Arrivano improvvise, unite a battiti intensi,
a lievi fruscii; basta una voce attesa,
un brillio di stelle, una presenza di vita.
Mi sento libera e prigioniera a un tempo.
Libera di godere piano, di gustare qualcosa
di speciale, di irripetibile, di solamente mio.
Prigioniera del fascino della loro intensità,
del loro abbraccio. E triste, perché vorrei
prolungare gli attimi che già, invece,
si fanno deboli nella memoria.
Mi sento come un bambino che,
nei suoi primi giochi al pianoforte,
insiste sempre e solo su una nota,
senza riuscire ad andare oltre;
forse impaziente, ma forse invece pago
della musicalità del suo suono.
NOTA: immagine di Gianna Scarpitti – dipinto su carta con acrilico

