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    Home»Europa»Perché e percome armare gli ucraini è giusto e sacrosanto
    Europa

    Perché e percome armare gli ucraini è giusto e sacrosanto

    Carlo PantanellaDi Carlo PantanellaAprile 20, 20230 VisualizzazioniTempo lettura 7 min.
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    PERCHÉ

    • Secondo i Russi tutto il mondo sente l’irrefrenabile desiderio di invaderli. Alla base di questo delirio paranoide di massa ci sono una serie di motivi geografici e storici: il motivo geografico si basa sul fatto che la Russia, perlomeno quella europea, è un’enorme pianura, la pianura Sarmatica, che non ha difese naturali: è un po’ come vivere in una casa senza porte. I motivi storici fanno riferimento alle tre invasioni che hanno subito: l’Orda d’Oro (esperienza in effetti orribile: vedi scheda), la Svezia (ebbene sì: proprio la Svezia alla fine dell’700), Napoleone e da ultimo la Germania (e anche noi).
    • Effetto diretto della sopraddetta convinzione è che i Russi che vivono in altri Stati siano “da liberare”. Anche quando semplicemente si sono trasferiti lì durante l’Unione Sovietica. Ovviamente in questa situazione è naturale che i Paesi che si sono sentiti “invasi” dall’Unione Sovietica non vedano di buon occhio questi Russi. Ad esempio, molti Russi nei Paesi Baltici non hanno la cittadinanza di quel Paese: sono Apolidi, non hanno Passaporto, ma un lasciapassare detto “Passaporto Grigio”. Degli Ucraini russofoni parleremo più avanti.
    • Mappa dell’Unione Sovietica – Foto da wikipedia.org – CC BY-SA 3.0

      I Russi ritengono di avere il diritto divino di sottomettere i popoli che storicamente hanno fatto parte dell’area della propria influenza, anzi hanno il dovere di farlo per proteggerli. Da soli non potrebbero sopravvivere. Il che forse potrebbe avere senso per una tribù animista della Siberia, ma non certo per gli Ucraini o i Baltici. Nota: recentemente il Capo delle Forze Armate Russe ha dichiarato che questa area si estenderebbe da Lisbona al Pacifico!

    • I russi considerano gli ucraini un po’ come i loro cugini di campagna, i “Terroni” Il fatto che loro non vogliano rimanere sotto il tallone russo viene considerato un tradimento: “sei sempre stato schiavo nostro e adesso dove te ne vai?”
    • Ai bambini Russi viene insegnato che la Russia sarebbe nata in Ucraina (Rus’ di Kiev). La cosa, anche se ha un suo fondamento storico, è discutibile. Su natura, origine e identità dei Rus’ le idee sono poche, ma confuse: molto probabilmente degli Scandinavi o Norreni che dir si voglia, calati per motivi commerciali, ma sicuramente non Slavi. Ma la cosa più importante è che questa calata avvenne nell’800 prima del mille: un periodo lontanissimo nel tempo, per giunta qualche secolo dopo sovrascritto dall’Orda d’Oro (vedi scheda). Per fare un paragone un po’ azzardato, ma che rende l’idea, sarebbe come sostenere che la Savoia abbia fondato l’Italia: qualsiasi italiano sa perfettamente che, a parte qualche brandello di verità poco più che lessicale, le radici del nostro paese non affondano di certo in quel dipartimento francese.
    • Una grande percentuale degli ucraini in realtà è russofona, compreso lo stesso Zelensky. I russi non riescono a capire la differenza tra russofono e russofilo sostanzialmente sono convinti che sia la stessa cosa. Anzi sono convinti che l’Ucraino sia solo un dialetto Russo, e anche molto rozzo. Tanto è vero che molti russi si aspettavano che le truppe nel 2022 sarebbero state accolte, quantomeno dai russofoni, con giubilo.
    • Secondo il Russo medio l’area di influenza si gestisce solo manu militari, dimostrando così di avere ancora una mentalità ottocentesca. Impossibile secondo loro che gli Ucraini abbiano volontariamente chiesto di far parte della NATO o di voler entrare nella UE: sono convinti che siano stati costretti dagli USA e dall’Europa. Qualche settimana fa il Ministro degli Esteri Russo ha ridefinito il concetto di Figura di M.. sostenendo che la Russia era stata attaccata dalla NATO: il pubblico gli scoppiò in faccia con una fragorosa risata. Per giunta si era in India, paese non ostile alla Russia.
    • I Russi pretendono di essere una superpotenza mondiale confondendo la loro ipertrofia geografica con la reale potenza. La Russia ha un PIL inferiore all’Italia, un reddito pro capite inferiore a Bulgaria e Argentina. Militarmente ha fatto e sta facendo una figura di M…. Sotto il profilo tecnologico è una nullità e sotto quello industriale, invece, pure. Tutti abbiamo a casa una infinità di prodotti cinesi, alzi la mano chi abbia un prodotto Russo (a parte Vodka, Caviale o Matrioska). L’unica cosa in cui sono forti sono la letteratura storica e la danza: bello, ma un po’ poco.
    • Pietro il Grande – Foto pubblico dominio da wikipedia.org

      Il Processo di Europeizzazione iniziato da Pietro il Grande, probabilmente non si è mai pienamente concluso. Gli Slavi sono una popolazione indoeuropea, anzi tutti gli Indoeuropei vengono da lì. Dopo una orientalizzazione forzata, ma molto profonda, avvenuta con l’Orda d’Oro (Vedi Scheda) il processo di europeizzazione voluto da Pietro, ma anche Caterina, sembra non essersi mai concluso. Il rapporto che i Russi hanno con l’Europa e con l’Occidente è piuttosto conflittuale, contraddittorio, difficoltoso. Salvo che per i giovani più scolarizzati delle grandi città.

    • L’Italia è notoriamente un Paese di Trasformazione. Abbiamo pochissime risorse naturali, ma abbiamo imparato a ingegnarci: compriamo, trasformiamo e rivendiamo. Oppure prendiamo risorse agricole, le valorizziamo e le rivendiamo: è così che il nostro cibo è il migliore del Mondo. La Russia è l’esatto opposto: è ricchissima di materie prime, ma è del tutto incapace di trasformarle: una scarsissima capacità imprenditoriale e di innovazione che provoca effetti evidenti e deprimenti sulla loro società. E una grande frustrazione.

    PERCOME

    Per il PERCOME ne riparliamo il mese prossimo.

    ***

    L’ORDA D’ORO

    Genghis Khan – Foto pubblico dominio da wikipedia.org

    Premessa: gli Slavi hanno un concetto di memoria storica decisamente diverso dal nostro. Durante la guerra nel Kosovo, i Serbi giustificarono il loro livore nei confronti degli albanesi per il comportamento di questi ultimi durante la battaglia di Kosovo Polje. Questa battaglia si tenne nella Seconda guerra mondiale? No! Nella Prima guerra mondiale? Neppure! Questa battaglia si tenne nel 1389!! Come se i Francesi ce l’avessero con noi per la Disfida di Barletta (che peraltro fu oltre un secolo dopo). Non deve stupire quindi se i russi riescano a considerare una ferita ancora aperta l’Orda d’Oro, cioè l’invasione che il nipotino di Gengis Khan fece in Russia e zone limitrofe, a cominciare da 800 anni fa per durare circa 200 lunghissimi anni!  Questo produsse un processo di “Orientalizzazione” che durò fino a Pietro il Grande, ma che probabilmente perdura tutt’ora. Gli effetti furono devastanti: I Mongoli (ma anche i Tartari di etnia turca) si fecero numerose guerre tra di loro e ne fecero le spese i villaggi russi. Oltretutto i Mongoli da buoni seminomadi, non “capivano” i villaggi e appena ne incontravano uno, tendevano a distruggerlo o ad usarlo come teatro di battaglia. Ma l’aspetto peggiore fu la schiavitù! Gli invasori ridussero in schiavitù milioni di Russi e soprattutto di Russe “colpevoli” , a dire delle testimonianze dell’epoca, di essere bionde, bellocce e soprattutto molto formose. La stessa parola “schiavo” non ha a che fare con le chiavi, ma deriva proprio da “Slavi”: in fatti in inglese è direttamente “slave”. Alcuni/e furono usati/e dagli invasori stessi, molti furono venduti in Europa. E a occuparsi della vendita e distribuzione fummo noi: i genovesi, per la precisione, che all’uopo fondarono diverse città sul Mar Nero tra cui Caffa, Soldaia , Maurocastro,  Sebastopoli e Jalta.

     

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Federazione Russa invasione della Russia in Ucraina l'Orda d'Oro ucraini Unione Sovietica
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    Carlo Pantanella

    Laureato in Economia e Commercio « cum laude » all’Università La Sapienza nel 1982. Già membro del Consiglio Regionale Confindustria Lazio. Già Vicepresidente AISCRIS, “Associazione Nazionale Consulenti per l’Innovazione e lo Sviluppo” aderente a FITA CONFINDUSTRIA. Capitano in Congedo dell’Arma dei Carabinieri, doppiatore e Speaker TV.

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