Tutti cercano di affrontare il tema del sovraffollamento carcerario nei modi più bizzarri, ma in tutti questi anni trascorsi nel vedere l’evoluzione del carcere e del suo sistema, devo dire con certezza assoluta, dopo l’indulto del 2006 si è fatto veramente poco. Inoltre, in questo ultimo periodo con tutte le circolari di Delmastro il carcere è diventato un luogo inaccessibile per tutte quelle iniziative dove il detenuto trova un conforto. Addirittura, si è arrivati a vietare la Via Crucis nel carcere di Genova. Pertanto, uno dei punti iniziali se io fossi per un giorno Ministro della Giustizia eliminerei tutte le circolari che ha prodotto questo individuo, che non solo non conosce il carcere, ma si permette di fare una riunione informale del suo gabinetto in un ristorante romano, dove lui è in società con la figlia un prestanome di un soggetto criminale importante di Roma.
Inoltre, farei due o tre provvedimenti seri, per diminuire il sovraffollamento del carcere.
Primo provvedimento: Aumentare subito il personale nell’ufficio di Sorveglianza dei Tribunali, sia Giudici di Sorveglianza che personale alle cancellerie, affinché una richiesta di un detenuto che è nei termini di legge per usufruire di un beneficio, tipo affidamento ai servizi sociali, detenzione per malattia o semilibertà con richiesta di lavoro, non debbano più aspettare anni prima di avere una fissazione da parte del Tribunale. Questo porterebbe ad un significativo svuotamento del carcere, e non costerebbe molto in termini economici, per il personale si potrebbe attingere a tutti i magistrati che sono chiusi nelle stanze del Ministero di Grazia e Giustizia.
Secondo provvedimento: Il lavoro, uno dei punti fondamentali per un detenuto, sicuramente trovando un lavoro che ti permetta di vivere decentemente, questo ti permette che non ci sia recidiva, e questa mi affermazione viene confermata dai dati del ministero della Giustizia. Pertanto, esiste una legge 68/99 che promuove l’inserimento e l’integrazione lavorativa nel mondo del lavoro attraverso il “collocamento mirato”, prevedendo obblighi di assunzione per aziende pubbliche e private proporzionali alla dimensione dell’organico. Questa legge è stata fatta per le persone con disabilità, ed hanno dato alle aziende degli incentivi pari al 70 % di sgravi sui contributi. Basterebbe che in questa legge, già esistente, non causando danni economici allo Stato, inserissero la voce “Soggetti fragili sociali”. Esempio se una ditta o azienda pubblica (in questo caso l’art 27 della costituzione avrebbe il vero senso) con 50 o più dipendenti, l’obbligo di assumere il 7% della quota lavoratori computabili, oltre all’uno % destinata ad altre categorie protette. Questo porterebbe più assunzioni e lavoratori che economicamente non vengono sfruttati, come quasi sempre avviene per le persone detenute.
Terzo provvedimento: La cancellazione dal casellario Giudiziario quando una persona detenuta ha scontato tutta la sua pena. Questo punto è fondamentale, come potete immaginare le persone detenute sono marchiate a vita, questo anche grazie al casellario, mettiamo il caso che una persona detenuta ha scontato la sua pena, e se riesca a trovare un lavoro gli chiedono il Casellario Giudiziario, non i carichi pendenti. Il casellario racconta tutta la storia giuridica della persona, chiaramente dopo aver fatto un colloquio di lavoro tu porti questa documentazione, se ti conosce ed è un amico e parente, non ci sono problemi, il datore di lavoro è consapevole del tuo passato. Ma se un privato che non ti conosce, ma ti sceglie per le qualità lavorative, allora viene il problema, la maggior parte ti dice ti faccio sapere, e poi spariscono, alcuni capiscono e ti assumono lo stesso. Ma questo si può evitare, finita la pena detentiva non ci può essere una pena accessoria, può non comparire nel Casellario Giudiziario, ad esclusione i reati del tipo “violenza su minori etc..”, ma rimanendo negli archivi delle forze dell’ordine. Questo non comporta nessuna spesa aggiuntiva per lo Stato, ma darebbe più opportunità lavorative per le persone detenute.
Ecco, se io fossi… ma io sono Marco che combatto tutti i giorni per dare voce alle persone che voce non hanno.
