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Flop, mezzo flop, messaggio di speranza. Sono diversamente modulati in negativo i commenti sui risultati della ventiseiesima conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, ma nessuno ha parlato di un successo.
Lo stesso presidente della Cop26 Alok Sharma è sbottato alla conclusione dei lavori di Glasgow: «Sono profondamente dispiaciuto». L’ex potente ministro dell’Economia di Boris Johnson, cittadino britannico di origini indiane, sperava di più. Sperava in una intesa globale fatta di impegni per combattere i disastri naturali: uragani, alluvioni, siccità, innalzamenti dei mari provocati dall’aumento delle temperature. Invece le due settimane di discussioni formali ed informali tenute ai primi di novembre hanno partorito accordi generici…

Dieci anni fa era una piccola febbre infettiva. Adesso è diventata una malattia gravissima da coma profondo. I giornali italiani, e l’informazione più in generale, vivono una catastrofe che fa impallidire la crisi delle testate europee ed americane. In Italia molti quotidiani e riviste hanno chiuso i battenti mentre chi è sopravvissuto vive difficoltà gravissime: copie vendute a picco, redazioni svuotate, precariato e lavoro nero a pioggia.
I giornali di carta in genere vanno malissimo e sono schiacciati dalle perdite, quelli online boccheggiano, le televisioni sono in forte affanno. La crisi è generale ed epocale: la concorrenza di Internet e le interminabili recessioni economiche non hanno avuto risposte adeguate.

La Brexit e il Covid hanno colpito violentemente l’Unione europea. La “casa comune” dei 27 paesi europei si è salvata per un soffio ma solo per ora. L’addio impensabile del Regno Unito a Bruxelles e il Coronavirus continuano a provocare gravi scosse telluriche.
È in gioco la stessa vita della Ue. C’è da fare i conti con la rottura determinata dal sovranismo di Londra….

Il piacere per la scrittura resta nel sangue come la curiosità per il mondo. Se poi lo spettacolo drammatico è la conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani, tutto gira a mille. Lo spettro del ritorno della Sharia scandita in termini tragici contro i diritti civili e delle minoranze, in particolare a danno delle donne che rischiano il burqa, ha fatto scattare accese discussioni tra noi ex ragazzi degli anni ’70 “redattori” del mensile studentesco “TUTTI”, oggi impegnati nel sito Internet e nell’associazione “TUTTI europa ventitrenta”.

Sconfinate passioni ed enormi interessi. Il calcio è una galassia composta di tifo e di interessi economici. Ha anche forti risvolti politici. Il XVI Campionato europeo di calcio ha sintetizzato tanti mondi diversi. Ha vinto l’Italia mettendo in campo impegno, capacità e anche un po’ di fortuna. La nostra Nazionale la sera dell’11 luglio ha sconfitto l’Inghilterra per 4 a 3 nella partita per la finale. È stata una gara molto sofferta, vinta ai rigori dopo i tempi supplementari. I tifosi inglesi e l’Inghilterra in generale non l’hanno presa molto bene: sono fioccate le proteste.

Non per tutti le tasse sono un incubo. C’è chi paga troppo come i lavoratori dipendenti, gli artigiani e i pensionati. E c’è chi paga poco o addirittura niente come chi evade o elude il fisco. Secondo molte stime l’evasione in Italia ammonterebbe a ben 120 miliardi di euro l’anno, per l’elusione invece non c’è un conteggio affidabile. I paradisi fiscali per le multinazionali e le grandi aziende prosperano non solo nelle isole dorate dei Caraibi ma perfino in molti paesi europei come Olanda, Irlanda, Lussemburgo, Regno Unito.
Durante la tragedia del Coronavirus in Italia la pressione tributaria…

A caccia di turisti: italiani e, soprattutto, stranieri. Tutto il Belpaese, governo Draghi in testa, è mobilitato per accogliere la prossima estate valanghe di vacanzieri. Almeno questa è la speranza.
“TUTTI europa venti trenta” dedica l’inchiesta dell’aggiornamento del 20 maggio al tentativo di riscatto del turismo azzerato dal Coronavirus. Sono in gioco milioni di posti di lavoro: sono in prima fila alberghi, bed and breakfast, stabilimenti balneari, località di villeggiatura al mare e in montagna, ristoranti, bar, guide turistiche, agenzie di viaggi, musei, scavi archeologici. La paura della bancarotta è forte ma non demorde nemmeno chi è finito in coma: città d’arte, traghetti, trasporti aerei e ferroviari.

Anche se in sordina, l’idrogeno bussa alla porta. Industrie, treni, navi, autobus e auto a idrogeno fanno il loro esordio nelle economie dei paesi avanzati. Soprattutto l’idrogeno verde, quello a bassissimo tasso d’inquinamento, è la carta del futuro per avere una energia pulita o quasi.
L’idrogeno verde appare timidamente all’orizzonte anche in Italia. L’acciaieria Dalmine, grande consumatrice di energia, progetta di utilizzare queste nuove tecnologie produttive. L’ex Ilva di Taranto potrebbe fare lo stesso riconvertendo, grazie anche ai fondi europei, i suoi altoforni altamente inquinanti con l’idrogeno verde. Certo i problemi da superare sono ancora tanti e complessi, tecnologici e di alti costi.

Italia di nuovo in gran parte “chiusa”. Le cifre fanno paura. Più di 100 mila decessi in un anno. Oltre 400 morti e 20 mila contagiati al giorno per la travolgente terza ondata del Covid-19. Tutte le regioni sono “rosse” e “arancioni” tranne una “bianca (la Sardegna). Il governo Draghi punta a vaccinare ovunque sia possibile con l’obiettivo di vaccinare tutti gli italiani entro l’estate.
I problemi sono enormi: le conseguenze dello stop di 3 giorni al vaccino AstraZeneca, il conflitto tra sete di libertà-fame di lavoro e nuove severe restrizioni ai cittadini, la scarsità dei vaccini importati, l’esigenza di produrre in Italia, la logistica su come e dove vaccinare…

L’ecatombe causata dal Covid-19 in Italia ha tante cause. La malandata sanità non ha retto alla valanga della pandemia. Gli ospedali pubblici sono stati travolti dai malati e dai “positivi”, le terapie intensive (soprattutto nella ricca e sviluppata Lombardia) sono andate in tilt. Gli ospedali privati, in gran parte dei casi, sono stati colti gravemente impreparati.