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    Home»Società»I partiti politici devono invertire la rotta
    Società

    I partiti politici devono invertire la rotta

    Alessandro BattistiDi Alessandro BattistiAgosto 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e con il Presidente della Camera Roberto Fico,al Parlamento in seduta comune per la cerimonia di giuramento .(foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
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    Art. 77 Cost.: Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

    L’intento e la convinzione del costituente è stata quella di tenere ben saldo il principio della separazione dei poteri, riservando al solo Parlamento la funzione legislativa. Tuttavia, quando si presentano situazioni reali di interventi immediati e necessari, il governo può emettere decreti legge provvisori e il parlamento, entro sessanta giorni, può approvarli, bocciarli o emendarli. Si fa salvo il principio della separazione dei poteri, ma si fa salva anche la necessità di provvedere con immediatezza e solo nei limiti posti di necessità e urgenza.

    Bene, questo principio ormai viene tradito da almeno trent’anni con la proliferazione di decreti legge che di fatto fanno sì che oggi l’attività preminente sia di iniziativa governativa e il parlamento svolga una funzione notarile. A niente sono valsi i richiami del presidente Napolitano prima e Mattarella poi, a niente sono valsi i richiami della Corte Costituzionale. Le maggioranze che si sono susseguite in questi anni hanno cambiato la Costituzione nel silenzio generale. È uno dei mutamenti istituzionali del sistema democratico che dovrebbe preoccupare. Le democrazie occidentali, Europa e Stati Uniti, rappresentano circa il 10% della popolazione mondiale e stanno assumendo sempre più connotati che ne mutano le radici e i connotati. Non è un caso che, secondo un sondaggio fatto da La 7, il 53% nella fascia 18-35 anni preferisca sistemi con un uomo solo al comando. Non vi è dubbio che la colpa principale sia del sistema scolastico, largamente deficitario nello studio della storia e privo di educazione costituzionale, ma al di là di questo la tenuta delle democrazie occidentali è in crisi. Non è un caso se, sempre il medesimo sondaggio, prova che il 77% dei cinesi ritiene di vivere in una democrazia. Io lo tocco con mano, in Thailandia, pur essendoci un sistema costituzionale di una quasi-democrazia, la popolazione non sa cosa sia una democrazia. Una delle cause principali è, secondo me, la scomparsa dei partiti. Togliatti diceva che i partiti sono il luogo dove la democrazia si organizza. Altro dato che sta minando le nostre democrazie è il luogo dove si esercita il potere, premesso che i parlamenti contano molto poco. Se vediamo i bilanci delle cinque maggiori multinazionali, a partire da Apple e Microsoft, vediamo che sono di due o tre volte il PIL italiano; la risposta è fin troppo semplice. Il potere oggi è in mano alla finanza che condiziona ogni scelta politica. Come invertire questa tendenza? Prima di tutto promuovendo nelle scuole lo studio della storia moderna e della Costituzione e poi sperando nel ritorno ai partiti politici, unico strumento dove far vivere la democrazia, pena la sua scomparsa. L’abolizione dell’attuale legge elettorale e il ritorno a una legge che consenta ai cittadini libertà di scelta, l’auspicata abolizione del c.d. Premierato che svuota i poteri del parlamento e del Presidente della Repubblica, l’abolizione della legge sull’autonomia differenziata che affida ancora di più alle Regioni poteri straordinari e divisivi, sono momenti fondamentali per riaffermare il valore della nostra democrazia costituzionale. Ai partiti moderni dovremmo affidare una seria riflessione sulla loro struttura: da reali luoghi della democrazia a associazioni liquide e virtuali. Questo è il loro cammino… è necessario invertire la rotta, altrimenti alle prossime elezioni aumenterà ancora il numero dei cittadini che non vanno a votare.”

    Autore

    • Alessandro Battisti
      Alessandro Battisti

      Ex Avvocato. Ex Senatore della Repubblica. Ex presidente di Cinecittà Holding. Attuale direttore di Italian Film Fest, festival del cinema Italiano in Brasile. Direttore di Polis, scuola di formazione politica con sede a Sao Paulo (Brasile).

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