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    Home»Controvento»Il Veneto leghista traballa
    Controvento

    Il Veneto leghista traballa

    Rodolfo RuoccoDi Rodolfo RuoccoDicembre 20, 20221 VisualizzazioniLettura 3 min.
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    Di Maio, vignetta di Controvento
    Vignetta di Controvento
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    Giorgia Meloni parte all’assalto del Veneto leghista. La Lombardia è stata la culla della Lega, ma il Veneto è diventato la vera roccaforte del Carroccio. Luca Zaia nelle elezioni regionali del 2020 è stato rieletto governatore del Veneto con un plebiscito di consensi: addirittura il 76.79% dei voti.

    Ora anche quella roccaforte leghista, però, non gode più di buona salute. Giorgia Meloni invece va fortissimo: il 4,3% dei voti nelle elezioni politiche del 2018, il 26% in quelle del 25 settembre, fino al 30% nei sondaggi. Fratelli d’Italia sottrae voti a tutti, ma in particolare alla Lega (nelle elezioni politiche di settembre è crollata all’8,8%, dimezzando i consensi rispetto al 2018).

    Il travaso di voti dal Carroccio e Forza Italia a Fratelli d’Italia è generale in tutta Italia (di qui i duri contrasti con Berlusconi e Salvini). Avviene anche al Nord, Veneto compreso. Il movimentismo populista di Matteo Salvini non ha pagato mentre la politica di attenzione di Giorgia Meloni verso i ceti medi e, in particolare, verso quelli produttivi sfonda. Non a caso la presidente del Consiglio e presidente di Fratelli d’Italia ha varato una manovra economica molto attenta alle aziende e ai lavoratori autonomi in grande difficoltà per il caro energia.

    In particolare ha dedicato grande attenzione alle aziende del Veneto, una delle regioni più economicamente dinamiche dell’Italia. In un videocollegamento con l’assemblea generale della Confindustria del Veneto est ha scandito: «Se l’industria va bene, allora va anche bene la nazione». Ha ricordato le misure del governo in favore delle imprese. Ha rilanciato un suo motto: «Non disturbare chi produce e rimettere al centro il confronto con i corpi intermedi». Ha rammentato la scelta del governo di destra-centro di rivedere il reddito di cittadinanza visto con ostilità dalle imprese. Va ricostruita «una etica del lavoro».

    Fino a poco tempo fa l’interlocutore politico privilegiato delle piccole e medie imprese del Veneto era stato il Carroccio: prima la Lega Nord di Umberto Bossi e poi la Lega per Salvini premier. Adesso Fratelli d’Italia, un tempo quasi assente nell’Italia settentrionale, va al galoppo anche al Nord.

    Salvini è stretto in una pericolosa tenaglia. Da destra è insidiato dalla Meloni, dall’interno del partito dall’anima centrista e federalista (Zaia, Fedriga, Giorgetti). Probabilmente a febbraio si voterà per le regionali in Lombardia: se il Carroccio perderà la guida della regione più ricca d’Italia presieduta dal leghista Fontana sarà un colpo terribile. Salvini potrebbe essere disarcionato dalla segreteria. Zaia, presidente del Veneto leghista,  sarebbe uno dei papabili alla successione.

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    Autore

    • Rodolfo Ruocco
      Rodolfo Ruocco

      Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

    Giorgia Meloni Lombardia Luca Zaia Matteo Salvini Veneto
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