Autore: Marco Costantini

Attivista Sbarre di zucchero, da molto tempo cerco di dare voce alle persone recluse, sono laureato in Giurisprudenza, ho scritto diversi libri e partecipato a consorsi letterari. Sono nato a Roma dove vivo e lavoro

Non avevo dormito. La notte, dopo un’attesa che era sembrata lunga un’eternità, era passata in un turbinio di pensieri. Da tempo non provavo la sensazione di una serata di libertà, un’occasione di uscire da quelle mura che mi avevano inghiottito per anni. Sapevo che avrei calcato il palco del Teatro Argentina di Roma, un nome che da solo pesava come un macigno sulla mia anima, e che lo avrei fatto con i miei compagni, i miei fratelli di sventura e di arte. Le persone a me più care erano in platea. La mia mente era un vulcano di sensazioni contrastanti:…

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Un uomo detenuto è stato da poco trasferito da San Vittore a Opera. È padre di una bambina di cinque anni e fino a un paio di mesi fa poteva sentire il papà al telefono sei volte a settimana e non vedeva l’ora che arrivasse il sabato per andare a trovarlo, nel carcere milanese di San Vittore. Ora, il papà può sentirlo al massimo sei volte al mese e lo può andare a trovare solo un sabato, nell’istituto di Opera. Questa bambina sta soffrendo. Ogni visita si trasforma in un percorso ad ostacoli. Ogni volta in cui va a trovare…

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Una sentenza che riporta il carcere nei tempi del medioevo, la prima domanda che mi pongo, il ministero di Grazia e Giustizia ha fatto ricorso verso una sentenza di un Magistrato di Sorveglianza per l’utilizzo di una borsa frigo per conservare gli alimenti. Ma il divieto dell’uso della borsa refrigerante combacia con lo scopo del regime speciale? Queste sono le domande fondamentali che mi pongo, come può una borsa frigo venduta all’interno del carcere può essere così pericolosa per un detenuto del 41 bis. Veniamo al fatto: Con la sentenza numero 34609, la Corte Suprema conferma il divieto per i…

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La drammaticità della situazione carceraria impone soluzioni nuove, originali e realistiche, raccogliendo gli appelli accorati di papa Francesco, di papa Leone, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il grido di dolore del mondo penitenziario. La proposta di un indulto “differito” maturata in seno al convegno “Il diritto alla speranza nel cinquantennale dell’Ordinamento penitenziario, nell’anno del “Giubileo della Speranza” e nel triduo del Giubileo dei Detenuti intende coniugare responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione. Questo è l’incipit della proposta di indulto giubilare, un documento scritto da un gruppo di giuristi, filosofi, teologi, magistrati ed esperti della materia penitenziaria, coordinato da Nicola Mazzamuto,…

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In un domani ormai vicino tornerà pure Pasquino sentimento de rivorta de la Roma de ‘na vorta satiro e cronista del misfatto che chi governa ha sempre fatto. Tornerà più cattivo e più pungente Contro ’na classe dirigente Ormai sempre più potente Che de gnente mai se pente. De li mali che fa ar monno Che sta andando allo sprofondo. E poi co’tanta de quella boria Che j’ariva dalla gloria Ammascherati de giustizia e d’onestà Giudichino li mali della società: “E’ chi rubba pe’la droga e pe’la fame Er corpevole de tutto sto letame Che lo mettano in galera E…

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Le negazioni continuano… All’apertura dei sabati Giubilari, il Santo Padre dice: “Il Giubileo invita a ricominciare”.  Cara Meloni, queste parole hanno un senso profondo: ricominciare una nuova vita, ricominciare con nuove proposte politiche, oppure ricominciare da dove eravamo rimasti? Credo che sulla Giustizia questa parola “ricominciare” non trova la giusta collocazione, neppure dopo le parole del Santo Padre che in occasione dell’apertura della porta Santa a Rebibbia chiedeva un atto di clemenza dalla nostra politica. Neppure dopo le parole del nostro Presidente della Repubblica, che chiedeva di far respirare aria nuova alle persone recluse. Nelle carceri non si ricomincia, anzi…

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Ho aspettato dei giorni prima di scrivere sull’apertura della Porta Santa al carcere di Rebibbia, perché la mia mente è andata alla giornata del 22 settembre 2024, quando poco meno di cento persone hanno percorso Via della Conciliazione per approdare a Piazza San Pietro in attesa dell’Angelus. Non avevamo certezze, anzi sapevamo che il Santo Padre aveva letto le nostre lettere e ci stava aspettando. Per mesi abbiamo divulgato sui social questa data, dicendo chiaramente che dovevamo organizzarla con tutte quelle associazioni e partiti politici, garanti e quant’altro, avevano aderito alla marcia, poi senza presentarsi. Certo noi siamo un gruppo…

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Le parole pronunciate dal sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri, nel giorno di presentazione di un Suv che servirà per i trasferimenti dei detenuti dell’alta sicurezza, pesano come macigni sulla Giustizia Italiana. “Non li faremo respirare dietro quel vetro oscurato”, sta parlando dei detenuti, pochi giorni dopo dell’ottantesimo suicidio in carcere, dei detenuti che dovrebbe occuparsene. Qui non c’entra nulla destra sinistra, sulle carceri hanno fatto schifo tutti, e questo livello di umanità è veramente pericoloso. Alcuni ministri si sono indignati, altri hanno detto parole al momento, poi … il nulla più totale. Bisognava chiedere le dimissioni di questo…

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Il decreto sicurezza, approvato alla Camera il 18 settembre con 162 voti favorevoli, introduce oltre 20 nuovi reati, riflettendo l’approccio repressivo del governo di centrodestra verso la sicurezza. Tra le misure più controverse ci sono la criminalizzazione del blocco stradale e ferroviario, nuove norme contro le occupazioni abusive, e il reato di resistenza passiva, che potrebbe colpire detenuti e migranti nei centri di accoglienza. Le opposizioni criticano il decreto, definendolo incostituzionale e paragonando alcune norme a leggi “anti-Gandhi”. Altro punto delicato è la possibilità di non rinviare automaticamente la pena per le madri detenute con figli, suscitando timori di un aumento di bambini in carcere. Anche l’equiparazione delle infiorescenze di canapa industriale alla droga ha provocato proteste nel settore.

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In Italia è in atto una carneficina: quella dei suicidi in carcere. Quest’anno, finora, ce ne sono stati più di 60, uno ogni tre giorni. A questi si aggiungono sei guardie carcerarie che si sono tolte la vita: una al mese, vittime di un sistema tremendo e crudele, esistenze sacrificate sull’altare della pena, sia di chi custodisce sia di chi è custodito. Un massacro che promette di non arrestarsi, soprattutto in estate, quando il caldo rende la detenzione un’abominevole tortura. Di quello che succede negli istituti di pena, infatti, non importa a nessuno, se non a quelle associazioni e partiti…

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