Frammenti di arcobaleno si confondono

fra le nuvole basse ed i campi di grano

ormai brulli, intervallati da piccoli

rilievi di sabbia umida e scura; veloce

il pullman corre verso Salamanca.

 

I sette colori ben distinti all’inizio,

poi si mescolano e sfumano,

tremolando come attraversati

da un’onda improvvisa di gelo;

si dissolvono nel grigiore del cielo.

 

Poche gocce, un turbine di pioggia più forte

che scorre a rivoli sui vetri dei finestrini;

scompare l’ultimo tenue riverbero dei colori,

siamo avvolti da un manto plumbeo e spesso

che fa dubitare di essere in pieno giorno.

 

Dopo una curva rischiara, le nuvole si aprono,

liberando brandelli inattesi di limpido celeste,

la pioggia è assorbita nel soffio del vento;

lo si indovina dal rapido scorrere e sparire

delle ultime gocce e dal piegarsi degli steli.

 

Ecco, lontano, fiorire, come d’incanto,

un nuovo arcobaleno in parte coperto

da frattali di nuvole, in parte assorbito

dal cielo già terso: una variopinta

carezza che forse per minuti resisterà.

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Primo tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. Presidente di Erfap Lazio. Direttore del Consorzio universitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto. Cofondatore di dieci spin off in Bio-scienze. Esperto di valutazione e gestione progetti europei.

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