Vannacci vestito da imperatore romano vola alto con la fantasia. Forse s’incorona imperatore per il potere sconfinato detenuto dai successori di Cesare Ottaviano Augusto, o forse per coltivare l’idea dell’uomo forte in modo da intercettare più voti di destra nelle elezioni politiche del 2027 a scapito di Meloni, Salvini e Tajani.
Veniamo ai fatti. La fantasia narcisistica dell’ex comandante della Folgore scorrazza impetuosa sui canali di Internet sostenuta dall’intelligenza artificiale. Il presidente di Futuro nazionale in un video costruito con l’intelligenza artificiale appare nei panni di un imperatore romano. Appare seduto nella tribuna autorità del Colosseo assieme a Giorgia Meloni e a Ignazio La Russa. Non è proprio un pacifista. Con il pollice verso condanna a morte nell’arena Giuseppe Conte (cinquestelle), Elly Schlein (democratici), l’ex premier Romano Prodi, la già presidente della Camera Laura Boldrini. Sono i suoi nemici destinati a essere sbranati dai leoni. Meloni è appena una comprimaria; Salvini e Tajani mancano. Strano. Con i suoi tre competitori di destra-centro da tempo polemizza e si scontra duramente, cercando di sottrarre più consensi possibili in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo.
L’ambientazione del video non ha grandi pretese. Non c’entrano i libri di storia ma il cinema di Hollywood. La scenografia è ripresa da “Il gladiatore”, un film americano di grandissimo successo.
Conte non la prende bene: «Vannacci incita alla violenza, ma non ci intimorisce». Se qualcuno avesse avuto il dubbio che l’ex generale non fosse al corrente del video rilanciato su Internet tramite Instagram, subito viene smentito. Roberto Vannacci vestito da imperatore romano è lui. Replica: «Conte strilla come una cornacchia per un video palesemente irreale. Prima bisognava stare attenti a salutare un amico perché si rischiava di essere accusati di aver fatto il saluto romano». La risposta però risulta debole. Il video è «palesemente irreale» ma la storia ci insegna che le minacce di violenze verbali, virtuali, molte volte si trasformano in tragedie reali. È stato così nell’ascesa del fascismo negli anni Venti. Così è andata negli anni Settanta e Ottanta, quando l’Italia fu insanguinata dal terrorismo nero e rosso. Per quanto riguarda il saluto romano, divenne un saluto fascista nel Ventennio mussoliniano e certamente non fu un gesto di pace.
Giorgia Meloni scarica senza esitazioni l’ex generale, non vuole essere risucchiata nell’angolo di una destra autoritaria. Dice: «Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico». La politica si fa col dialogo, il consenso, il voto e, sostiene, «mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario». La presidente del Consiglio ha faticato molto per convertire Fratelli d’Italia da piccolo partito post fascista e soprattutto post missino in una forza di destra democratica, non vuole correre il rischio di perdere i tanti voti moderati ottenuti.
Vannacci raccoglie il modello comunicativo dell’America autoritaria di Trump, lo utilizza per la campagna elettorale della “destra vera”, identitaria, la sua. Il presidente degli Stati Uniti e il supermiliardario Elon Musk suo ex alleato da tempo giocano con i video costruiti con l’intelligenza artificiale. Donald Trump ha diffuso su Internet dei filmati egocentrici, diciamo così, nei quali è finanche raffigurato nelle vesti di Gesù Cristo che guarisce i malati. L’obiettivo è “bucare” la comunicazione, far crescere i consensi e i voti. Tuttavia il presidente statunitense vede un crollo della sua immagine nei sondaggi ed è in allarme per il probabile esito negativo delle elezioni di medio termine di novembre per rinnovare il Congresso.
Per Vannacci, però, non sembra andare così. A fine gennaio, quando già sta per abbandonare la Lega di Salvini, sprizza ottimismo sui suoi futuri successi elettorali. I giornalisti domandano: avrà il 2% dei voti? Egli risponde alzando la palla alle stelle: «Io non mi accontento, non sono un tipo che si accontenta. Punto in alto. Voglio di più. Il sei, il dieci, il quindici, il venti per cento». Ora i sondaggi elettorali di agosto addirittura lo premiano con oltre il 7%. Se le stime sono esatte Futuro nazionale, il partito di destra radicale fondato a febbraio, da zero supererebbe la Lega di Salvini e Forza Italia di Tajani. Diventerebbe perfino il secondo partito di una nuova costellazione di destra-centro con in testa Fratelli d’Italia, la forza politica di Giorgia Meloni. Ruberebbe voti a Meloni, Salvini, Tajani e perfino ai cinquestelle di Conte, alzando la bandiera dello stop alle armi all’Ucraina che si difende dall’aggressione di Vladimir Putin. Molti voti li pescherebbe anche tra gli elettori ora astensionisti.
L’attuale maggioranza di destra-centro sarebbe ridotta a pezzi. Nascerebbero nuovi equilibri. Se restasse aperto il fossato tra Meloni e Vannacci un eventuale “campo largo” del centro-sinistra più grillini potrebbe anche spuntarla nel voto. Tuttavia le variabili sono tante e alle politiche manca ancora un anno: tutto può succedere. Alla fine Vannacci vestito da imperatore romano che decreta la morte dei nemici potrebbe restare solo come una operazione di grande fantasia mediatica e digitale con caratteristiche autoritarie.

