L’uso delle parole è sempre più spesso tradito, dall’uso limitato che ne facciamo, dall’uso distorto, dimentichi del fatto che le parole esprimono idee, concetti, valori, significati, o quando nella realtà facciamo finta che non esistano.

E’ ciò che accade al nostro testo costituzionale, è ciò che è accaduto al testo del Manifesto di Ventotene estrapolando una frase dal suo contesto con il chiaro intento di travisarle.

La nostra Costituzione è spesso dimenticata, sottoposta a una strisciante revisione.

Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale: non vi è chi non veda che questa affermazione di principio è largamente disattesa sotto vari fondamentali aspetti.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva par partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale. Abbiamo di fatto invece costruito differenze, privilegi, che ci rendono non uguali dinanzi alla legge.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. Abbiamo invece consentito un sistema dove la violenza è prassi, nelle carceri e nei CPR. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non mi soffermo più di tanto per dimostrare la totale inutilità’ di tale sacrosanta affermazione , abbiamo costruito un vero inferno senza la minima possibilità’ di rieducazione.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. La situazione sanitaria è l’esatto l’opposto, tuteliamo e garantiamo solo chi può permettersi di pagare.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Anche qui vediamo quanto la realtà’ sia diversa e distante da questo principio

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore. C’è’ bisogno di commentare?

Mi sono limitato a evidenti anomalie tra quello che prescrive la nostra Costituzione e la realtà ma molte altre sono le distorsioni che abbiamo creato. Prima e più evidente la situazione carceraria dove vi sono circa 17.000 tossicodipendenti che avrebbero bisogno di essere curati in apposite strutture e circa 4.000 malati di mente che non vengono minimamente curati . Faccio presente che oggi un detenuto costa alla comunità’ quasi 100 euro al giorno e invece una persona affidata a comunità di recupero circa 60 euro. Abbiamo molte ville sottratte alla mafia che con poca spesa potrebbero accogliere malati di mente.

Dobbiamo prendere atto che ormai in larghissima parte l’iniziativa legislativa è ormai demandata al governo e l’iniziativa parlamentare è ridottissima con evidente spregio del Parlamento.

Dobbiamo sottolineare che i partiti non esistono più mentre la nostra costituzione li considerava il luogo della organizzazione della politica.

Dovremmo poi essere allarmati della scarsa considerazione che i cittadini , spesso i più’ giovani, hanno della democrazia a vantaggio di sistemi , per lo più presidenziali , dove vive l’uomo solo al comando ed è preoccupante questa deriva incompatibile con una democrazia compiuta.

Ai partiti dell’attuale opposizione basterebbe guardare a queste distorsioni per fare un programma politico e costituire una alternativa.

La assoluta priorità è quella di attuare la nostra Costituzione.

Autore

  • Ex Avvocato. Ex Senatore della Repubblica. Ex presidente di Cinecittà Holding. Attuale direttore di Italian Film Fest, festival del cinema Italiano in Brasile. Direttore di Polis, scuola di formazione politica con sede a Sao Paulo (Brasile).

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