Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Leone da Metz richiama l’Europa alle sue responsabilità

    Ottobre 3, 2026

    Papa Leone in Francia rilancia l’Europa

    Ottobre 3, 2026

    Questa volta ce lo chiede veramente l’Europa

    Ottobre 3, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    6 Ottobre 2026 - martedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Culture
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
      • Immagini ed emozioni
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Diritti»Monumentale assenza
    Diritti

    Monumentale assenza

    Alessandro ColuccelliDi Alessandro ColuccelliFebbraio 20, 20226 VisualizzazioniLettura 6 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    “Buongiorno, mi scusi mi sa indicare la direzione per Via Alda Merini?”

    Ecco, se abitate a Roma non vi risponderà nessuno … perché non c’è!

    E purtroppo è una situazione che vale per tantissime città italiane, non solo per la grandissima poetessa ma anche per un numero enorme di donne che, con la loro vita e la loro intelligenza, la loro professione, hanno contrassegnato la vita italiana e non solo.

    Foto libera per usi commerciali da Pixabay

    Da un accurato studio e analisi effettuate dalla Associazione Mi riconosci, che ha avuto, come giusto, largo rilievo sulla stampa e sui mezzi di comunicazione, parimenti con altri studi e censimenti effettuati da associazioni femministe, dove si nota che laddove è rappresentata una donna, soprattutto in statue e busti, non è l’immagine della donna in quanto tale, per i suoi meriti professionali o esempio di vita, ma è l’immagine che si vuol dare della donna come un “oggetto”, dedicato alla famiglia o alle cure parentali, quando non viene rappresentata a livello di distorte inclinazioni di una mente maschile.

    Risulta come in Italia il numero di statue o vie intitolate alle donne sia un numero veramente molto basso e soprattutto, laddove ci siano statue o busti, non siano stati fatti da donne ma da uomini.

    Una statua, un busto, una via o piazza o un parco, intitolati alla memoria di una donna creano un modello di riflessione, di trasmissione della memoria e del suo operato, dei suoi meriti, siano letterari o scientifici, del suo lavoro, ecco questo manca in modo esagerato: una monumentale assenza.

    Foto libera per usi commerciali da Pixabay

    E allora, proprio l’opposto, a Padova, nella Piazza “Prato della Valle”, una tra le piazze più grandi d’Europa, ci sono 78 statue e busti tutti maschili. Che poteva succedere? La città, i mezzi di comunicazione, opinionisti e filosofi si stanno dando battaglia, oggi nel 2022, se accettare o meno che si aggiunga nella piazza una statua dedicata a una donna, Elena Cornaro Piscopia, che si laureò, la prima al mondo nel 1678, proprio a Padova, ma non in teologia come avrebbe voluto, bensì in filosofia, per l’opposizione della chiesa riguardo alla tematica. Non si finisce più…

    Foto libera per usi commerciali da Pixabay

    Se dal numero, come si diceva per altro basso, escludiamo vie e statue dedicate a donne legate alla religione cattolica, quindi la Madonna, le sante o le virtù teologali, o ad esempio retoriche o di tipo allusivo/iconografico, notiamo come in tantissimi casi la donna sia rappresentata in vesti non propriamente corrette, che spesso fasciano il corpo o addirittura lo scoprono, denotando ancora una volta, se fosse necessario, una tendenza a mostrare la donna come un oggetto. A darne comunque una immagine non corretta né autentica, potremmo dire “altra da sé”. Altrimenti, nel novero, ci sono statue in cui la donna è affiancata da un bambino, a testimoniare non la donna in quanto tale, con le sue prerogative, le sue opere, letterarie o scientifiche, ma la donna come un essere, mi si passi il termine, che è dedicato alla cura della prole o della casa. Tantissimi gruppi scultorei rappresentano la donna come una parte integrante del gruppo, non certamente come la protagonista, ma dietro o a fianco ad un uomo e magari tenendo per mano un bambino, a rappresentare delle immagini stereotipate o significative di una allegoria. In tutta Italia c’è qualche monumento riservato alle donne, ma di gruppo, come ad esempio partigiane, mondine, operaie, ma che non rendono merito a tutte quelle donne che con la loro intelligenza, il loro lavoro, durato una vita, hanno reso onore in primis al genere femminile e soprattutto anche all’Italia o al mondo.

    Dallo studio si evince che, quando è rappresentata una donna, o comunque una figura femminile realmente esistita, spesso lo è in maniera non corrispondente alla realtà, talvolta svestita o in pose non corrispondenti alla vera natura della donna che si vuole rappresentare.

    Foto dell’autore

    Ho preso l’occasione, anche sulla base della lettura dello studio citato, di andare a rivedere la statua equestre dedicata ad Anita Garibaldi, sul Gianicolo, anche se da anni il monumento versa in condizioni pietose. Viene ricordata così, col nome italianizzato e il cognome del marito, ancora una volta a cancellare l’identità di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva. In effetti, essendo nato e cresciuto nel Rione sottostante, Trastevere, sin da bambino ci sarò stato mille volte, mi portavano a giocare sui prati, poi c’erano le giostre. Stavolta l’ho guardata con occhi diversi, più critici e, forse per la prima volta, ho notato che una donna rappresentata al galoppo, con una pistola in mano, che si scaglia contro le truppe nemiche, incredibile a dirsi ha in braccio il figlio. Altri commenti sono inutili.

    Ho approfondito la tematica e vien fuori che è l’unica statua equestre in Italia, dedicata a una donna e che la posizione del cavallo sulle zampe ha un codice, un significato: se il soggetto rappresentato è deceduto di morte naturale, il cavallo ha tutte e quattro le zampe appoggiate a terra. Se invece il cavallo viene raffigurato con una zampa sollevata, la morte è avvenuta in seguito ad una ferita riportata in battaglia, se ha due zampe sollevate da terra, il cavaliere è morto combattendo. Non esattamente nel caso di Ana Maria da Silva, dove prevalsero le ragioni di immagine, di iconografia e di propaganda, il monumento è del 1932, perchè in effetti morì nelle valli di Comacchio, febbricitante e incinta, sfinita, sembra per cause naturali.

    In conclusione, da uomo, auspico che si apra una profonda riflessione, in tutta Italia e non solo, sull’importanza, l’essenzialità che il mondo femminile ha rappresentato e rappresenta per questa società. Il loro lavoro, le invenzioni, le opere letterarie, la loro figura deve essere rappresentata e testimoniata, non solo post mortem, ma anche e soprattutto nel momento in cui vivono e operano, basti pensare al sacrificio quotidiano di migliaia di dottoresse e infermiere in questo momento, in questi anni.

    Autore

    • Alessandro Coluccelli
      Alessandro Coluccelli

      Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.

    gruppi scultorei femminili la donna nelle statue statue femminili strade dedicate a donne
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    La riforma elettorale: narcisistico scontro fra leader

    Ottobre 3, 2026

    L’antidoto al veleno populista

    Ottobre 3, 2026

    Cappato: l’assistenza al fine vita è autorizzato in tutta Italia dalla Corte Costituzionale

    Settembre 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Gli 80 anni di Cesare Moreno: una vita per l’educazione

    Settembre 3, 2026547

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026312

    Ce n’est qu’un debut, continuons le combat

    Maggio 20, 2024303

    Il caso Roggero e il rischio di trasformare il trauma in archetipo

    Luglio 31, 2026280
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 4 min.

    Leone da Metz richiama l’Europa alle sue responsabilità

    Di Rocco CangelosiOttobre 3, 202613

    In Francia, patria della laicità e culla dell’integrazione europea, Papa Leone XIV ha costruito una…

    Papa Leone in Francia rilancia l’Europa

    Ottobre 3, 2026

    Questa volta ce lo chiede veramente l’Europa

    Ottobre 3, 2026

    Il nuovo nucleare in Italia e le domande sul futuro

    Ottobre 3, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Leone da Metz richiama l’Europa alle sue responsabilità

    Ottobre 3, 2026

    Papa Leone in Francia rilancia l’Europa

    Ottobre 3, 2026

    Questa volta ce lo chiede veramente l’Europa

    Ottobre 3, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?