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    Home»Attualità»La rabbia dell’impotenza si sfoga contro i più deboli
    Attualità

    La rabbia dell’impotenza si sfoga contro i più deboli

    Alessandro Erasmo CostaDi Alessandro Erasmo CostaMaggio 20, 20230 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
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    “Protesta di Ultima Generazione sulla statua” di Saggittarius A i- licenza CC BY-SA 4.0.

    Il 12 maggio sono cominciati i processi ai giovani di Ultima Generazione che si sono permessi di spruzzare un liquido lavabile sulle porte del Senato, e il Governo di Giorgia Meloni alza la voce su questi giovani criminali minacciando nuove leggi, gigantesche multe e inasprimenti delle pene.

    In realtà prima di affrontare gli aspetti riguardanti il diritto penale, mi sembra ormai evidente che il Governo di destra al potere, non sapendo cosa possa fare veramente di destra, sfoga la sua impotenza sui più deboli, come i giovani e i lavoratori.

    Giorgia Meloni ha capito che a livello economico non può fare quello che aveva promesso, perché l’Europa la tiene a briglia corta, e non può neppure rispondere a tono ai francesi e agli spagnoli, perché non può inimicarsi due fra i paesi più importanti d’Europa. Il povero La Russa, non può manifestare le sue simpatie per il fascismo perché la Meloni gli ha detto di non farlo. Le radicali misure promesse contro l’immigrazione si sono rivelate infondate ed inattuabili. I drammatici problemi per l’attuazione del PNRR sono sotto gli occhi di tutti. Fontana, il Presidente della Camera, l’hamish dei cattolici, sembra essere stato silenziato. Insomma che può fare un Governo di destra per far vedere che è di destra?

    Come sempre l’impotente se la prende con i più deboli e i primi sono i giovani.

    Hanno inventato un reato di rave che è solo chiacchiere, perché quello che proibisce era già ampiamente proibito. Ora se la prendono con i ragazzi di Ultima Generazione, anche se non hanno mai fatto veri danni, perché questo sembra attirare loro il consenso dei benpensanti. La stessa strategia colpisce i più poveri eliminando il Reddito di Cittadinanza e precarizzando il lavoro.

    “File:Marco Pannella 1992.jpg” della Camera dei Deputati – licenza CC BY 4.0.

    La disobbedienza civile però, non l’hanno inventata questi ragazzi, perché Pannella ne aveva fatto uno strumento di politica già molti anni fa. E Cappato si autoaccusa di accompagnare malati terminali in Svizzera per un suicidio assistito. La legge è legge e va rispettata e i reati piccoli e grandi restano reati. Però la legge è sempre stata interpretata e applicata non solo dalla polizia e dai tribunali, ma anche dai suoi più piccoli rappresentanti. Il grande filosofo Andrè Gluksmann era un bambino di 5 anni condotto in un campo di raccolta del governo di Vichy in attesa della deportazione per lo sterminio. Un poliziotto lo fece fuggire insieme a sua madre, perché la sua etica di uomo qualunque gli impedì di obbedire alla legge. Un giovane rumeno che ha lavorato a lungo con mia moglie nella ristrutturazione di appartamenti a Parigi, mi ha raccontato che quando era arrivato in Francia aveva talmente fame, che rubava qualcosa da mangiare, consumando nella corsia di un supermercato. Il funzionario della sorveglianza lo aveva visto, voleva dirgli qualcosa, ma poi non ha detto niente e gli ha permesso di mangiare tante volte. Anche lui ha fatto prevalere la sua moralità ai rigori della legge.

    La clemenza fa parte del diritto penale come dimostrano l’indulto e amnistie, la grazia ai condannati e le attenuanti, al pari delle aggravanti, descrivono le circostanze in cui i reati si sono consumati.

    Tra le attenuanti, i giovani di Ultima Generazione potrebbero ambire alla diminuente che deriva dall’aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale.

    Tuttavia, il riconoscimento di questa attenuante sarà rimessa all’attenta valutazione del Giudice, nonché alla sua sensibilità.

    I giovani imputati potranno improntare le proprie difese al principio di offensività e a quello di proporzionalità delle sanzioni. Il primo circoscrive la potestà punitiva dello Stato solo ai casi di concreta lesione ad un bene giuridico protetto; il secondo impone al giudice di dosare la pena secondo la effettiva gravità del fatto, il suo disvalore sociale e le sue conseguenze dannose.

    Tra l’altro, il reato di danneggiamento è stato recentemente oggetto della riforma del regime di procedibilità: se il danneggiamento interviene tra privati e il danno è risarcito, lo Stato rinuncia al processo; viceversa, se danneggiata è una cosa pubblica, il delitto – punito da 6 mesi a 3 anni di reclusione – rimane procedibile d’ufficio indipendentemente dall’eventuale risarcimento.

    Sembra allora stonato il grido con cui esponenti dell’esecutivo invocano la massima severità per condotte simboliche, che – seppur vietate – non recano con sé nessuna conseguenza irreparabile.

    Sembra banale, ma l’interpretazione della legge spetta ai giudici e la clemenza è sempre stata un correttivo della giustizia, accolto in tutti i sistemi di diritto penale di tutto il mondo.

    Foto di Markus Spiske su Unsplash

    Sto dicendo che un reato resta un reato, piccolo o grande che sia, ma se verranno applicate pesanti condanne ai giovani di Ultima Generazione, a quali pene si dovrebbero condannare politici e giudici corrotti, assassini di mogli e compagne e i responsabili della società calcistica Juventus che hanno truccato i bilanci e fatto giganteschi pagamenti in nero ai giocatori?

    Per i giovani di questo mondo la tutela dell’ambiente dal disastro climatico è un obiettivo fondamentale, e finalmente alcuni ragazzi se ne sono fatti portatori. Ci sono molti mezzi per protestare, è vero, ma la disobbedienza civile non può essere considerata solo in base alla notorietà e alla autorevolezza di chi se ne serve.

    Foto di apertura libera da Pixabay

    disobbedienza civile Governo di Giorgia Meloni reato di danneggiamento reato di rave Ultima Generazione
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    Alessandro Erasmo Costa

    Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

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