«La libertà è indivisibile:
o la possediamo tutti, o non siamo liberi.»
Martin Luther King jr
Non ci sfiora l’idea che possiamo sbagliare, avere una percezione errata della realtà, tale che non sia possibile accettare una visione diversa delle cose?
Siamo immersi in un mainstream di politica, media e scienza che ci educa persuadendoci di sapere già tutto, così non ci interessa mettere le nostre idee a confronto con quelle di chi la pensa diversamente e cerchiamo soltanto la conferma di quanto abbiamo appreso.
In questo clima, così come la nostra ragione ormai addomesticata, anche la vita umana (ovviamente quella degli altri) può apparire qualcosa di sacrificabile e l’omicidio un modo catartico di liberarsi dal pericolo di una lettura differente della realtà.

Nel drammatico scenario della società americana dilaniata da visioni antitetiche è stato colpito a morte Charlie Kirk, alle 12:23 di una mattina di sole durante un dibattito alla Utah Valley University organizzato da Turning Point USA, movimento fondato dal 18enne Kirk, come si legge nel sito ufficiale «radicato nella fede, nella libertà e nell’amore per la patria».
Una dinamica tragica e inquietante che apre interrogativi sulle eventuali connivenze dell’autore dell’omicidio, un giovane senza un passato militare o un addestramento specifico ma capace di colpire con una mira perfetta da 200 m di distanza.
Kirk credeva nel valore del dialogo per avvicinare ogni persona senza alcuna distinzione, con entusiasmo ed energia ma con equilibrio e ragionevolezza, com’è facilmente verificabile guardando i suoi interventi e dibattiti nei numerosissimi video e testi riscontrabili nella rete (qui è possibile vedere l’AmericaFest del 2023): nessun incitamento all’odio o tono aggressivo verso chi lo avversava, ma, se provocato, ascoltava e replicava in modo pacato.
Su questa sua abilità di esercitare un confronto civile aveva costruito la presenza di Turning Point USA in 850 università, radicando il movimento tra gli studenti americani.
L’origine di questo confronto è lontana, parte dall’affermazione dell’ideologia woke e dal suo approdo alla cancel culture e alle teorie gender, che hanno segnato la progressiva penetrazione di un «pensiero unico» e totalizzante, un vero e proprio capovolgimento della struttura sociale, mettendo in discussione gli stessi fondamenti della convivenza umana.
Si tratta quindi di un fenomeno che va oltre la contrapposizione politica e riguarda ogni aspetto del vivere, dalla nascita alla morte, alla differenziazione sessuale, alla fede religiosa e all’identità di popolo e definirlo con una qualsiasi semplificazione ideologica costituisce un grave errore di riduzione.

Il movimento di Kirk è nato quindi come una reazione al graduale processo che ha pervaso le stesse istituzioni politiche, economiche e culturali, coltivando il progetto di restaurare i valori americani originali che riteneva oscurati da questa rivoluzione del pensiero.
E indubbiamente l’atteggiamento che, nelle ore immediatamente successive all’omicidio, hanno tenuto diversi media e personaggi lasciando intendere, in maniera del tutto fuorviante che, date le caratteristiche del personaggio, un evento del genere poteva ben essere l’esito di una provocazione, fa comprendere quanto la violenza, verbale e fisica, di chi intende imporre un certo disegno di società sia sempre più radicata e vista come l’unica soluzione ai conflitti sociali.
Anche in Italia, opinionisti di grido insieme a una condanna formale dell’omicidio hanno accompagnato giudizi ostili su Charlie Kirk, veicolando notizie false senza prendersi la briga di verificare con la grande quantità di documenti presenti in rete.
Se non avremo la lungimiranza di comprendere che la guerra può raggiungere anche noi, che non è soltanto un prodotto dei governi ma un peccato sociale, avremo una società sempre più barbara e incapace di dialogo, facile preda di un potere nichilista e distruttivo.
Immagine di apertura: Charlie Kirk parla a una manifestazione della Turning Point Action, braccio politico di Turning Point USA, a Phoenix (Arizona) nel 2021, Wikimedia Commons


