Il quotidiano La Repubblica Sabato 15 Marzo ha offerto ai lettori il Manifesto di Ventotene, con il quale un gruppo di intellettuali antifascisti, invitati al confino nella isola pontina, lanciavano un segnale di speranza finalizzata a costruire il futuro comune dei paesi europei usciti dalla guerra (il Manifesto è stato pubblicato nel 1944).
Si dava vita, nella piccola isola, ad una grande e visionaria costruzione politica, che, purtroppo non ha poi trovato la auspicata attuazione a causa del ritorno di immotivati egoismi nazionali. L’Europa di Ventotene non è ancora stata realizzata, ma oggi gli eventi politici ed economici ci impongono di tornare a riflettere sul messaggio lasciatoci dai confinati dell’isola pontina. Oggi, come allora, l’Europa deve riflettere su se stessa e darsi, finalmente le strutture per essere soggetto politico, pena la sua irrilevanza politica ed economica.
Purtroppo, il continuare ad agire in ordine sparso, per lucrare una vana primazia presso chi effettivamente decide, non solo non ha giovato ai singoli Paesi, ma ha contribuito a rendere l’Europa ancora più marginale, nello scacchiere mondiale, dove (ormai hanno un ruolo solo: Cina,Stati Uniti e Russia).
La manifestazione è stata, dunque, l’occasione per dare vita ad una riflessione critica che, lungi dall’essere di contrapposizione (non è chiaro a cosa) possa costituire il lievito per riscoprire le comuni radici europee, che per forza di cose sono cristiane, e su di esse fondare la nuova Europa e la sua recuperata dignità ed autorevolezza, requisiti questi che derivano dalla sua storia.
