La più calda estate dal 2003 in avanti si chiude formalmente il 21 settembre e quindi possibile tirare un bilancio di quella che si potrebbe definire “l’estate dei nuovi mostri”. Ci riferiamo alla stagione musicale all’aperto che, anche tramite l’incessante vetrina dei social, ha mostrato il miserevole e più che commerciale stato della proposta sonora. Stante l’ormai cronica e irreversibile crisi del disco (chi li compra più nel mondo di Spotify e YouTube?) la risorsa della scalcagnata tribù dell’Italia canora, trova facile terreno nei due mesi di concentrata attività di concerti per sbarcare il lunario. La stampa fa il resto: pubblicizza i concerti ma non offre mai un resoconto su come sono andati. Ma Facebook e TikTok provvedono oscenamente a documentarci su quanto accade ed è una macchina della verità (e del tempo) assolutamente impietosa. Così capita di sbirciare l’esibizione dei Cugini di Campagna con un leader ormai più che ottantenne impegnati nella sagra del fungo porcino per constatare come il suo più anziano componente si pieghi in due per gli acciacchi dell’artrosi interrompendo l’esibizione, verrebbe dire per raggiunti limiti di età. Si può constatare come sulla scia di Elodie e Annalisa anche cantanti maschi più o meno stagionati ritengano indispensabile condire il proprio concerto con passi di danza e ausili coreutici.
E se Biagio Antonacci (63 anni) sgambetta ancora piacevolmente, i limiti di Riccardo Fogli (79 anni) appaiono evidenti. E non si capisce perché Tiziano Ferro (non vogliamo fare body shaming ma la sottolineatura sul suo soprappeso è necessaria) debba giovarsi di un ensemble di ballerini quando la sua voce in un certo senso basta e avanza. Inoltre ci sono carriere ristrette a questo mese. Un discorso che vale per Viola Valentino, sfiatata quanto basta, Fiordaliso, vecchia gloria sanremasca, quello che rimane di Johnson & Righeira (i segni dell’età sono impietosi). Se Al Bano ancora tira nei Paesi dell’est, piccoli divi nostrani accettano gli inviti in provincia. Destando a volte polemiche. C’è una Noemi che per troppo ardore cade dal palco e interrompe una tournée, una Emma che sgrana gli occhi per l’annullamento della sua esibizione a Milano per maltempo. Un Franco Simone, resuscitato al limbo, che dopo trenta anni ci fa sapere che la sua carriera è stata rovinata dalla malignità di Iva Zanicchi suscitando un tema che dovrebbe appassionare gli italiani ma che se non altro serve per resuscitarlo all’onore delle cronache. C’è una Formula Tre che ci fa ricordare di essere ancora viva e presente e naturalmente nel nome di Battisti mentre la PFM salva i suoi concerti grazie alla buonanima di De André (l’accoppiamento fu un’idea di Veltroni) anche se del complesso originario è rimasto ben poco e soprattutto manca una valida voce solista.
Ma, e si vuole, il fenomeno, è internazionale. L’Italia è il paradiso di vecchie star straniere di nome ma consunte dal tempo. Per un Eros Ramazzotti impegnato in un ambizioso World mondiale c’è un David Gilmour che fa rimpiangere gli antichi fasti dei Pink Floyd cantando i pezzi di quaranta anni fa ma con una potenzialità vocale ormai ridotta al minimo. Anche in questo senso siamo colonia se siamo disposti a spendere un biglietto esagerato per ascoltare i Jetro Thull, pallido ricordo di quello che furono. Infine, una spruzzata di volgarità: guardate i video dei concerti di Madame in cui, chissà perché, si discetta di rapporti sessuali senza alcun riferimento alla musica. Ecco perché parliamo di un’estate dei nuovi mostri. Un caravan serraglio in cui i Jalisse riescono a trovare uno spiraglio per resuscitare ai posteri ricordandoci le 27 esclusioni consecutive dal Festival di Sanremo…
