Sulle dimissioni del ministro della Difesa

A metà luglio 2026 nel governo ucraino sono avvenuti cambiamenti di personale che hanno suscitato forte risonanza pubblica e proteste interne. Il problema principale ha riguardato le dimissioni del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, che la società ucraina associa ai principali successi tecnologici del Paese, in particolare nel settore della difesa.

La comunità internazionale, e soprattutto i media mondiali, si sono subito inseriti attivamente nel dibattito, per lo più criticando Zelensky e sostenendo Fedorov. Esperti e osservatori politici stranieri hanno iniziato a pubblicare analisi sulle possibili ragioni delle dimissioni e previsioni sulle successive decisioni di personale e sulle loro conseguenze.

Leader e funzionari stranieri hanno cominciato a proporre all’ex ministro ucraino diversi incarichi e forme di collaborazione. In particolare, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha offerto a Mykhailo Fedorov un ruolo di consulente presso il Ministero della Difesa italiano. E questo mentre neppure in Ucraina era ancora chiaro il quadro completo né erano state prese decisioni definitive.

Proteste contro le dimissioni del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Foto: Wikipedia, CC BY-SA 4.0

Sulla sostituzione del comandante in capo dell’Ucraina

Il 21 luglio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la destituzione del comandante in capo delle Forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi e ha nominato al suo posto Mykhailo Drapatyi. Dal giorno seguente ha iniziato a circolare su X un’informazione apparentemente pubblicata dalla pagina del nuovo comandante in capo sui suoi programmi per il nuovo incarico. Anche questa notizia è stata ampiamente ripresa dalla stampa.

Il 26 luglio il portavoce dello Stato Maggiore delle Forze armate ucraine ha comunicato che ignoti avevano creato su X una falsa pagina di Drapatyi, acquistando persino il badge blu di verifica, e che dal 22 luglio diffondevano informazioni a nome del nuovo comandante in capo. Dopo l’intervento del Ministero ucraino della Trasformazione digitale presso l’amministrazione della piattaforma, X ha bloccato la pagina falsa, ma la disinformazione era già stata ampiamente utilizzata dai giornalisti.

Il 27 luglio Sky News ha pubblicato un’intervista al presidente Zelensky, nella quale ha commentato le decisioni di personale, in particolare nel settore della difesa.

Secondo Zelensky, tali decisioni erano dettate dalla necessità di risolvere i problemi di coordinamento tra il Ministero della Difesa e il comando militare e di garantire unità nelle decisioni sui compiti fondamentali durante la guerra. Il presidente ha parlato anche della preparazione a un inverno difficile e delle sfide legate alla mobilitazione.

Una parte della società è rimasta insoddisfatta e ha continuato a chiedere il ritorno dell’ex ministro della Difesa. Oltre alle discussioni sulle pressioni legate alla riorganizzazione dei processi interni, agli acquisti e alle gare d’appalto, bisogna considerare anche un altro tema molto sensibile in Ucraina. Al quinto anno di questa terribile guerra, gli ucraini vogliono disperatamente credere che al fronte sia possibile «sostituire le persone con i droni». Anche se oggi questo è poco realistico, tali speranze sono legate proprio al nome di Fedorov, che è diventato un simbolo di speranza.

La questione resta aperta

Ad oggi la questione resta aperta. Il 18 agosto la Verkhovna Rada dell’Ucraina riprenderà i lavori dopo la pausa delle sedute plenarie e, successivamente, dopo la presentazione ufficiale del Presidente, dovrà decidere sulle cariche dei ministri degli Esteri e della Difesa. Mykhailo Fedorov tornerà al suo incarico? – Probabilmente no. I cambiamenti di personale saranno migliori? – Per ora non lo sappiamo.

Il Presidente dell’Ucraina insieme ai vertici del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore. Foto: Wikipedia, CC BY 4.0

Senza dubbio, queste decisioni avranno un impatto sui processi nel settore della difesa ucraino e non solo. Tuttavia, proporrei al lettore europeo di spostare l’attenzione dalla domanda «Chi sarà il ministro della Difesa in Ucraina?» alla domanda «Questo influenzerà i piani del presidente russo?». Purtroppo, indipendentemente da chi sarà ministro della Difesa in Ucraina, Fedorov o Khmara[1], e da chi sarà comandante in capo delle Forze armate, Syrskyi o Drapatyi, il presidente russo PUTIN NON VUOLE PORRE FINE ALLA GUERRA (!).

Ed è questo il PROBLEMA PRINCIPALE su cui gli europei dovrebbero riflettere.

La Giornata della Marina russa senza marina

Sullo sfondo delle proteste «con i cartelli di cartone» in Ucraina, in Russia si è svolta recentemente una sorta di «parata di cartone». La Federazione Russa ha celebrato la Giornata della propria Marina militare senza flotta, davanti a una scenografia. Le autorità russe sono state costrette a rinunciare alla tradizionale grande parata navale. Al posto delle navi da guerra, il discorso e gli auguri si sono svolti davanti a un grande banner raffigurante un sottomarino. Sui social l’evento è stato deriso e definito un simbolo di ciò che la guerra ha fatto alla flotta russa.

Ma naturalmente non è questo l’aspetto più importante. Importante è il discorso pronunciato dal presidente russo durante le celebrazioni. È significativo per comprendere i piani della Federazione Russa di continuare la guerra e dimostra chiaramente che non bisogna aspettarsi una sua conclusione nel prossimo futuro.

Le tesi assurde del discorso del presidente russo

⇒ Putin ha dichiarato che «l’unico garante dell’integrità territoriale dell’Ucraina è stata ed è soltanto la Russia» (!). E questo nonostante sia stata proprio la Federazione Russa a occupare e annettere la Crimea e a inserire illegalmente nella propria Costituzione quattro regioni ucraine.

⇒ Ha ribadito che «la Russia non ha attaccato nessuno, ma ha soltanto risposto all’aggressione iniziata dall’Ucraina». Anche questa affermazione è una palese menzogna: nel 2014, quando la Russia attaccò la Crimea, l’Ucraina era uno Stato neutrale e non allineato e non vi era alcun motivo per un’aggressione. Nel 2022, anche seguendo la logica del presidente russo sulla «difesa del Donbass», ci si può chiedere perché allora le truppe russe avanzarono verso Kyiv e Kharkiv e tentarono di occupare le regioni di Kherson e Zaporizhzhia.

⇒ E ancora una volta ha parlato di «giustizia storica», con cui il leader russo intende la divisione dell’Ucraina tra Polonia, Romania e Ungheria (Ucraina occidentale) e Russia (Ucraina orientale e centrale). «Prima o poi accadrà sicuramente», ha sottolineato il dittatore.

Tutto ciò non fa che confermare l’intenzione di Putin di continuare questa sanguinosa guerra.

La realtà di Putin non corrisponde ai fatti

Sullo sfondo delle raffinerie e dei centri logistici in fiamme in tutta la Russia, e in assenza di qualsiasi dinamica positiva sul campo di battaglia, Putin continua a sostenere che «tutto procede secondo i piani». Ripete come un mantra che le truppe russe avanzano e «conquistano un centro abitato dopo l’altro».

Il 12 agosto il progetto OSINT ucraino DeepState (di cui si fidano molti media internazionali) ha aggiornato la mappa dei combattimenti, registrando una significativa avanzata delle forze ucraine. Secondo DeepState, le Forze di difesa ucraine hanno ripreso il controllo di 19 centri abitati e respinto le truppe russe in altri 6 settori. Per la portata dei cambiamenti sulla mappa, gli analisti di DeepState hanno paragonato gli eventi attuali alle maggiori operazioni offensive ucraine dall’inizio dell’invasione su vasta scala.

[1] Yevhen Khmara è attualmente ministro della Difesa ucraino ad interim.

Mappa aggiornata di DeepState. In azzurro sono indicate le aree liberate. Foto: https://t.me/DeepStateUA/23734

L’Ucraina non ha abbastanza mezzi per abbattere i missili russi

Allo stesso tempo, bisogna riconoscere che il principale vantaggio della Russia in questa fase della guerra restano i missili balistici. A causa di questi missili, gli ucraini muoiono nelle proprie case, a volte intere famiglie; muoiono sulle piattaforme ferroviarie mentre aspettano il loro treno e muoiono per strada, semplicemente senza riuscire a raggiungere in tempo un rifugio…

Secondo l’ONU nel luglio 2026 l’Ucraina ha registrato il numero più alto di vittime civili dal marzo 2022: almeno 437 morti, il 70% in più rispetto al luglio 2025. Purtroppo, questa tendenza è destinata ad aggravarsi.

E qui è difficile non concordare con il noto pubblicista ucraino Vitaliy Portnikov: oggi per Putin in Ucraina si è di fatto aperta una «finestra di opportunità» — Kyiv non ha abbastanza mezzi per intercettare i missili balistici russi. Secondo Zelensky, le forniture di missili per la difesa aerea si sono ridotte di tre volte rispetto allo stesso periodo del 2025. E questo è senza dubbio un ulteriore argomento per Putin per continuare le sue azioni aggressive.

 

Le terribili conseguenze dei bombardamenti russi su Kyiv. Foto: Iryna Medved.

L’Ucraina non è un «peso», ma un alleato prezioso

Tuttavia, è importante capire anche che l’Ucraina è cambiata.

Ha accumulato un’esperienza militare e tecnologica unica, ha iniziato a produrre autonomamente armi avanzate ed è diventata, di fatto, la «capitale mondiale dei droni». Come scrive Michael Weiss per gli Stati Uniti l’Ucraina non è più soltanto un destinatario di aiuti militari, ma è diventata un alleato militare e tecnologico di grande valore.

Sì, l’Ucraina dipende ancora in modo critico dai partner, soprattutto per i missili della difesa aerea. Ma se si smette di considerarla un «peso» e la si guarda come a un potenziale alleato utile, questo potrebbe rivelarsi il miglior investimento nel proprio futuro, perché:

Putin non vuole fermare la guerra;

Putin non fermerà la guerra;

bisogna costringerlo a farlo.

Oggi i partner aiutano noi, domani saremo noi ad aiutare. E nessuno sa quale sarà questo «domani».

Autore

  • È nata e vive a Kyiv. Ha conseguito la laurea alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Nazionale di Economia di Kyiv dove, e lì ha insegnato per oltre 20 anni. Per un periodo ha ricoperto la carica del vicedirettore della Cattedra di Regolamentazione Giuridica dell’Economia, dove gestiva le relazioni internazionali della Facoltà, è stata coordinatrice di un progetto didattico internazionale nell’ambito del Programma EU TEMPUS TACIS. È sposata da 20 anni e ha due figlie. Scrive poesie. Recentemente ha iniziato la collaborazione con il giornale online TUTTI Europa 2030.

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