IMMIGRAZIONE

I partiti di destra infiammano le polemiche e si attivano contro l’immigrazione clandestina, spesso con affermazioni false che urlano di un’invasione straniera nel nostro paese, fonte di criminalità, di insicurezza e di pesi economici sottratti agli italiani. È una metodologia, quella delle fake news, tesa a creare un nemico da combattere e su questo creare consenso fondato sulla distanza tra realtà e percezione.

Veniamo un po’ alla realtà e ai dati e veniamo al Dossier Statistico Immigrazione di Idos e Istituto San Pio V, pressoché uguale allo studio del 2023 del Parlamento Europeo.

Queste le percentuali di immigrati nei maggiori paesi europei:

  • Svizzera 23%
  • Austria 15%
  • Spagna 14%
  • Svezia 12%
  • Germania 12%
  • Regno Unito 11%
  • Paesi Bassi 10%
  • Francia 9%
  • Italia 8,5%

Prima conclusione: non soffriamo di nessuna invasione e chi denuncia questo lo fa solo per motivi elettorali.

Passiamo ora a una analisi di costi e benefici:
A fine 2022 si stimano in circa 295 milioni i migranti nel mondo, ovvero le persone nate in un paese diverso da quello di residenza, con la previsione di superare la soglia dei 300 milioni nel 2023: circa un abitante della Terra ogni 30. In particolare, quelli con effettiva cittadinanza estera sarebbero nel 2022 oltre 183 milioni. A costoro si aggiungono i 62,5 milioni di sfollati interni (persone che hanno lasciato la propria casa ma non il proprio paese, potenziali richiedenti asilo nel medio termine), i quali, insieme ai 35 milioni di richiedenti e titolari di protezione e ad altre categorie specifiche (5,9 milioni di rifugiati palestinesi del 1948 e loro discendenti di competenza dell’Unrwa, e 5,2 milioni di venezuelani sfollati all’estero senza aver fatto domanda di asilo), portano a 108,4 milioni i migranti forzati nel mondo (nel 2000 erano appena 20 milioni). Ben il 40% di essi è costituito da minorenni.

Il numero dei cittadini stranieri residenti in Italia – immigrati o nati nel paese – si è assestato, nell’ultimo quinquennio, sui 5 milioni (5.050.257 il dato provvisorio del 2022, l’8,6% della popolazione), mentre sono saliti a quasi 6 milioni gli italiani residenti all’estero (erano 4 milioni nel 2010), che nel 2018 avevano conosciuto un picco di espatri (155.900) gradualmente ridottosi nei 4 anni successivi (82.500 nel 2022).

È una stabilità, quella delle presenze straniere in Italia, che ridimensiona la retorica dell’invasione.

Pur a fronte di questo quadro, continua ad essere positivo il contributo degli immigrati all’economia italiana e al suo sistema di protezione sociale: nel 2021 il saldo tra spese (28,2 miliardi di euro) e introiti (34,7 miliardi di euro) dello stato imputabili all’immigrazione ha segnato un guadagno per l’erario pubblico di 6,5 miliardi di euro, fortemente cresciuto rispetto al 2020 (circa 1 miliardo di euro in più) grazie alla ripresa post-pandemica dei settori in cui gli stranieri sono più impiegati.

Possiamo concludere che:

  1. non c’è nessuna invasione;
  2. c’è totale impreparazione nel gestire con efficienza la situazione;
  3. nell’attuale crollo demografico italiano abbiamo assoluto bisogno di immigrazione per far fronte alle esigenze sociali.

La retorica che vede, all’aumentare della presenza di stranieri, un aumento del numero di reati è smentita dai dati. Secondo il Censis, nel decennio che va dal 2012 al 2022 il numero di denunce in Italia è calato del 25%. Mentre anche i numeri dall’associazione Antigone, sulla popolazione carceraria straniera, ci raccontano una realtà diversa. La propaganda anti immigrazione incide sulla percezione che i cittadini che ne hanno e sulle dinamiche sui risultati delle elezioni elettorali e sui sondaggi.

 

 

Sinistra e centro sinistra

È evidente il numero della percentuale di non votanti è in progressivo aumento e credo che molti elettori di centrosinistra siano delusi dall’atteggiamento dei partiti progressisti inclini alla perdita dei valori tradizionali della sinistra.

È incomprensibile, prevalentemente per giovani elettori, giustificare l’aumento delle spese militari, del sostanziale silenzio dinanzi all’atroce genocidio della popolazione palestinese e di bambini, senza che una buona percentuale di giovani elettori abbandoni le urne.

In generale la sinistra dovrebbe ritrovare i suoi valori. Anche il linguaggio, insieme al degrado, di livello infimo e degno di un’osteria incide più che notevolmente.

Se è vero che poco più dell’8% dei paesi del globo e circa il 15% della popolazione globale vive nei sistemi democratici liberali, il compito principale delle nostre democrazie è riaffermare i principi democratici che hanno fatto grande il mondo e fare crescere la bandiera della libertà e i principali valori dei sistemi democratici, senza dimenticare i rapporti con sistemi diversi. È vero anche che l’Europa deve riaffermare i propri valori e la sua importanza dinanzi al degrado evidente della politica dinanzi allo strapotere della finanza.

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Ex Avvocato. Ex Senatore della Repubblica. Ex presidente di Cinecittà Holding. Attuale direttore di Italian Film Fest, festival del cinema Italiano in Brasile. Direttore di Polis, scuola di formazione politica con sede a Sao Paulo (Brasile).

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