Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le espressioni di allarme su rischi e possibili catastrofi conseguenti ad un incontrollato utilizzo dell’intelligenza artificiale. Mentre scrivo, i quotidiani riportano in prima pagina che Dario Amodei, fondatore di Anthropic, chiede di frenare il ritmo di sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale. Segnalando l’uso della sua chatbot Claude da parte di un gruppo legato all’Iran contro la marina Usa.
L’intervento di Amodei giunge a poche ore da quello di Sam Altman, fondatore di OpenAI, l’azienda che ha inventato ChatGpt. Altman prospetta un coordinamento coordinato tra i grandi gruppi dell’AI.
Ancora più esplicitamente Demis Hassabis, il Nobel per la chimica che un mese fa ha lasciato la guida di Google Deep Mind, propone per l’AI un’autorità mondiale. E una governance internazionale con esperti indipendenti.
Soluzione di Open AI di un problema matematico del millennio
Vorrei qui riferire qualcosa sul crescente utilizzo dell’AI nella ricerca matematica, soprattutto negli ultimi mesi. Crescendo che è culminato l’8 settembre scorso, con la pubblicazione di un preprint di 166 pagine, firmato da OpenAI e contenente la soluzione del cosiddetto problema di Navier-Stokes.
Si tratta delle soluzioni dell’equazione di Navier-Stokes, scritta nel XIX secolo, e relativa alla dinamica dei fluidi, come l’acqua o l’aria. La piena comprensione delle soluzioni troverebbe applicazione in svariate applicazioni. Dall’aerodinamica e disegno di veicoli ad alta velocità, alla meteorologia e oceanografia, all’ingegneria biomedica, alla progettazione industriale di condutture per petrolio, gas, acqua.
Il problema di Navier-Stokes è uno dei sette Problemi del Millennio, elencati nell’anno 2000 dal Clay Institute di Cambrige, Massachusetts: sette tra i principali problemi matematici irrisolti che il XX secolo ha consegnato al nuovo millennio. Per la soluzione di ognuno dei sette problemi, il Clay Institute ha istituito un premio di un milione di dollari.
Dunque, nel pomeriggio dell’8 settembre, OpenAI ha reso pubblico un suo preprint, con la soluzione del problema di Navier-Stokes. La sera precedente, Tristan Buckmaster, del Courant Institute di New York, aveva pubblicato suoi recenti parziali risultati sul problema di Navier-Stokes, ottenuti con il collega Levent Alpöge, e utilizzando l’assistenza di Anthropic e di OpenAI. È più che plausibile che tali parziali risultati siano stati utilizzati il giorno dopo dalla sola OpenAI.
Naturalmente i matematici più addentro al problema hanno subito cercato di comprendere la soluzione di OpenAI. Al momento senza riscontrare lacune o errori nella dimostrazione.
Una lettera aperta sul recente grave disallineamento dell’AI in Matematica
In parallelo, un’ampia lettera aperta è stata firmata e diffusa da 25 tra i maggiori matematici viventi. Che avevano in comune l’essere stati insigniti della medaglia Fields, massimo riconoscimento internazionale per la ricerca matematica. Una sorta di Premio Nobel (che non esiste per la matematica), con le differenze che la medaglia Fields è stata assegnata solo a partire dal 1936, solo ogni 4 anni, e solo a matematici che non abbiano ancora compiuto i 40 anni di età.
La lettera aperta delle 25 medaglie Fields è stata sottoscritta, nei soli tre giorni successivi, da altri 6000 matematici. Nella lettera aperta si evidenziano i forti limiti di una dimostrazione artificiale come quella di OpenAI.
Più esplicitamente, la medaglia Fields italiana Alessio Figalli si esprime così in una recentissima intervista a Repubblica: “Oggi si può risolvere un problema senza aver capito nulla. Ma si perde il senso di tutto. Così l’intelligenza artificiale distrugge un’intera generazione di futuri matematici”.
Riporto qui un capoverso della lettera aperta delle 25 medaglie Fields:
“La comunità matematica funziona, sotto molti aspetti, come una versione in miniatura dell’umanità. È composta da individui che utilizzano una grande varietà di approcci diversi, uniti da valori fondamentali condivisi. Le risorse più preziose della nostra professione sono gli studenti e le idee, e ci prendiamo cura di entrambi con grande attenzione. … Agli studenti proponiamo spesso problemi con l’obiettivo fondamentale di sviluppare competenze che li mettano nelle condizioni migliori per compiere progressi nella ricerca e in altri ambiti. Le nostre idee vengono diffuse attraverso conferenze, discussioni private e scritti accuratamente elaborati, collegandole alle idee precedenti di altri. Questi processi richiedono invariabilmente tempo e si basano sull’interazione umana.”
La Magnifica humanitas di Leone XIV
Non è affatto sorprendente che la lettera aperta delle medaglie Fields risulta in piena assonanza con quello che è probabilmente il più autorevole documento sul tema dell’intelligenza artificiale. Mi riferisco all’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV. Ricordo incidentalmente che tra i titoli accademici dell’attuale Pontefice vi è anche una laurea in matematica. Sottotitolo della Magnifica humanitas è “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
L’enciclica è stata pubblicata il 15 maggio 2026, centotrentacinque anni esatti dalla celebre Rerum novarum di Leone XIII.
L’intelligenza artificiale di cui parla la Magnifica humanitas è certamente una fondamentale innovazione tecnica, ma è soprattutto un ambiente di vita e anche una nuova possibile forma di potere. La questione decisiva che l’enciclica propone non è quanto le macchine diventeranno simili a noi, o quanto ci supereranno in qualcosa. Ma è se nella nuova civiltà in cui viviamo, saremo capaci di continuare a riconoscere e conservare pienamente ciò che è umano.
