La Conferenza Nazionale dei Garanti dei Detenuti ha espresso la sua più profonda indignazione alle parole del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, espresse nel corso della presentazione della nuova auto della Polizia Penitenziaria, definendole “inaccettabili perché profondamente offensive della dignità umana delle persone che vivono in condizione di privazione della libertà personale e perché dette espressamente in violazione dei basilari principi costituzionali in tema di esecuzione penale”.
La risposta dei Garanti è stata immediata: “Ci indigna l’intima gioia per la sofferenza dei carcerati. Parole prive di umanità e dignità istituzionale”.
Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali delle Persone Private della Libertà Personale, ha sottolineato, in un comunicato, che le parole di Delmastro sono di una gravità inaudita, soprattutto perché pronunciate da un rappresentante del Governo. Inoltre, sono parole funzionali a rappresentare una visione stereotipata e distorta della vita penitenziaria che finisce anche per delegittimare il complesso e delicato lavoro di tutti gli operatori penitenziari e, in particolare, della Polizia Penitenziaria.
“Per noi Garanti, la comunità penitenziaria è costituita da detenuti e ‘detenenti’ che, come luogo di riscatto personale, deve essere sempre caratterizzata dal rispetto reciproco, dalla non violenza e dalla tutela della dignità delle persone. È evidente che, pronunciando queste parole, il sottosegretario alla Giustizia dimostra di non conoscere nemmeno il motto della Polizia Penitenziaria ‘Despondere spem est munus nostrum’”.
Il deputato Giovanni Donzelli ha replicato che le parole di Delmastro, nel presentare le vetture per il trasferimento di mafiosi e terroristi a regime di carcere duro, hanno il chiaro significato di non dare tregua e fiato ai mafiosi al 41 bis e alla criminalità organizzata.
