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Autore: Marco Costantini
Attivista Sbarre di zucchero, da molto tempo cerco di dare voce alle persone recluse, sono laureato in Giurisprudenza, ho scritto diversi libri e partecipato a consorsi letterari. Sono nato a Roma dove vivo e lavoro
Il 17 agosto scorso, nel carcere di Pordenone un ragazzo egiziano si è tolto la vita appiccando il fuoco al proprio materasso. Mentre la città piange una giovane esistenza spezzata, la rete si trasforma nell’ennesima arena di livore. Una vita spezzata a diciannove anni A diciannove anni si dovrebbe immaginare il futuro, sognare, commettere errori e avere il tempo di rimediarvi. Karam Mamdouh Mohamed Khodair Mamdouh quel tempo non lo avrà mai più. La sua vita si è fermata nella tarda serata di lunedì 17 agosto, dentro una cella del carcere di Pordenone, al termine di una spirale di solitudine…
Annunciata come una svolta d’epoca per svuotare le carceri, la nuova misura per l’invio dei detenuti con dipendenze nelle comunità terapeutiche si rivela per ciò che è: un capolavoro di illusionismo burocratico dove i numeri non tornano e i posti reali coprono appena il 2% del fabbisogno. Ci voleva il genio della politica nostrana per inventare un sistema in grado di risolvere due problemi contemporaneamente: il sovraffollamento carcerario e la solitudine delle festività natalizie. Come? Con la grande “Tombola della Speranza”, la nuova ed entusiasmante attrazione del sistema penitenziario italiano. Il funzionamento è di una semplicità disarmante. Da un lato…
C’è un copione stanco che si ripete puntuale due volte all’anno, a dicembre e ad agosto, quando il Paese si ferma per le vacanze ma la politica si ricorda improvvisamente che esistono le patrie galere. È la fiera delle visite in carcere: parlamentari in cerca di visibilità, garanti, delegazioni e comitive istituzionali che sfilano tra i corridoi blindati con l’aria grave, pronte a immortalare il momento con un comunicato stampa o uno scatto social. Una girandola ipocrita che non sposta di un millimetro la polvere sotto cui marciscono i diritti umani. Appena si spengono i riflettori di queste ispezioni a…
Il sovraffollamento carcerario in Italia non è più un’emergenza cronica: è diventato un sistema di scientifica degradazione dell’essere umano. L’ultimo provvedimento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) riguardante le carceri in Toscana ne è la prova più lampante e agghiacciante. Autorizzare, o costringere di fatto, i detenuti a dormire sul pavimento, ammassati su materassi di fortuna, non è una “soluzione logistica temporanea”. È la firma in calce al fallimento dello Stato di diritto. Mentre dal Ministero della Giustizia continuano a piovere slogan sulla sicurezza, sulla certezza della pena e su fantomatici piani di edilizia penitenziaria, la realtà che si respira (e…
Con l’arrivo dell’estate, la condizione delle carceri italiane torna a mostrarsi in tutta la sua durezza. Celle sovraffollate, impianti vecchi, spazi ridotti al minimo e temperature interne che possono superare i 35 gradi trasformano la detenzione in una prova fisica e psicologica sempre più estrema. In molti istituti, stanze nate per due persone ne ospitano quattro o cinque; i letti a castello ostacolano la circolazione dell’aria e le finestre, spesso schermate da fitte reti metalliche, trattengono il calore invece di lasciarlo uscire. Il problema non è nuovo, ma durante i mesi più caldi diventa esplosivo. Il sovraffollamento cronico esaspera ogni…
Tutti cercano di affrontare il tema del sovraffollamento carcerario nei modi più bizzarri, ma in tutti questi anni trascorsi nel vedere l’evoluzione del carcere e del suo sistema, devo dire con certezza assoluta, dopo l’indulto del 2006 si è fatto veramente poco. Inoltre, in questo ultimo periodo con tutte le circolari di Delmastro il carcere è diventato un luogo inaccessibile per tutte quelle iniziative dove il detenuto trova un conforto. Addirittura, si è arrivati a vietare la Via Crucis nel carcere di Genova. Pertanto, uno dei punti iniziali se io fossi per un giorno Ministro della Giustizia eliminerei tutte le…
Che l’attuale governo abbia deciso di dichiarare guerra alle nuove generazioni è stato chiaro fin dall’inizio, fin dal primo Consiglio dei ministri nel quale fu introdotto il reato di rave party. Come se fosse questa la priorità del Paese. È un gioco antico: per distrarre dai veri problemi, se ne creano di fittizi e si promette di risolverli con il pugno di ferro. Oggi il governo ha vinto: attorno ai più giovani si è creato un vero panico morale. Ci sono riusciti. La popolazione è terrorizzata da adolescenti, baby gang, minori stranieri non accompagnati. Talmente terrorizzata da denunciare qualsiasi loro comportamento, anche quelli dalla scarsissima o…
Con lui come responsabile del Dap l’anno 2025 porta dei dati spaventosi: 254 decessi. Tra questi 76 suicidi, 125 decessi per cause naturali; 50 decessi per cause da accertare; 3 decessi accidentali. Fonte dati Garante Nazionale Cinquanta morti di cui non si conoscono le cause, un numero raggelante che non si sa se andrà ad aumentare quello dei suicidi o quello delle morti per malattia, assenza di cura, abbandono, vecchiaia. Resta lo sconforto profondo per un sistema carcere che è sempre di più voluto soltanto come pena, sempre di più sottratto alla sua funzione costituzionale di reintegrazione di chi ha…
Che a Casal di Marmo la situazione fosse esplosiva lo sapevano in tanti. Il cappellano in più di un’occasione aveva detto alla dirigenza «qui o si interviene o scappa il morto», una suora aveva affrontato a viso aperto un agente violento, un’educatrice era stata aggredita verbalmente da un altro poliziotto, una collega aveva scritto lettere alla direzione. I racconti di diverse persone che lavorano nella struttura – raccolti dal Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria – sembrano la trama di un film, in cui i giovanissimi detenuti fumano hashish in cella dopo averlo comprato dai poliziotti, che a volte si presentano in…
In questo periodo di chiusura ho ripreso la mia passione, la scrittura, che tante volte mi ha salvato nel lungo periodo di detenzione. Ho iniziato a vedere i concorsi letterari in giro per l’Italia, ed ho iniziato a partecipare. Chiaramente il mio scopo non era vincere un concorso, ma occupare il tempo nel migliore dei modi. Così girando sui siti dedicati, ho letto di questo concorso, il titolo mi piaceva molto, “Raccontami una foto, una giornata particolare”, praticamente bisognava partire da una foto che ti aveva reso felice in quella giornata e descrivere il tutto. Così mi è venuta in…

