa più vicina ai cittadini e meno influenzata dalla burocrazia.
Certamente non tutti i temi portati avanti da Pannella prima e dai suoi allievi successivamente, possono essere presi a scatola chiusa e pienamente condivisi, ma, certamente, essi debbono essere seriamente considerati dalla attuale classe politica che dovrebbe cessare di dar vita al litigioso luogo di vuote contrapposizioni partitiche per tornare ad animare un dibattito costruttivo e nell’interesse dei cittadini.
La memoria della Senatrice Bonino, deve essere, dunque, onorata dal Parlamento anche ponendo mano ad una chiara legge legata al periodo terminale della vita umana, come la stessa chiedeva, in grado di mettere nella giusta luce l’importanza delle cure palliative. Oggi, infatti, questo delicato periodo finale della vita umana, non essendo regolato da alcuna norma (che il Parlamento non è riuscito a scrivere) è affidato alla interpretazione di due decisioni, non perfettamente coerenti, della Corte costituzionale; circostanza questa che ha legittimato molte regioni a compiere pericolose fughe in avanti confondendo il tema della salute con quello della organizzazione sanitaria (solo questo è di competenza delle Regioni).
Il miglior modo per ricordare la Senatrice Emma Bonino potrebbe essere proprio quello di dar compimento al suo messaggio politico ponendo, finalmente, mano ad una normativa che regoli periodo terminale della vita umana in maniera chiara, nel rispetto della dignità che anche quest’’ultimo tempo deve avere, nella considerazione del valore della vita stessa.
Infine, deve essere proseguito, ad opera del partito da essa fondato, il tema dello sviluppo dell’Europa verso una struttura federale ed unitaria che possa inserirsi come protagonista nei dibattiti, per il futuro del pianeta, che in questo momento sembrano averla marginalizzata.

