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    Home»Europa»Pace
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    Pace

    Alessandro ColuccelliDi Alessandro ColuccelliMarzo 3, 20220 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Accendo la TV e penso che “Lungo le sponde del mio torrente/Voglio che scendano i lucci argentati/ Non più i cadaveri dei soldati/Portati in braccio dalla corrente”. Sembra logico ma in una intervista dicono “Non ha più amici/Non ha più fans/Vede la gente cadere giù/Nel suo paese non tornerà/Adesso è morto nel Vietnam”. Erano cinquanta anni fa, ma oggi è uguale perché “Non ho bisogno di una guerra civile, rimpinza i ricchi e seppellisce i poveri”, nulla è cambiato e l’uomo nulla ha imparato.

    Foto di Tong Su da Unsplash

    Qualcuno sul video dice “I carri armati a fari spenti nella notte sotto la pioggia hanno lasciato strane tracce sull’asfalto piene di sabbia”. Penso e scendono lacrime fredde. Intervistano un soldato, mimetica, frasche sull’elmetto e vorrei che dicesse, come un altro soldato oltre 50 anni fa: “la cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest’altro Lunedì ma io non sono qui egregio presidente per ammazzar la gente più o meno come me per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro se vi divertirà e dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi io armi non ne ho”.

    Nel frattempo “E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra/E si sta senza parlare per intere settimane”, poi guardi le immagini che ti manda la TV e “Generale dietro la collina, ci sta la notte crucca e assassina”, ma io esigo, voglio sapere “Voglio il nome di chi ha mentito, di chi ha parlato di una guerra giusta. Io non le lancio più le vostre Sante Bombe”. Solo, davanti al quotidiano, un quotidiano qualunque, mi chiedo, senza risposta, “Quante palle di cannone dovranno ancora volare prima che vengano bandite per sempre?”

    Foto di Tori Nefores da Unsplash

    Sarebbe tanto facile, ma sembra che non possa essere “Niente più uccidere o morire per E neanche religione, Immagina che tutte le persone Vivano in pace…” Ascolto tante voci, esperti di geopolitica li definiscono, ma sento parole vuote “Quando la violenza causa silenzio, vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa”. Spero con tutte me stesso che “Un giorno anche la guerra s’inchinerà al suono di una chitarra”, credo che sia ora “Perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, Le fedi fatte di abitudine e paura, Una politica che è solo far carriera, Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto.”

    Continuo a pensare, solo, e mi convinco sempre più che “L’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto, È un Dio che è morto”. Perché, e purtroppo non c’è risposta, “Io chiedo come può un uomo Uccidere un suo fratello”, e ancora e ancora “Ancora tuona il cannone Ancora non è contento Di sangue la belva umana”.

    Foto libera per usi commerciali da Pixabay

    Ancora commosso e inutile come uomo rifletto che “La guerra è sempre la stessa – ognuno la perderà e a ogni soldato che muore si perde un po’ di umanità”.  “Per quanto tempo ancora le palle di cannone dovranno volare / Prima di essere per sempre vietate?” “E quanti morti ci dovranno essere affinché si sappia che troppa gente è morta?” . Guardo un filmato, dei mille che mandano in onda, non è una cosa per finta ma penso che “E mentre marciavi con l’anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore” e mi chiedo, senza risposta, “noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare per poi dire troppo tardi che è stato un errore”.

    E allora urlo, nel silenzio della casa, “Contro i fucili, carri armati e bombe Contro le giunte militari, le tombe Contro il cielo che ormai è pieno di tanti ordigni nucleari Contro tutti i capi al potere che non sono ignari”.

    Foto di Daria Nepriakhina da Unsplash

    Ma perché non è possibile che tutti si impegnino “Immaginate che non ci siano proprietà Mi domando se si possa Nessuna necessità di cupidigia o brama Una fratellanza di uomini Immaginate tutta le gente Condividere tutto il mondo”

    “Date una possibilità alla pace”

     

    Autore

    • Alessandro Coluccelli
      Alessandro Coluccelli

      Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.

    guerra pace Russia Ucraina
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