Il crollo inevitabile dell’Unione Sovietica spinse Francis Fukuyama a scrivere il suo celebre articolo, “La Fine della Storia?”. L’idea centrale dell’articolo era che, sebbene la storia come passaggio del tempo non si sarebbe fermata, si sarebbe invece conclusa l’epoca dei conflitti ideologici, delle rivoluzioni globali e delle guerre. Fukuyama proclamò la vittoria definitiva della Pax Americana, ossia il mondo guidato dall’America, che aveva trionfato sul totalitarismo sovietico. Purtroppo, egli si sbagliava.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti assunsero il ruolo guida nell’unire principalmente i paesi occidentali che aderivano ai valori umani universali, definiti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sviluppata con il diretto coinvolgimento e l’impegno di Eleanor Roosevelt, moglie del presidente Franklin D. Roosevelt. Tale dichiarazione, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, costituisce insieme alla Carta dell’ONU il fondamento del diritto internazionale moderno.

Gli Stati Uniti divennero effettivamente il leader del Mondo Libero – un mondo che riconosceva VALORI FONDAMENTALI quali: DIGNITÀ, LIBERTÀ, DEMOCRAZIA, STATO DI DIRITTO e UGUAGLIANZA.

La difesa costante e inflessibile di questi valori universali permise al Mondo Libero di essere più competitivo rispetto ai regimi totalitari. Questi valori hanno costituito le basi dello sviluppo economico, scientifico, tecnologico e culturale, superando nettamente i loro omologhi nel mondo totalitario. Tuttavia, il principio più rilevante affermato fu che l’essere umano è il valore sociale supremo.

La presidenza Trump: Un passaggio dai valori universali agli interessi economici

La prima presidenza di Donald Trump ha rappresentato un allontanamento dai valori universali a favore degli interessi nazionali. Tuttavia, Trump interpreta tali interessi esclusivamente attraverso la lente del profitto economico.

Durante il suo secondo mandato, egli ha proseguito il processo di indebolimento e svalutazione dei valori universali, che, per inciso, costituiscono la base morale della società americana.

Gli Stati Uniti sono una nazione costruita da immigrati. Coloro che vi giunsero si aspettavano di trovare un paese governato da dignità, libertà, democrazia, stato di diritto e uguaglianza – esattamente quei valori che distinguono il Mondo Libero dai regimi totalitari.

Il primo passo verso un nuovo impero

L’attacco di Putin all’Ucraina nel 2014 e la successiva invasione su larga scala del 2022 non erano semplicemente tentativi di conquistare l’Ucraina, bensì rappresentavano un totale mutamento dell’ordine globale.

Putin ha di fatto dichiarato una divisione del mondo in sfere d’influenza, come dimostra il suo ultimatum prima dell’invasione, in cui chiedeva alla NATO di estromettere tutti gli stati membri entrati dopo il crollo dell’URSS. Il suo obiettivo finale è il ripristino dell’Unione Sovietica, in qualsiasi forma, e il ristabilimento delle precedenti sfere d’influenza. La fase successiva sarebbe una nuova URSS che si estenderebbe “da Lisbona a Vladivostok”.

Per molti europei risulta poco chiaro il motivo per cui i loro leader abbiano sostenuto così fermamente Zelensky dopo il teso incontro alla Casa Bianca. Probabilmente la ragione sta nel fatto che non hanno ancora compreso appieno le reali minacce che hanno già iniziato a preoccupare seriamente i loro governi. Se Putin riuscirà a conquistare l’Ucraina, integrerà nel suo esercito, già superiore a 1,5 milioni di uomini, l’esercito ucraino di quasi un milione di soldati. Con queste forze combinate inizierà a prendere il controllo dei paesi ex sovietici e del blocco orientale, segnando la prima fase del progetto di una “Russia da Lisbona a Vladivostok”.

Mariupol, Bucha e Bakhmut potrebbero allora ripetersi ovunque in Europa.

La scommessa Trump-Putin e la ricerca della sicurezza

Sfortunatamente, molti europei coltivano ancora illusioni e non considerano sufficientemente realistica la possibilità di scenari catastrofici. Tuttavia, oggi l’ipotesi che Trump possa “consegnare” l’Europa a Putin—in cambio di qualcosa di allettante come un accordo congiunto sull’Artico o simili compromessi geopolitici—sembra assolutamente realistica. Trump lo farebbe probabilmente senza esitazione e giustificandosi sostenendo che l’Europa ne è essa stessa responsabile.

Secondo Bloomberg, Putin ha accettato di agire da mediatore nei negoziati nucleari USA-Iran. Contemporaneamente, secondo Reuters, Trump ha imposto tariffe su Cina, Canada e Messico, variabili dal 25% al 10 %. Tutto ciò indica che gli Stati Uniti non stanno solo cessando di essere il leader del Mondo Libero, ma stanno anche diventando un partner e alleato sempre più inaffidabile e inadeguato.

Di conseguenza, l’Europa affronta due domande cruciali.

  1. Chi guiderà il Mondo Libero?
  2. Come può l’Europa garantire la propria sicurezza?

L’Europa ha deciso di iniziare affrontando la seconda domanda. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha introdotto il piano “ReArm Europe” per aumentare le spese militari dell’UE, dichiarando che l’Europa può mobilitare circa 800 miliardi di euro a tal fine.

Non soltanto i leader europei, ma anche i cittadini comuni devono comprendere chiaramente la minaccia rappresentata dalla Russia e dal suo regime criminale. Attualmente, l’Ucraina rappresenta l’ultima barriera che protegge l’Europa dalla sottomissione. Se cade l’Ucraina, l’Europa è destinata a perire. Anche se tali affermazioni suscitano ancora sorrisi sarcastici in alcuni, gli attuali cambiamenti politici suggeriscono che gli scenari peggiori devono essere presi sul serio.

Il fattore NATO e l’indipendenza della sicurezza europea

Gli europei devono inoltre riconoscere l’elevata probabilità che gli Stati Uniti non adempiranno ai propri obblighi NATO, specialmente quelli previsti dall’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico. Questo implica che l’Europa deve garantire autonomamente la propria sicurezza.

Pertanto, appare logico e inevitabile che se l’UE oggi guida il processo di difesa dell’Europa, allora anche la leadership del Mondo Libero debba essere assunta da questa istituzione unica.

In questo momento, l’Unione Europea affronta una scelta esistenziale:

Combattere e vincere. O arrendersi e perire.

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Dottore di ricerca in Giurisprudenza, Responsabile della ONG “Fondazione per gli studi europei e sulla sicurezza”. Capo del Dipartimento di Globalizzazione, Integrazione Europea e Gestione della Sicurezza Nazionale Accademia Nazionale della Pubblica Amministrazione diretta dal Presidente dell’Ucraina (2017-2021)

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